La Sezione dell’agricoltura del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) e l’Interprofessione della Vite e del Vino Ticinese (IVVT) commentano congiuntamente i risultati della vendemmia 2020. Buona la qualità e discreti i quantitativi. 

Stagione viticola

Il germogliamento è stato precoce, quasi come nel 2019, grazie alle condizioni termiche e ai terreni in tempera. Lo sviluppo vegetativo è stato rapido e costante sino alla fioritura per poi rallentare gradatamente durante il mese di giugno a causa di condizioni piovose e fresche. La piena fioritura è apparsa in anticipo rispetto alla scorsa stagione e la sua durata è stata corta nelle zone precoci, mentre in quelle meno precoci la durata è cresciuta notevolmente a causa delle piogge e del tempo più fresco. L’induzione fiorale è stata ottima grazie alle buone condizioni meteo dello scorso anno, determinando infiorescenze grandi con molti fiori che si sono tradotti in un alto tasso di allegagione, soprattutto nelle zone che hanno beneficiato di buone condizioni climatiche durante il rilascio di polline e la successiva fecondazione del fiore. Le scarse piogge cadute da fine giugno a fine agosto hanno condizionato il peso degli acini. Il peso medio riscontrato con l’ultimo controllo di maturazione avvenuto a metà settembre è il secondo più basso degli ultimi sei anni, solo il 2019 era inferiore. Nei terreni siccitosi e con poca capacità di ritenzione si sono rese necessarie delle irrigazioni di soccorso. Nella maggior parte dei vigneti, la produttività è stata comunque sufficiente. L’anticipo fenologico registrato in primavera è stato quasi annullato dalle condizioni termiche di giugno e luglio, le quali sono state uguali o di poco superiori alla norma. I controlli di maturazione della rete cantonale iniziati a metà agosto mostravano chiaramente una settimana di ritardo rispetto al 2017 e una settimana di anticipo rispetto al 2019 per l’accumulo zuccherino. La lunga siccità di luglio e agosto è terminata con un evento estremo di pioggia e freddo dal 28 al 30 agosto durante il quale sono caduti circa 200 litri per metro quadrato e le temperature medie sono precipitate, passando da 23-25 gradi a 16-17 gradi in media per poi assestarsi fino quasi alla fine di settembre a valori simili a quelli riscontrati durante il 2019. Sino a fine mese il tempo è stato stabile, il che ha permesso di raggiungere un’ottima maturità delle uve. Quest’anno, il mese di settembre e l’inizio di ottobre hanno veramente permesso il raggiungimento di tutte le condizioni ottimali di maturazione, sia a livello tecnologico che aromatico per le uve bianche, o polifenolico per le uve rosse.

Aspetti fitosanitari   

Il clima mite e poco piovoso del periodo invernale e primaverile ha fortemente condizionato l’intensità di alcune problematiche fitosanitarie. Il mese di giugno è stato invece caratterizzato da temperatura nella media stagionale e precipitazioni forti e persistenti (fino a 170 mm di pioggia in un solo giorno) che hanno determinato, soprattutto nel Sottoceneri e nel basso Sopraceneri, un’elevata pressione di peronospora. Le prime macchie sporulanti della malattia sono state identificate nella prima metà di giugno. I mesi di luglio e agosto caldi e asciutti hanno permesso un rapido sviluppo degli acini e una rapida invaiatura favorendo una netta diminuzione della pressione di peronospora. La pressione di oidio, grazie anche al periodo invernale e primaverile mite, è stata mediamente elevata nella prima parte della stagione. Forti attacchi, seppur sporadici, si sono verificati in diversi vigneti del Cantone, rendendo necessari interventi curativi a base di zolfo. Già il monitoraggio del primo volo e dei nidi presenti sulle infiorescenze hanno messo in evidenza un netto aumento delle tignole della vite. In alcune zone le catture degli adulti con trappole a feromoni sono state cinque volte superiori rispetto al 2019. Il monitoraggio dei nidi all’invaiatura ha permesso di riscontrare forti attacchi, con punte fino all’80% di grappoli colpiti. In alcuni vigneti, su varietà a grappolo compatto, i danni di tignole hanno determinato forti attacchi di marciume. Le popolazioni di Drosophila suzukii, grazie al clima caldo e asciutto che ha caratterizzato i mesi di luglio e agosto, sono sempre state contenute ad eccezione di vigneti ubicati in zone particolarmente sensibili. In alcuni vigneti, probabilmente a causa delle condizioni favorevoli primaverili ed estive, sono stati riscontrati attacchi di acari, ma generalmente di lieve entità. Nel corso della stagione è stata monitorata la presenza di Antispila oinophylla, minatrice della vite di recente introduzione in Ticino. I danni sono stati trascurabili e la sua presenza è stata registrata in tutto il Sottoceneri e nel Sopraceneri fino alla bassa val Riviera. Per la prima volta dall’inizio delle catture con trappole a feromoni del coleottero giapponese, Popillia japonica, sono stati trovati adulti dell’insetto in diversi vigneti del Sottoceneri. Un focolaio importante di questo organismo di quarantena è stato indentificato in un vigneto ubicato nella frazione di Genestrerio. I monitoraggi della flavescenza dorata hanno confermato la presenza della malattia in quasi tutto il territorio cantonale, eccezion fatta per alcune zone marginali.

