Quest’anno anche la Camera cantonale dell’agricoltura, data l’emergenza sanitaria in corso, non si è potuta organizzare secondo le usuali modalità. Le difficoltà nell’organizzarla, garantendo l’osservanza delle regole di igiene e di distanziamento sociale, sono risultate eccessive e si è quindi deciso di procedere per corrispondenza: il 27 novembre scorso, con il termine del 15 dicembre per eventuali osservazioni. A tutti i Delegati sono stati inviati i documenti del caso. In questo articolo riporteremo i punti più rilevanti toccati nella documentazione della Camera agraria, che ripercorrono l’annata agricola dalla primavera del 2019 a quella del 2020. Un anno in cui è stato fatto molto anche se nella prima metà del 2020 si è operato in una situazione di emergenza. A risentirne sono state le manifestazioni agricole e la vita sociale. La chiusura temporanea dei mercati cittadini e della ristorazione è stato un momento davvero difficile, da cui si è usciti non senza difficoltà. Ci sono state inoltre questioni legate alla politica nazionale e a quella cantonale e diverse prese di posizione. Si è però lavorato molto su tutti i livelli: politico, mediatico ed economico. E anche se il futuro in generale non appare roseo per nessuno è necessario guardare avanti con fiducia e rimanere uniti.
Per quanto riguarda invece la situazione dei conti dell’Unione Contadini, dopo diversi anni estremamente difficili sono ora più stabili. Nota senz’altro positiva, nel 2019 si è registrato anche un piccolo utile d’esercizio.

La relazione del presidente UCT Omar Pedrini.

Officine, iniziative contro i pesticidi e revisione della legge sulla caccia
Nel 2019 i temi più di rilievo “sono stati sicuramente quelli delle Officine a Castione, le iniziative sui pesticidi, la revisione della legge sulla caccia e i diversi dossier sulla nuova politica agricola”. Per quanto riguarda la rinuncia da parte dell’UCT di lanciare il referendum per le Officine, si è deciso così perché almeno da parte delle FFS c’è stata “grande disponibilità” a trovare delle soluzioni con compensi reali. Anche se al momento non vi è ancora nulla di concreto. Se la situazione non si dovesse sbloccare e se si continuerà a non volere toccare zone boschive e zone edificabili, l’UCT tornerà alla carica, anche perché non ci sono altre possibilità per compensare zone di superficie agricola SAC. Per quanto riguarda invece le due iniziative contro l’utilizzo di prodotti fitosanitari che, se verranno accettate, metteranno in ginocchio il settore agricolo svizzero, tutta l’attività di campagna politica è slittata a causa del Covid-19. L’esito della votazione sulla Revisione della legge sulla caccia purtroppo non è stato quello che avremmo voluto. La localizzazione del voto ha messo in risalto l’enorme spaccatura che esiste tra le zone rurali e quelle urbane. “È necessario ripartire da qui” ha scritto Pedrini “Deve esserci da insegnamento. In futuro dovremo essere più presenti a livello di comunicazione nei centri urbani, cercando di far passare meglio il messaggio di ciò che facciamo”.

