Una ricerca condotta dall’Università di Ginevra (UNIGE) in collaborazione con l’Istituto nazionale di ricerca agronomica e dell’ambiente francese (INRAE) e l’Unione delle cooperative d’allevamento (ALLICE) fa luce sul perché ci sono capre e pecore con corna multiple.

«Alcuni bovidi, presentano corna in sovrannumero. Alcune razze di pecore della Svizzera romanda sono state selezionate geneticamente da generazioni di allevatori e sono proprio conosciute per le loro corna multiple». Si apre così il comunicato stampa diffuso la scorsa settimana dall’Università di Ginevra, e prosegue: «Succede però, soprattutto in alcune zone delle Alpi che alcune capre sviluppino spontaneamente un paio di corna supplementari. Le cause genetiche di questa curiosità morfologica sono state però per lungo tempo sconosciute». 

Adesso il mistero è risolto, grazie allo studio dei genomi di questi mutanti realizzato dall’Istituto nazionale di ricerca agronomica e dell’ambiente francese (INRAE), l’Unione delle cooperative d’allevamento ALLICE e l’Università di Ginevra in collaborazione con il Politecnico di Losanna e numerosi altri Centri di ricerca internazionali. L’analisi di capre e pecore con più corna ha rivelato una mutazione dello stesso gene: HOXD1 e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Molecular Biology and Evolution”.

Le testimonianze dell’esistenza di animali con quattro corna, risalgono a diversi anni fa, come attesta un documento del 1786 che riporta la richiesta di trasferimento di un montone con doppia cornazione dalla città di Bulle alla corte della regina Maria Antonietta a Versailles.

Il genoma era già noto

Grazie alla collaborazione di molti allevatori, i genetisti hanno potuto analizzare oltre 2’000 tra pecore e capre e hanno scoperto che il gene responsabile della crescita di corna in sovrannumero era l’HOXD1. Non si tratta di un gene sconosciuto, ma di un gene architetto, uno dei 39 geni HOX che definiscono la struttura del corpo durante lo sviluppo degli embrioni. Le mutazioni di questo gene differiscono tra capre e pecore, ma in entrambi i casi provocano una riduzione della quantità di proteine prodotte dal gene.

Si tratta di un gene che definisce la zona di crescita delle corna

Nei casi in questione, sembra che la funzione del gene HOXD1 sia necessaria per definire l’estensione della superficie definita, che va da una parte all’altra del cranio, dove le corna spingono per crescere. Se il gene è mutato, i limiti di questa superficie, solitamente ben definita, si estendono impedendo così la scissione degli spuntoni di corna durante lo sviluppo embrionale e, in seguito, porta alla crescita di corna in sovrannumero. «È questa nuova funzione del tutto inattesa in un gene architetto la scoperta, una funzione che probabilmente si è evoluta in maniera specifica con l’apparizione dei bovidi e che permette loro di definire il punto preciso in cui spuntano questi organi così caratteristici, così come il loro numero» conclude Denis Duboule, professore del Dipartimento di genetica ed evoluzione dell’Università di Ginevra.

Capre con più corna ne abbiamo incontrate e viste anche in Ticino

A quanto ne sappiamo di razze di pecore con più corna selezionate in Ticino non ce ne sono, ma almeno una capra con quattro corna Andrés Bignasca l’aveva incontrata quando ha realizzato un servizio su Florian Bessler dell’Alpetto e Fattoria Tutti Frutti ad Arogno, che da più di vent’anni collabora con le giornate organizzate dal programma Scuola in Fattoria.

Ho chiamato Florian per conoscere la storia di queste capre e come gli era capitato di averne una. Anche in questo caso, in parte, si tratta di selezione.

«È iniziato tutto con una festa al san Lucio» mi dice «Sai quella festa che si fa in agosto? Tanti anni fa. È stato lì che ho visto queste capre con più corna. Erano piuttosto frequenti in Val Solda. L’ho scoperto parlando con un allevatore della zona. A me interessavano, anche perché c’è tutta una tradizione di maschere folcloristiche in Tirolo che vengono fatte con tre paia di corna, due di caproni e una di un montone, allora così chiaccherando alla fine me ne hanno portata una: la matta. Aveva tre corna. Ha partorito più volte. A volte sono nate capre con due corna, a volte senza però poi ne è nata una con quattro, che ho chiamato la Mattina. Adesso in fattoria c’è una figlia della Mattina, Banshaj, una capra con quattro corna».

E che tu sappia ce ne sono altre in Ticino? C’è qualcun altro che ci tiene ad averle?

«Tanti anni fa mi ricordo di averne vista una al Tassino a Lugano. Sai quando c’erano ancora gli animali? Era una vallesana, una di quelle metà bianche e metà nere».

E i bambini o i ragazzi che vengono a trovarti nelle giornate di Scuola in fattoria, come reagiscono quando vedono la capra con più corna? 

«Io faccio uno scherzetto, sai. I bambini arrivano da me sempre stupiti, meravigliati, e dicono di aver visto una capra con tre o quattro corna e io dico sempre “Ma dove, non è possibile, ma senti un po’ te, cosa mi tocca sentire”».

Cristian Bubola