A marzo partirà la campagna di voto del Comitato contrario alle iniziative sui prodotti fitosanitari. Un’intervista a Urs Schneider vicedirettore dell’USC.

Per definire la forma e i contenuti della campagna di voto, l’Unione Svizzera dei Contadini (USC) ha formato un ampio gruppo di sostegno e, al suo interno, un Comitato operativo. L’obiettivo è quello di dimostrare che le iniziative sono troppo estreme e che quella sull’”acqua potabile pulita” è ingannevole e manipolatoria. In realtà entrambe le iniziativedanneggerebbero l’ambiente se considerato in dettaglio e a livello globale. 

L’intento è quello di mostrare che dalle iniziative verrebbero colpiti non solo l’intero settore agroalimentare, ma anche i consumatori finali. Tutto questo sarà simboleggiato a livello visivo da un ramo su cui siamo tutti seduti. Un’analisi di molteplici possibili messaggi della campagna ha dimostrato che i seguenti sono quelli più convincenti: meno regionalità, prezzi più alti, più importazioni, più spreco alimentare e posti di lavoro a rischio.

La campagna di voto contro le due iniziative sui prodotti fitosanitari sarà lanciata su scala nazionale in marzo. Che cosa prevede il lancio?

«A Berna si terrà la conferenza stampa del comitato “Iniziative agricole estreme 2 x No”. A Berna, Losanna, Zurigo, Lucerna e S.Antonino, in contemporanea, le Gioventù agricole e le Unioni cantonali dei contadini gestiranno eventi analoghi, in cui verrà mostrato, visivamente, come le iniziative porteranno a un incremento delle importazioni e, di conseguenza, l’ambiente sarà il primo a risentirne. Tramite azioni decentrate l’intento è quello di trovare spazio anche sui media regionali».

E in seguito, come si svilupperà la campagna nei tre mesi precedenti la votazione? Quali saranno i momenti topici?

«In marzo inizierà il lavoro con gli organi di stampa, radio e tv e le attività sui social media. Appariranno banner online e cartelloni tanto negli spazi a pagamento che in quelli gratuiti, così come interviste ai testimonial».

Quali sono le principali attività di comunicazione?

«A completare il pacchetto di misure previste sul piano nazionale ci saranno delle attività nei diversi cantoni. I punti centrali sono il posizionamento dei manifesti con i cinque soggetti della campagna, i banner online, le interviste ai testimonial, Facebook, Instagram e twitter, a cui si aggiungono la pagina internet www.no-iniziativeagricole-estreme.ch, l’organizzazione di spazi informativi così come la creazione dei vari comitati».

In che modo saranno suddivise le mansioni tra l’USC e le varie Camere agrarie cantonali?

«Abbiamo già definito quali dovranno essere i punti di partenza a livello cantonale, così che si integrino perfettamente a quanto viene fatto a livello nazionale, come ad esempio i cartelloni o i banner online negli spazi gratuiti, la gestione di attività negli spazi informativi, la stesura di lettere aperte e la creazione di comitati cantonali. A livello nazionale metteremo a disposizione tutto il materiale necessario. In seguito i Cantoni possono definire altre misure, come tra l’altro la maggior parte di loro sta già facendo, ad esempio con interviste con personalità della regione oppure organizzando eventi a livello regionale. Noi naturalmente li sosterremo».

E le contadine e i contadini? In che modo potranno attivarsi? Che cosa vi aspettate dalla base?

«È di fondamentale importanza che le contadine e i contadini si attivino contro le iniziative. Sono loro gli interlocutori più credibili. Vanno appese le bandiere per il NO ai balconi, fissati i cartelloni nei campi così com’è necessaria la loro partecipazione ai punti informativi o ad altre attività di sostegno. Anche loro dovranno scrivere lettere ai giornali o distribuire volantini. Per quanto li riguarda dovranno attivarsi per fare un’opera di convincimento sul piano individuale. Si tratta di mobilitare tutto l’ambiente agricolo. Se ogni contadina e ogni contadino riuscissero a convincere una quindicina di persone, sarebbe un risultato eccezionale».

Chi sono i vostri alleati in questa campagna di voto?

«L’Unione Svizzera dei Contadini naturalmente ha già formato un’alleanza per lottare contro le iniziative, in cui sono rappresentate le associazioni agricole, ma anche le società e le aziende dei settori dell’agroalimentare, tanto a monte che a valle della filiera. Stiamo già collaborando con i partiti di centro: PLR, Alleanza del Centro (PPD) e UDC, ma naturalmente siamo aperti anche a collaborare con altri partiti. Oltre alla nostra, partirà anche la campagna della Comunità di interesse per la protezione delle piante. Anche Economiesuisse è coinvolta e pertanto la comunità imprenditoriale svizzera è rappresentata, così come quella dei consumatori (kf). Noi naturalmente ci occuperemo di coordinare le misure che ci riguardano».