Politica Agricola 22+, crisi Covid-19 e futuro immediato
Politica Agricola 22+: “È triste vedere che ogni 4 anni si debba essere in ballo a rivedere le strategie di un settore come il nostro che necessita di stabilità e pianificazione a lungo termine” ha scritto Pedrini, che ha poi sottolineato come solo una progettualità di lungo periodo sia in grado di garantire un reddito adeguato per le famiglie contadine. Inoltre, ha ricordato come sia di fondamentale importanza che gli attori della filiera agroalimentare, tramite le diverse associazioni di categoria, siano informati su “cosa la Politica Agricola pretende dagli agricoltori”.
In riferimento alla crisi Covid, gli agricoltori sono “stati chiamati a reagire a diverse situazioni difficoltose: la chiusura dei ristoranti a pochi giorni dalla Pasqua, con i capretti, le diverse verdure e altri prodotti” che andavano piazzati. “La capacità di reazione del mondo agricolo però è stata eccezionale”. Grazie alla sensibilità dei consumatori, ma anche a FOFT e UCT, si è riusciti “a limitare i danni”. Per i mercati di bestiame sono state trovate soluzioni in meno di 24 ore e anche in questo caso “grazie alla collaborazione tra la commissione mercati bestiame ticino dell’UCT e un consorzio di negozianti indigeni” si è riusciti a “garantire la vendita a prezzi soddisfacenti”. Pedrini ha ricordato che se da un lato la chiusura delle frontiere è servita a garantire un buono smercio di prodotti agroalimentari locali in primavera, dall’altro l’annullamento dei mercati cittadini per un certo periodo ha creato non pochi problemi a quei produttori che smerciano prevalentemente o totalmente al mercato i loro prodotti.
Per quanto riguardava invece il timore legato al “blocco della manodopera proveniente dall’estero”, Pedrini ha ringraziato le autorità cantonali, “Gobbi e Vitta, con i capi sezione, che si sono dimostrati da subito aperti al dialogo”. Ne è scaturita un’ottima collaborazione e si sono trovate buone soluzioni che hanno garantito la forza lavoro necessaria.
In conclusione Omar Pedrini ha sottolineato come in questo primo anno di presidenza non abbia potuto dar seguito a tutte le idee e ai cambiamenti che aveva in testa. Resta però la consapevolezza che “lavorando uniti e dialogando con i vari partner e gli enti affiliati, si possono raggiungere dei bei traguardi” e anche se il futuro si prospetta tutt’altro che facile l’importante è rimanere uniti: “Agricoltori, orticoltori, allevatori e viticoltori. Siamo tutti contadini, non dimentichiamolo, sia in pianura che in montagna”.

Rapporti d’attività

Assemblee, manifestazioni ed eventi
Nel 2019 l’UCT è stata presente a Pian Castro, San Provino, San Martino, Sapori & Saperi, al Pentathlon del boscaiolo, alla consegna dei diplomi a Mezzana e ad altri eventi. Purtroppo nel 2020, tutti questi eventi sono stati annullati o rinviati e la stessa cosa è successa anche con SlowUp dove, nel 2019, nonostante il tempo non ideale si era registrata una buona affluenza di pubblico e al punto di ristoro UCT, alla fattoria di Robert Aerni, dove erano stati distribuiti circa 500 pasti.

Relazioni con i media, collaborazioni e prese di posizione
Sempre nel corso del 2019, l’UCT ha organizzato, in collaborazione con altri partner, due conferenze stampa: una per i castanicoltori e l’altra per il progetto di risanamento da SAGB. Inoltre, Omar Pedrini e Sem Genini hanno partecipato a diverse trasmissioni radiofoniche e televisive e i loro scritti sono apparsi su molti giornali: con l’obiettivo di far conoscere il settore agricolo e le attività dell’UCT. Le collaborazioni con la Sezione Agricoltura sono proseguite e in molti ambiti si sono raggiunti risultati importanti. Lo stesso si può dire della collaborazione con l’USC, che è davvero ottima. Per quanto riguarda invece la collaborazione con Agriturismo Svizzera si è deciso di interromperla, in particolare perché tutta l’attività dell’associazione mantello nazionale è orientata ai pernottamenti e non ai servizi di ristorazione. Una linea che non rispecchia la realtà agrituristica ticinese. A livello regionale le principali prese di posizione dell’UCT sono state quelle per il piano di utilizzazione cantonale (PUC) del comparto Valera e il ricorso contro le varianti di piano regolatore nel Comune di Airolo.

Piccole modifiche negli statuti dell’UCT
In conclusione riportiamo alcune delle modifiche apportate agli statuti dell’UCT. All’articolo 3, che chiarisce gli scopi dell’associazione sono stati aggiunti due nuovi punti:
c. tutelare gli interessi delle aziende agricole e degli enti affiliati e
f. Promuovere la protezione dell’ambiente tenendo conto delle esigenze del settore primario e della popolazione.
Inoltre si è deciso di creare una forchetta per il numero di membri del consiglio direttivo. Al momento sono undici. Con le modifiche potranno andare da un minimo di 7 a un massimo di 13. Questa modifica è stata fatta perché permette una maggiore flessibilità.

CB