Anche se a distanza di pochi mesi dall’ultima Camera, tenutasi a dicembre 2021, sabato scorso 28 maggio si è svolta presso la palestra delle scuole elementari di Cresciano la 77esima Camera Cantonale dell’Agricoltura. Tuttavia, in questo breve lasso di tempo sono successe molte cose e le tematiche da affrontare sono state numerose.

Cambiamenti climatici, pandemia e infine pure la guerra. Lo scenario nel quale ci troviamo attualmente, a livello internazionale, svizzero e ticinese, non è dei migliori e continua ad avere effetti nefasti anche sull’agricoltura del nostro Paese.

Dopo il saluto iniziale del Sindaco di Riviera, Alberto Pellanda che ha rivolto stima e apprezzamento al settore la parola è passata al Consigliere di Stato Christian Vitta che ha osservato come «in tre anni si è condensato ciò che la nostra società ha vissuto in un secolo di storia». Anche se la pandemia pare essere giunta alla sua fine ormai già da alcuni mesi, il conflitto scoppiato in Ucraina a febbraio ha gettato benzina sul fuoco. «Con l’aumento dei prezzi di foraggi, carburanti ed energia», ha affermato nel suo discorso d’apertura Omar Pedrini, presidente dell’Unione Contadini Ticinesi, «vi è stato un vero e proprio stravolgimento dell’intero settore».

La prossima sfida

A livello svizzero, il mondo contadino si prepara ora ad affrontare quella che, a detta di Pedrini, sarà «una campagna difficile da vincere», soprattutto perché la controparte «andrà a giocare coi sentimenti delle persone, usando probabilmente immagini dure e poco realistiche». L’iniziativa sull’allevamento intensivo andrà in votazione il prossimo 25 settembre e, se dovesse passare, complice l’instabilità economica dovuta agli avvenimenti degli ultimi due anni, infliggerebbe un durissimo colpo all’agricoltura svizzera.

Il problema di base, ha spiegato Pedrini, è che i contadini sono «sempre più visti come giardinieri del territorio», malgrado il loro vero lavoro sia quello di «produrre per i consumatori». In tempi come questi, in cui come ribadito da Vitta «il tema dell’approvvigionamento è di primaria importanza», iniziative simili sono pericolose per il sistema alimentare elvetico.

Eppure, come detto dal Consigliere agli Stati Marco Chiesa, «nella società civile di oggi manca l’interesse nel settore primario; bisognerebbe promuoverlo, ma ogni due-tre anni vi sono iniziative simili volte a indebolirlo». Tuttavia, come ha riconosciuto anche la presidente del Gran Consiglio Gina La Mantia, «non tutti siamo competenti in materia, quindi dobbiamo ascoltare coloro che fanno parte del settore agricolo».

Malgrado la sfida si prefigge ardua, i rappresentanti del settore sono pronti ad affrontarla a spada tratta nel corso dei prossimi mesi.

Uno spettro che grava sulle valli ticinesi

Il tema più caldo e discusso degli ultimi mesi, anche su Agricoltore Ticinese, è la presenza sempre più pressante del lupo. Ovviamente, l’argomento non ha mancato di comparire a più riprese nel corso della mattinata. Si tratta di un «problema ben lungi dall’aver trovato delle soluzioni», afferma Omar Pedrini, aggiungendo con rammarico che «una parte della popolazione non è pronta ad aiutare l’agricoltura e pure gli ecologisti agiscono in maniera spesso contraddittoria, andando contro i loro stessi principi» in materia di salvaguardia della biodiversità e dell’ambiente. Come detto da Christian Vitta, è «molto difficile trovare soluzioni rapide e condivise da tutti», soprattutto considerando che il problema di base è che «la legge federale sulla protezione delle greggi è stata pensata sul territorio svizzero e si scontra con la realtà di quello ticinese»; territorio questo che, in base a recenti studi, è «proteggibile solo per il 30%», mentre il restante 70% è caratterizzato da aziende e superfici nelle quali è difficile o perfino impossibile applicare i metodi di protezione riconosciuti e sussidiati dalla Confederazione. Il sunto, sempre secondo Vitta, è che «abbiamo bisogno di modifiche legislative a livello federale e di basi legali più solide per poter affrontare davvero il tema» dei grandi predatori. Loris Ferrari, capo della Sezione dell’Agricoltura, ha aggiunto che bisogna lavorare uniti. «In ufficio c’è molta carne al fuoco e la partenza di quest’anno è stata difficoltosa con anche alcuni eventi tragici per il personale». Per andare in contro agli allevatori si sta però discutendo «un indennizzo del foraggio per chi in questo periodo non ha potuto far pascolare i propri animali» a causa del rischio di predazione. Si tratta di un tema delicato che va affrontato, sia a livello federale, sia cantonale, quanto prima. Come detto da La Mantia, «la politica deve agire ed essere propositiva al fianco dei contadini e trovare insieme a loro soluzioni a questi problemi evitando inutili trafile burocratiche».