Buona qualità ma quantità inferiore   

Come indicato sopra, la maturazione delle uve è stata ottima ma i quantitativi sono stati inferiori del 9% rispetto alla media decennale per quanto attiene al Merlot, che costituisce l’85% del raccolto. La vendemmia 2020 ha prodotto 6’054’345 kg di uva di cui 5’187’337 kg di Merlot. La gradazione media del Merlot con 21,4 Brix (89,2 Oe) risulta leggermente superiore allo scorso anno (+0,4 Brix) e anche alla media decennale (+0,3 Brix). Si ricorda che la media determinante per i prezzi (vedi sotto) è stabilita togliendo dal calcolo i valori estremi.

Prezzi   

Alla gradazione media determinante per la fissazione del prezzo delle uve Merlot, segnatamente 21,0 Brix (87,4 Oe) per il 2020, il prezzo base indicativo fissato dall’IVVT è di fr. 400.- al quintale. Il valore globale della vendemmia 2020 viene stimato in circa 23,2 milioni di franchi per il Ticino e 23,6 milioni di franchi per la Svizzera Italiana, ciò che corrisponde ad un meno 10% rispetto allo scorso anno. Questo calo è da attribuire alla produzione inferiore, dovuta in parte alle condizioni climatiche del 2020 ma anche ai nuovi limiti di produzione decisi la scorsa primavera dall’IVVT per far fronte alle difficili condizioni di mercato.

Superficie praticamente invariata 

La superficie vitata computabile ammonta a 1’095 ettari, di cui solo il 10% circa sono uve bianche e il resto uve rosse, con il Merlot che fa sempre la parte del leone con circa l’80%. Il rapporto completo sulla vendemmia, con superfici, produzione e gradazioni, sarà pubblicato sul sito www.ti.ch/agricoltura durante il mese di febbraio 2021.

DFE, IVVT

Che cosa dire della nuova tabella dei prezzi

Abbiamo chiesto anche a Giuliano Maddalena, presidente Federviti Ticino, un commento sui risultati dell’annata viticola 2020.

Alcune settimane fa, scrivevo su questo giornale che l’annata viticola 2020 era andata meno peggio di quanto si prevedeva. Questa affermazione era dettata da quanto di poco positivo si prospettava in primavera, in particolare per ciò che riguardava i quantitativi di uve che le cantine avrebbero ritirato e a quale prezzo. Le trattative sono state intense da primavera fino alla vendemmia e si è giunti all’accordo riportato nella tabella. Poi sappiamo che ogni cantina ha adottato la sua politica, applicando criteri diversi. Le difficoltà che si riscontravano già prima della pandemia si sono accentuate. Tutti sono stati chiamati a sacrifici, viticoltori compresi. Va detto che quest’ultima categoria, di cui mi occupo in particolare, negli ultimi anni ha dovuto affrontare seri problemi e ha visto il proprio reddito erodersi in modo importante. Da una parte con la diminuzione del prezzo delle uve e dall’altra, nell’ultimo anno, anche con la minor possibilità di produzione, passata da 1 chilogrammo a 800 grammi al metro quadrato.

Ciò che ha portato qualcuno “a gettare la spugna”, in quanto il proprio lavoro non è più compensato da un reddito perlomeno dignitoso.

È chiaro, ma auguriamoci di no, che qualora questa tendenza dovesse perdurare anche nei prossimi anni, la situazione diventerebbe grave.

Non si è qui a fare i cosiddetti “piangina”, ma la situazione preoccupa. Siamo coscienti delle difficoltà di vinificatori e commercianti e la categoria, rappresentata da Federviti, ha dimostrato grande comprensione. Ciò non toglie che sotto un certo limite di reddito non è possibile andare, pena l’abbandono, soprattutto di quei vigneti che richiedono importanti investimenti in tempo, energia e denaro. E qui, come ben si può comprendere, faccio riferimento in modo particolare alla collina.

Abbiamo apprezzato gli sforzi fatti nelle ultime settimane dalle varie cantine, con la collaborazione di Ticinowine, nel promuovere i propri prodotti. Non possiedo dati alla mano per poter giudicare il risultato, ma quello che ho sentito è un generale apprezzamento delle iniziative, che mi auguro possano avere ripercussioni positive nella vendita dei nostri vini di assoluta qualità, come dimostrato dai vari riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Anche in futuro sarà importante la collaborazione fra i vari attori, così da poter trovare soluzioni che possano soddisfare il più possibile gli interessi di tutti.

Ci rendiamo conto che nell’immediato futuro ci dovremo confrontare ancora con qualche difficoltà, ma sono convinto che con l’impegno e la buona volontà di ognuno, si potrà superare anche questo momento, come del resto è già successo in un passato non molto lontano.

Considerato che siamo ad inizio anno, concludo formulando a tutti i migliori auguri. Assieme ce la faremo!

Giuliano Maddalena