La stagione dei piccoli frutti sembra promettere molto bene, il caldo e la siccità non hanno compromesso la raccolta.

Incontro Alberto Sassella, il nostro specialista per la frutticoltura, nel suo splendido frutteto a Biasca per chiedergli un commento sulla raccolta dei piccoli frutti. Appena arrivo mi viene incontro Miele il suo cane, mentre in lontananza vedo sua moglie Gabriella intenta a togliere le erbacce nell’orto. Alberto è vicino ai mirtilli e mi spiega di averli appena coperti con la rete anti-insetto: Drosophila suzukii, «perché dal momento che il frutto comincia a maturare l’insetto arriva. I mirtilli quest’anno sono belli e rigogliosi, ne ho sette varietà diverse. Alcune hanno già iniziato a maturare, altri invece sono ancora acerbi. Bisogna raccoglierli mano a mano che maturano», mi spiega mentre li assaggiamo. La struttura che ha costruito attorno alle piante è una specie di castello, sopra il quale ha lasciato cadere la rete anti-insetti, che funge anche da antigrandine e protegge il raccolto dagli uccelli. «In questo modo posso lavorare sotto la rete comodamente e senza pericolo che l’insetto entri». Poi bisogna pensare alla fertilizzazione, «si usa un concime organico adatto per acidofile come quello per azalee e rododendri. La concimazione va eseguita più volte, iniziando a fine marzo. Io ho la pacciamatura e quindi concimo sopra prima della pioggia. Non bisogna comunque esagerare per evitare bruciature alle radici, che sono superficiali. L’irrigazione è indispensabile ma la riuscita della coltura dipende soprattutto dal tipo di terreno (acido). Spesso vedo che la piantina di mirtillo nei giardini privati ha difficoltà nel vegetare. Allora io consiglio di metterlo in un vaso con tanta torba mescolata con un po’ di terriccio, interrare il vaso e tenerlo irrigato».

Il mirtillo viene scelto spesso nei giardini o negli orti famigliari? «Bè sì, diciamo che i piccoli frutti sono un complemento all’alimentazione famigliare, oltre ad un apporto di vitamine, sono una bomba di antiossidanti. I primi frutti che raccogli sono le fragole e i lamponi e a seguire arrivano poi i mirtilli. Per questi ultimi la raccolta dura per tre settimane e nel frattempo si possono gustare anche le ciliegie».

Ma è vero che quest’anno è l’anno delle fragole? «Sì, è un buon anno per le fragole anche se le mie non sono un bell’esempio. Hanno già tre anni, e quando le lasci per diversi anni sulla pacciamatura, senza dar loro “da mangiare”, è normale che deperiscano. Bisognerebbe trapiantarle ogni anno. L’impianto delle fragole viene fatto a fine luglio con piantine a radice nuda. Spesso i produttori acquistano le piantine frigo: ovvero delle giovani piantine che vengono messe in frigo a dicembre e a fine luglio vengono tolte e piantate. Uscendo dall’ambiente frigo ti fioriscono in un paio di mesi e a settembre hai le fragole. Bisognerebbe però tagliarne i fiori perché indeboliscono la pianta. Procedendo con il rinnovo annuale della fragolaia si ottengono dei frutti di grandi dimensioni e molto appettitosi».

Nel frattempo, nel frutteto di Alberto arrivano degli specialisti di Agroscope per una ricerca sulla Sputacchina. Qui è proprio un punto di riferimento importante anche per la ricerca. «Ho appena tagliato l’erba e non credo troveranno molto» mi dice però Alberto «di solito si trova quando l’erba è alta». La sputacchina è un insetto dell’ordine dei Rincoti Omotteri. È una specie polifaga cioè che si nutre di molte sostanze e occasionalmente dannosa alla vite, alla fragola e alle piante orticole. È chiamata così per la caratteristica massa schiumosa all’interno della quale vive.

Come stanno invece lamponi e ribes? «Per i lamponi sono stato colpito dal marciume radicale e quello non perdona. Ho dovuto strapparli tutti e ripiantare delle nuove piantine (in vasetto), evitando di tornare sulla medesima aiuola. Per il ribes, il merlo è sempre attento ed è arrivato prima di me. La mia pianta è allevata a cespuglio, mantenendo nove steli di diverse età, purtroppo non ci sono dei bei grappoli pieni».

Per concludere, possiamo dire che la siccità non ha causato danni particolari alle colture dei piccoli frutti? «No anzi, le colture vanno irrigate costantemente, quindi il secco non è un problema. Al contrario il gelo è un grosso problema per cui avevo anche un po’ di timore. Ma quest’anno non è stato il caso per cui si può dire che è una buona annata».

Gli chiedo infine se il suo raccolto lo vende, e mi dice che prevalentemente lo distribuisce in famiglia e agli “aiuti raccoglitori” che tornano a casa soddisfatti con il loro prelibato dessert. «C’era anche il progetto che abbiamo lanciato in Verzasca di cui avevamo già parlato su Agricoltore» mi ricorda «lì volevamo creare un reddito complementare agli agricoltori. Grotti e ristoranti potrebbero offrire ai turisti, soprattutto d’estate, il gelato con i mirtilli della zona o una macedonia di frutti freschi» purtroppo l’idea non ha attecchito, «ci vuole manodopera e c’è sempre più difficoltà a reperirla». Chissà che in futuro qualcuno ci ripensi.
Lascio Alberto tra i suoi frutti, in quel piccolo angolo di paradiso, affascinata dalla cura con cui li tratta, li conosce, li cresce, e poi li raccoglie e li assaggia.


Prisca Bognuda