Sabato scorso, 17 ottobre, a Cevio si è tenuta la manifestazione “Autunno in Valle­maggia”, una giornata-evento dedicata agli alpi di Vallemaggia promosso nell’ambito del Masterplan alta Vallemaggia dall’As­sociazione Val Magìa. Questa iniziativa, pianificata da tempo e condotta nel rispetto delle normative sanitarie vigenti, è stata realizzata con l’obiettivo di presentare alla popolazione locale uno spaccato sull’attività alpestre in Vallemaggia. Alla buona riuscita della stessa, alla quale hanno partecipato complessivamente un centinaio di persone, hanno contribuito con la propria partecipazione l’Associazione Museo di Valmaggia, l’Azienda Agricola Ambrosini, e la Società Agricola Valmaggese.
Il programma ha preso avvio con le porte aperte presso la nuova stalla dell’Azienda Agricola Ambrosini. Aiutato dai membri della sua famiglia, Matteo Ambrosini, giovane titolare dell’azienda che produce prodotti biologici a chilometro zero, dopo un’estate trascorsa all’alpe Brunescio con l’alpigiano Elio Leoni, ha presentato il risultato di un progetto fortemente voluto per dare solide fondamenta alla sua attività professionale. Nel corso della mattinata, una cinquantina di persone ha potuto scoprire il funzionamento della moderna stalla e acquistare alcuni prodotti presso l’annesso punto vendita self-service.
In seguito, il Museo di Valmaggia ha proposto una visita guidata lungo l’itinerario che si sviluppa tra gli antichi grotti di Cevio. Prima di condurre il gruppo lungo la fitta rete di sentieri angusti che permette di scoprire una sessantina di cantine ricavate tra gli anfratti della grande frana situata a monte del nucleo storico del paese, il Presidente Elio Genazzi ha offerto ai partecipanti la possibilità di visitare le cantine di Palazzo Franzoni, storico edificio un tempo casa dei Lanfogti e oggigiorno sede del museo.

Terminata l’escursione è stato il momento dell’incontro con l’autore del nuovo libro “Alpi di Vallemaggia”. L’autore Giuseppe Brenna, con il sostegno della moglie, ha presentato la sua ultima “fatica” letteraria e letto alcune pagine di un’opera enciclopedica che invita alla riscoperta di ben 267 storici alpi e corti attraverso la proposta di ben 185 itinerari. Un vero e proprio riferimento per tutti coloro che amano la montagna e si appassionano di “archeologia alpestre”. A corollario Marzio Coppini, Presidente della Società Agricola Valmag­gese, ha fornito uno sguardo sulla stagione alpestre appena finita.
La giornata si è conclusa con un momento conviviale nel corso del quale i partecipanti hanno potuto degustare i formaggi prodotti da 8 alpeggi valmaggesi (Bolla Froda, Brunescio, Campo la Torba, Grossalp, Ro­biei, Sfille, Vaccarisc Mognola, Zaria) ac­compagnate dal vino prodotto dall’Azienda Vitivinicola Garzoli.
Si ricorda a coloro che non hanno potuto partecipare alla giornata che è possibile acquistare i prodotti dell’agricoltura valmaggese presso il negozio gestito dall’As­sociazione Val Magìa. Gestito da un gruppo di donne della valle, il negozietto affacciato sulla piazza di Cevio è aperto tutti i giorni (www.valmagia.ch).

Abbiamo contattato Marzio Coppini, che oltre a essere il Presidente della Società Agricola gestisce l’alpe Sfille.

Com’è andata la stagione alpestre in Valle Maggia? «Normale, in linea con gli altri anni anche se ultimamente il tempo diventa sempre più variabile. In alcune regioni è comunque andata meglio che in altre: al nord è caduta più acqua mentre più a sud abbiamo sofferto un po’ la siccità».

Ed è l’erba a risentirne? «In parte sì, più acqua significa più erba, ma non è tutto. Meno acqua significa anche meno acqua nelle sorgenti, quindi per le captazioni che ci servono per lavorare, per lavare, per i lattodotti, per le bestie… In alcuni alpi hanno fatto fatica a lavorare sul corte più alto. Comunque in generale non è stata una brutta stagione, la pioggia anche se in ritardo è poi arrivata anche dove non c’era, l’erba era buona e il latte di qualità».

E i formaggi sono buoni? Sono DOP?
«Anche i formaggi sono buoni. Degli otto alpeggi valmaggesi, quattro hanno la DOP e hanno raggiunto il punteggio. Tutti gli otto alpeggi valmaggesi sono caricati anche con capre e producono formaggio d’alpe misto, ossia con una percentuale di latte caprino».

Comunicato Val Magìa, adattamento Abg