La grande distribuzione, che sarà ugualmente colpita da un’eventuale accettazione delle iniziative, sembra volere rimanere in disparte durante la campagna. Che cosa ne pensa?

«Da incontri privati, i rappresentanti della grande distribuzione ci hanno detto di essere contrari alle iniziative, ma di non voler esporsi nella campagna di voto. Ci hanno tuttavia assicurato che prenderanno posizione contro le iniziative tramite i loro canali di comunicazione. L’auspicio è che la grande distribuzione si esprima, perlomeno come associazione di categoria». 

Qual è il budget che avete a disposizione per questa campagna? Da dove provengono i fondi e come saranno distribuiti?

«Utilizzeremo gli accantonamenti e le riserve dell’USC. Inoltre, dall’autunno scorso è partita una seconda campagna di finanziamento tra i membri dell’alleanza che abbiamo da poco costituito. Infine, con la pubblicazione del flyer in questo giornale e negli altri giornali agricoli in altre lingue, chi volesse dare il proprio contributo finanziario ha la possibilità di farlo ed è sicuramente il benvenuto. Sarebbe di grande aiuto se ogni azienda agricola desse un contributo straordinario di 50 franchi, per un progetto fondamentale che coinvolge tutta l’agricoltura svizzera». 

Come intendete gestire le divergenze con Bio Suisse, che fa parte dell’USC, ma si è espressa per un Sì all’iniziativa contro i pesticidi di sintesi ? 

«Noi partiamo dal presupposto che Bio Suisse rifiuterà l’iniziativa sull’acqua potabile, almeno quella. Altresì, d’accordo con Bio Suisse, stiamo avviando un comitato specifico di agricoltori bio contro le iniziative agricole estreme. Gli agricoltori bio di tutte le regioni della Svizzera potranno invitare i loro colleghi a prendere posizione, ed è data loro la possibilità di esprimersi anche solo contro l’iniziativa sull’acqua potabile. Con questo comitato si vuole dimostrare che le iniziative hanno enormi conseguenze negative anche per l’agricoltura bio».

Gli iniziativisti metteranno in evidenza i rischi per la salute associati ai pesticidi e i loro effetti cocktail, incitando la popolazione a votare “Sì” per favorire il principio di precauzione. Come risponde a questa argomentazione?

«Questa discussione è del tutto sproporzionata. Se i metaboliti del clorotalonil, ad esempio, fossero rilevanti, secondo il chimico cantonale di Berna una persona adulta di 70 kg dovrebbe bere 10’500 litri d’acqua al giorno per tutta la vita per mettere a rischio la sua salute. È chiaro che questo è un tema delicato ma noi vorremmo che scienziati ed esperti di salute pubblica, così come le autorità, prendessero posizione e ridimensionassero certe affermazioni drammatiche ed esagerate».

La situazione legata alla pandemia può favorire il rifiuto delle due iniziative?

«La pandemia ha riportato alla luce la questione della sicurezza alimentare, quindi per il momento non ci sta facendo del male, anzi». 

Quali timori ha per la campagna di voto?

«Mi preoccupano gli argomenti fuorvianti e la drammatizzazione eccessiva della situazione da parte degli iniziativisti. Inoltre, sono preoccupato dal fatto che i media continuino a informare in modo troppo unilaterale a favore dei sostenitori delle iniziative. Le numerose buone notizie e gli sviluppi positivi degli ultimi anni non vengono quasi mai menzionati. Ci aspettiamo un maggiore equilibrio, soprattutto dalla SRG-SSR come emittente televisiva pubblica».

C’è qualcosa che la fa ben sperare?

«Percepisco tanta motivazione e volontà da parte di molte famiglie contadine, tra i nostri membri e i nostri partner dell’alleanza. Tutti vogliono contribuire a mostrare alla popolazione la grande importanza e le conseguenze negative di queste due iniziative agricole estreme e a convincere l’elettorato a respingerle. Per di più, l’agricoltura gode ancora di tanta simpatia da parte della popolazione, base su cui si deve sempre lavorare, non solo durante questa campagna di voto».

USC, Traduzione e adattamento: Cristian Bubola e Andrés Bignasca