Agroscope è alla ricerca di 1’000 volontari per partecipare a un progetto di analisi sulla salute dei suoli in Svizzera. Tutti possono partecipare, l’unica clausola è possedere un “pezzo” di terra. 

Senza il suolo sotto i nostri piedi non ci sarebbe vita sul nostro pianeta. Il suolo fornisce alimenti, filtra l’acqua e ci protegge dai disastri naturali. Il suolo ospita miliardi di microorganismi che, per l’abbondanza e la funzione che esercitano, lo rendono fertile. Tuttavia, il suolo è gravemente minacciato a livello mondiale. L’inquinamento, il traffico e l’edilizia asfaltano il terreno e ormai è risaputo che l’agricoltura intensiva porta a una diminuzione della fertilità della terra. 

Il test mutande

Il prossimo 7 aprile parte il progetto “Il test mutande” in cui i ricercatori di Agroscope e dell’Università di Zurigo chiedono “una mano”, o meglio delle braccia, ad agricoltori e giardinieri privati per raccogliere dati per una ricerca che ha l’obiettivo di studiare la salute del suolo di 1’000 campi e giardini in tutta la Svizzera. Con un metodo semplice, senza bisogno di macchinari costosi, i volontari possono dare una grande “mano” in questa analisi dell’attività biologica del suolo. I 500 proprietari di giardini privati si sono già annunciati, pertanto l’appello di Agroscope è ora rivolto principalmente agli agricoltori. Ma ciò non toglie che chiunque può ancora iscriversi e provare a sotterrare delle mutande o una bustina di tè per valutare la salute del proprio giardino.  

Luca Bragazza di Agroscope ci spiega come: «Per riuscirci abbiamo scelto un test piuttosto insolito, ovvero un paio di slip di cotone da seppellire nel terreno. La partecipazione non richiede un grande impegno, serviranno circa due ore di tempo tra aprile e luglio e invieremo ai partecipanti tutto il materiale necessario. È molto semplice: si tratta di sotterrare due mutande insieme a due bustine di tè nei primi 20 cm di terreno. Alla fine del primo e rispettivamente del secondo mese si dissotterreranno una mutanda e una bustina di tè: più si decompongono rapidamente, più i microorganismi sono attivi e quindi più sano è il suolo. La decomposizione del tessuto di cotone, così come delle foglie all’interno della bustina di tè, servono come indicatore della vita attiva nel suolo. L’idea di abbinare la bustina di tè allo slip nasce dal fatto che quello con la bustina, è un indice di misurazione già scientificamente provato. Denominato Tea Bag Index, il calo di peso di una bustina fornisce un’immagine dell’attività del suolo, che si può relazionare con altre bustine di tè sotterrate in altri terreni per osservare le differenze. Per rendere il test il più naturale possibile, è opportuno utilizzare degli slip 100% cotone bio e senza coloranti; tranne l’elastico, il cotone è composto al 95% di cellulosa». Siccome Agroscope è ancora alla ricerca di agricoltori volontari, ne approfittiamo quindi per rivolgerci agli agricoltori che ci leggono. Luca Bragazza ci spiega che sono interessati a tutti i settori agricoli: vigneti, orticoltura, prati permanenti, colture speciali, eccetera, confessando che sono anche particolarmente interessati ai campi di cereali. 

In un secondo momento, dopo aver raccolto i 1’000 campioni, Agroscope ha intenzione di approfondire le analisi. Per esempio sulla base del rendimento della coltura durante il test, così da relazionarlo alla salute del terreno e al clima. L’attività biologica del suolo, ovviamente, non è prevedibile e sarà analizzabile unicamente dopo che il cielo avrà fatto la sua parte. I microorganismi del terreno lavorano diversamente in base al calore o alla quantità di pioggia che cade e al cielo non si comanda. Quanto pioverà? Ci sarà siccità? Solo il tempo lo dirà. Nel frattempo gli interessati contattino Agroscope che vi fornirà tutte le informazioni del caso. Oppure visitate il sito internet del progetto: www.il-test-mutande.ch (o chiamate il numero 058 481 85 86) dove, oltre a potersi iscrivere sono spiegati i dettagli del progetto nonché ulteriori interessanti informazioni sul suolo in parte riportati nei prossimi paragrafi. Tutti i 1’000 partecipanti riceveranno un’analisi gratuita del suolo e potranno partecipare a un concorso per vincere un’analisi dettagliata del terreno, compresa la valutazione della biodiversità del suolo e altri premi. Un’applicazione sul vostro cellulare vi permetterà di confrontare il grado di decomposizione delle vostre mutande con quello degli altri partecipanti e, a seconda del grado di decomposizione, ottenere consigli su come migliorare la salute del vostro suolo. 

Il suolo

Il suolo è costituito per una metà da aria e acqua, per l’altra metà da materiale organico in decomposizione e da sostanze minerali. Nel suolo i residui vegetali provenienti dalle piante morte si decompongono, mentre la roccia si sgretola lentamente con il passare del tempo finché alla fine non ne restano che piccolissime particelle. A seconda della quantità di materiale vegetale decomposto o di rocce erose, il suolo presenterà un colore diverso e proprietà differenti.

Non esiste dunque un unico tipo di suolo, ma molteplici tipologie. Ciò che tutti i suoli hanno in comune, tuttavia, è la capacità di filtrare l’acqua, l’aria e le sostanze inquinanti, nonché di immagazzinare sostanze nutritive incluso il carbonio atmosferico.

Che cosa s’intende per suolo sano?

Il suolo è un universo invisibile, ancora poco esplorato, che ospita miliardi di batteri, funghi, insetti e lombrichi. Un suolo sano si distingue proprio per la diversità dei suoi organismi viventi. I diversi strati che formano lo spessore di un suolo sono colonizzati da organismi differenti. Maggiore è la varietà di questi organismi, migliore sarà anche il modo in cui il suolo funziona. Quanto più elevata è l’attività biologica degli organismi del suolo, maggiore sarà la quantità di sostanze nutritive disponibili per le radici delle piante. Un suolo sano pullula di piante che lo proteggono dalla disidratazione e che radicano in profondità per stabilizzarlo.

Chi vive sottoterra?

Sempre sul sito internet del progetto c’è un elenco con foto di alcune delle creature che vivono sottoterra e che svolgono un ruolo importante per mantenere il suolo sano. Personalmente ho scelto il Tardigrado come mio microorganismo preferito. 

«Il tardigrado non è visibile a occhio nudo, ma soltanto al microscopio. Assomiglia a un piccolo orso rotondeggiante con tante zampe. Nel suolo il tardigrado è un predatore che perfora e aspira le cellule delle piante o anche animali più piccoli di lui. In questo modo, impedisce ai nematodi parassiti di diffondersi eccessivamente e, insieme a tutti gli altri organismi, assicura al suolo un certo equilibrio. Il tardigrado vive bene in qualsiasi ambiente umido ed è incredibilmente resistente riuscendo a sopravvivere nell’Artico e a temperature superiori ai 100°C. È riuscito persino a sopravvivere a un volo in orbita senza tuta spaziale».

Andrés Bignasca