L’attenzione verso la provenienza dei prodotti sta crescendo: “sostenibilità”, “chilometro zero” o “emissioni zero” sono formule sempre più frequenti nelle campagne pubblicitarie della grande distribuzione e regolano le scelte di acquisto del cliente finale. A determinare il mezzo di trasporto sono sostanzialmente tre fattori: peso, prezzo al chilo e distanza dal paese d’origine.

Per fare il punto sulla questione del trasporto delle importazioni agricole, il mensile Agristat di giugno 2021, la pubblicazione statistica divulgata dall’Unione Svizzera dei Contadini, ha analizzato le caratteristiche di vari tipi di merce e i mezzi di trasporto con cui entrano nel nostro paese. Se per il trasporto su strada, su rotaia o per via aerea non si intravvedono cambiamenti, quello via nave nei prossimi anni potrebbe invece subire alterazioni drastiche.

Ogni mezzo di trasporto ha le sue caratteristiche

Nicolas Hofer, all’inizio del rapporto chiarisce subito che «la maggior parte delle importazioni agricole arrivano in Svizzera su strada (78,5%) e provengono in gran parte dall’Unione Europea (81,3%). Le altre regioni rilevanti per le nostre importazioni sono: l’America del sud, l’Africa e l’Asia (Cina esclusa). 

Da queste regioni importiamo soprattutto frutta, caffè, tè e spezie, oltre, naturalmente, ai cereali. I mezzi usati per il loro trasporto sono treno e nave. L’aereo in realtà è utilizzato in rare occasioni e vi si ricorre solo per lo 0,2% delle importazioni totali. Naturalmente ogni mezzo di trasporto presenta dei vantaggi specifici: l’aereo, ad esempio, si presta soprattutto per il trasporto di merci leggere oppure per piccole quantità di merce dall’elevato prezzo al chilo. Le merci più trasportate per via aerea sono verdura, carne ovina, pesce e frutta esotica. Per altre merci come pannelli di soia, riso, cereali e caffè si privilegia soprattutto il trasporto via nave». In generale si possono definire delle tendenze nella scelta del mezzo di trasporto: «Se il peso dell’importazione aumenta di un’unità, la probabilità che la merce venga importata per via navale aumenta. Se il prezzo al chilogrammo aumenta, aumenta anche la probabilità che le merci siano trasportate su strada o con l’aereo». 

Nel rapporto ci si focalizza in particolare sul trasporto aereo e marittimo. Quello su rotaia lo si assimila a quello navale. «Il trasporto su ferrovia ha infatti più o meno le stesse caratteristiche di quello nautico, ma sulla terraferma: in generale lo si utilizza per trasportare merci pesanti o voluminose con un prezzo al chilo piuttosto basso».

Al primo posto c’è il trasporto su strada

«Nel 2020 sono stati importati in Svizzera 6,7 milioni di tonnellate di prodotti agricoli. Il 78,5% su strada, il 13,4% su ferrovia e nave, infine il 7,9% per via fluviale sul Reno». Naturalmente può capitare che la merce viaggi su più mezzi di trasporto prima di arrivare nel nostro Paese. «Ad esempio può succedere che delle merci siano trasportate dall’America del sud a Rotterdam prima di proseguire il proprio viaggio fino in Svizzera su strada». In questo caso, dato che il rapporto è stato redatto in base al passaggio delle merci alla dogana, «nonostante il paese d’origine sia l’America del sud, il mezzo di trasporto utilizzato risulta essere quello stradale».

Trasporto navale

«Il trasporto via nave viene scelto soprattutto per merci pesanti o molto voluminose con un prezzo al chilo piuttosto basso». Come ad esempio riso, frumento, granturco, soia, caffè e i suoi succedanei, eccetera. 

«Delle 6,7 milioni di tonnellate di prodotti agricoli che entrano nel nostro paese, il 6,2% vi arriva attraverso il trasporto navale sul Reno. Via nave sono trasportati soprattutto: pannelli (di soia), riso, cereali, i residui dell’estrazione di amido e caffè. La maggior parte dei prodotti importati via nave proviene dai paesi del Mercosur, dall’Unione Europea, dal Canada e dall’Asia (Cina esclusa). Le importazioni dalla Cina e dagli altri paesi europei si attestano attorno al 7%. 

Trasporto aereo

Il trasporto aereo è utilizzato per merci che arrivano direttamente in Svizzera soltanto per lo 0,2% delle importazioni totali. Le derrate maggiormente trasportate in questo caso sono gli ortaggi, la carne d’agnello, la frutta esotica e il pesce. La maggior parte delle importazioni proviene da Paesi asiatici (Cina esclusa), Oceania così come dall’America del sud. Per quanto riguarda le merci più rilevanti importate dall’Oceania si tratta soprattutto di carni ovine e bovine. In linea generale però le merci più trasportate per via aerea sono gli ortaggi, seguiti dalla carne ovina e dalla frutta esotica. I filetti o altri tagli di pesce occupano invece la quarta posizione. 

Paesi di provenienza

Per quanto riguarda le regioni di origine delle importazioni, l’81,3% proviene dall’Unione Europea; al secondo posto ci sono i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Venezuela e altri membri associati) con il 4,3% e al terzo posto ci sono tutte le altre nazioni del continente americano, che includono tutti gli altri Stati dell’America del sud, gli Stati Uniti e il Canada. I Paesi asiatici, Cina esclusa, occupano la quarta posizione con il 2,8%; da qui vengono importati soprattutto preparazioni a base di ortaggi, di frutta o di altri vegetali. 

In conclusione

È difficile valutare come evolverà la situazione delle importazioni in futuro; non va dimenticato che in questo rapporto è stato considerato solo il mezzo di trasporto in relazione al superamento della frontiera svizzera. Nonostante la maggior parte delle importazioni agricole, oltre il 90%, entri in Svizzera su strada o su rotaia, il rapporto di Nicolas Hofer si concentra soprattutto sul traffico aereo e navale. Per quel che riguarda il nostro Paese, la quasi totalità dei trasporti navali si effettua sulle chiatte del Reno e se in futuro il livello delle sue acque dovesse abbassarsi a causa del cambiamento climatico come è già successo nel 2018, potrebbe diventare sempre più difficoltoso utilizzare questa via. Visto che il trasporto aereo ricopre quote marginali di prodotti pregiati e deperibili, il trasporto via nave è ben più consistente e comprende molte più merci. Caffè, tè, spezie, cereali, grassi animali e vegetali, pannelli di soia, residui dell’industria alimentare, vengono trasportate via fiume, per un totale di mezzo milione di tonnellate all’anno, che corrispondono al carico di 250 chiatte sul Reno. Ma il problema non si limiterebbe all’importazione di derrate alimentari. Un eventuale abbassamento del livello del fiume più conosciuto della Svizzera colpirebbe anche il trasporto via nave di altre merci come il petrolio, i carburanti e i fertilizzanti, che sono essenziali per garantire la produzione alimentare indigena. 

Sara Derighetti