La scorsa settimana si è tenuta l’assemblea annuale dei frutticoltori, prevista nel mese di marzo. Era da molto tempo che le assemblee e le riunioni di associazioni di categoria non avevano più luogo e si è respirato, attraverso le mascherine, uno spirito fiducioso per le attività dei prossimi mesi e i progetti futuri. Come ha ricordato Mauro Giudici della Ganna, presidente di giornata, «In fondo l’associazione dei frutticoltori ticinesi è stata fondata nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, da uno sparuto gruppo di frutticoltori che si è voluto riunire per guardare con fiducia al futuro. Nel settantacinquesimo anno dalla sua fondazione, si sta vivendo il peggior momento del ventunesimo secolo, ma non sarà di certo questo a scoraggiarci ed è bello essere qui, riuniti con propositi positivi per il futuro». Giudici ha poi ricordato il dottor Linneo Martinoli, bleniese di Castro. «Se l’AFT esiste, lo dobbiamo a lui, che ai tempi assunse la guida del Servizio di frutticoltura cantonale», servizio che nel frattempo non esiste più. «Nelle sue intenzioni il Ticino ai tempi avrebbe dovuto diventare il cantone di riferimento per la peschicoltura» un po’ come lo è oggi il Vallese per le albicocche.

Daniele Reinhart durante un intervento di potatura di un pero eseguito questa primavera. Foto: A.S

Relazione del presidente
Dopo le ordinarie attività assembleari, Alberto Sassella, presidente dei frutticoltori ticinesi, ha letto la sua relazione di cui riportiamo alcune parti. «Quella del 2019 non è stata un’annata frutticola speciale, ma al contrario con scarse o medie produzioni, soprattutto per i meli e peri. Siamo stati confrontati con dei forti attacchi del verme delle mele senza dimenticare i danni che le cimici hanno provocato, dapprima sulle pere e in seguito sulle mele tardive. In Svizzera i danni hanno superato i 3 milioni di franchi». Per quanto concerne le condizioni climatiche in primavera si è registrato «un’anticipo della vegetazione che è rimasto attorno ai 10 giorni. Il soleggiamento è stato generalmente inferiore alla norma con valori compresi tra il 70-90%. In maggio il favonio si è presentato nelle vallate, di conseguenza il tempo è stato ricco di sole, malgrado ciò le temperature sono state più fresche di 1-2 gradi» per arrivare poi in estate piena con «luglio che è stato uno dei mesi più caldi, con dei primati attorno ai 36 gradi». In conclusione «Le diverse anomalie climatiche mettono in evidenza il cambiamento climatico in buona parte delle regioni della Svizzera. Cambia il clima e gli insetti modificano le loro abitudini. Gli eventi estremi, come grandinate e forti temporali con inondazioni, sono molto più frequenti. Lo si constata anche nelle grandi regioni europee che si affacciano sul Mediter­raneo» Ad essere maggiormente condizionate dal clima, ha constatato Sassella, a Biasca sono state soprattutto le pere «Da diversi anni la raccolta della Williams avviene verso la fine di luglio. Vent’anni or sono era attorno al 10 d’agosto. La mela Topaz è meno soggetta a forti variazioni e la raccolta si situa verso la metà di settembre. Anche kiwi e cachi sono sovente maturi prima del solito».

Un pero in deperimento a Semione. Se possibile bisogna salvare la varietà e l’albero. Foto: A.S


Progetto dei peri della Val di Blenio
Una delle questioni più interessanti e discusse della serata è stato il progetto dei peri della Valle di Blenio. In un censimento preliminare sulle antiche varietà di mele effettuato da Muriel Hendrichs in Ticino del 2012 ci si è infatti accorti dell’ “anomalia” presente nella zona di Semione e Ludiano, dove vi era una netta prevalenza di alberi di pere rispetto a quelli di mele. Nella Valle di Blenio sono stati censiti più di 250 esemplari di peri storici ed è nata così l’idea di definire un percorso, un sentiero lungo circa sette chilometri, tra i peri per riuscire a valorizzare questo prezioso patrimonio caratteristico della valle. Questo percorso tra i peri è entrato a far parte del progetto di sviluppo regionale Blenio plus che comprende anche la realizzazione di un caseificio e di un percorso dell’acqua oltre a quello di altri sentieri tematici. L’associazione dei frutticoltori ha deciso di sostenere in parte il progetto con un contributo di 10’000 franchi che verrebbero ripartiti sull’arco dei quattro anni previsti per la sua realizzazione. «L’intenzione è quella di creare un sentiero vivente, senza limitarsi alla solo cartellonistica didattica, ma coinvolgendo le persone a partecipare a una raccolta, o a un innesto» ha spiegato Muriel Hendrichs, una delle fautrici del progetto.

Muriel Hendrichs durante il censimento del 2012. Foto: A.S

Giubileo per i 75 anni
La data prevista per i festeggiamenti legati al giubileo dell’associazione è sabato 17 ottobre, Coronavirus permettendo. Al Mercato Coperto di Giubiasco, dalle 9 alle 18, si terrà una giornata per appassionare e coinvolgere tutti quanti nelle attività dei frutticoltori ticinesi. Renato Merzaghi e Alberto Sassella, dopo aver illustrato quanto è già stato fatto per l’organizzazione dell’evento, hanno anche invitato i soci a mettersi a disposizione nell’imminenza e durante la manifestazione. Alberto Sassella, ha anche ribadito ancora una volta che, in caso di approvazione delle due iniziative sull’acqua pulita e per una Svizzera senza pesticidi, l’impatto per l’agricoltura, e la frutticoltura in particolare, sarebbe catastrofico.
In conclusione il presidente ha fornito anche qualche indicazione pratica su come procedere nella raccolta della frutta: «Le Williams bisogna raccoglierle quando sono ancora verdi!» A Biasca ad esempio la scorsa settimana erano già pronte per essere raccolte e ancora: «un ottimo indicatore per capire se un frutto è maturo è lo “stacco”, vale a dire la facilità con cui un frutto si lascia cogliere. Un grande alleato poi, sono le vespe, che arrivano sempre prima di noi, indicandoci che la frutta è giunta a maturazione».
La speranza di tutti ora è che il giubileo per festeggiare il settantacinquesimo dell’associazione potrà svolgersi coinvolgendo il maggior numero di persone possibile.

CB