Per la tutela della pastorizia

Ad avvalorare la problematica del lupo in Ticino vi è stato anche l’intervento di Armando Donati, presidente dell’Associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori, il quale ha esposto una risoluzione a tutela della pastorizia in Ticino, sostenendo che se lo Stato non riuscirà a invertire la tendenza, «per la nostra pastorizia sarà la fine». Oltre a chiedere al Governo massimo sostegno e solidarietà per i rappresentanti del settore e per chi vi opera, con la risoluzione si invita alla creazione di «basi legali per abbattimenti preventivi», e si chiede di «risolvere il problema degli alpeggi e pascoli non proteggibili». Inoltre, si chiede al Consiglio di Stato di «decretare celermente l’abbattimento di lupi problematici o pericolosi», di poter «fornire personale preparato per la tutela degli alpeggi» e «di mettere in atto con determinazione per la stagione alpestre 2022 le Direttive emanate dalla Confederazione a sostegno delle attività alpestri» tenendo anche conto «delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie», come droni, dissuasori e collari GPS. Passata successivamente in votazione, la risoluzione è stata approvata all’unanimità dai presenti in sala e sarà quindi presentata al Governo, al Parlamento e ai media.

Rapporto del Segretariato Agricolo

Il 2021 per l’Unione Contadini Ticinesi, ha affermato il segretario agricolo cantonale Sem Genini, «è stato un anno impegnativo a livello finanziario», dovuto in gran parte al cambiamento di sede dell’Unione Contadini Ticinesi e alla dispendiosa ma necessaria campagna per combattere le iniziative agricole “estreme” dello scorso anno. Tuttavia, le attività svolte all’interno dell’UCT hanno dimostrato molti punti positivi. Sono stati inoltre comunicati il passaggio di Tanja Bisacca al ruolo di vice-presidente del comitato direttivo dell’UCT e la recente assunzione di Filippo Rossetti, che ha sostituito Claudia Ciani nel ruolo di segretario di direzione. Omar Pedrini ha quindi ringraziato Claudia Ciani per la proficua collaborazione di nove anni e per il lavoro svolto sempre «con ottimo spirito e capacità».

All’interno della Commissione Mercati Bestiame, oltre ad aver ringraziato l’ex-presidente Armando Donati, sono state comunicate le dimissioni di Christina Fähndrich, la quale verrà sostituita da Omar Pedrini.

Altri temi d’importanza

Oltre alle tematiche già affrontate dei rincari delle materie prime dovuti al conflitto in Ucraina, della problematica dei grandi predatori e dell’iniziativa popolare di settembre, si è parlato delle nuove ordinanze del Consiglio Federale 2023-24, tra le quali il 3.5% delle superfici in zone arabili saranno destinate alla promozione della biodiversità. La decisione desta stupore e incredulità, soprattutto per la sua applicazione nel contesto geo-politico attuale, in cui bisognerebbe puntare maggiormente al consolidamento dell’approvvigionamento interno del Paese. L’UCT collaborerà a stretto contatto con la Consulenza agricola del Cantone e il nostro giornale per far conoscere e spiegare agli agricoltori ticinesi le novità future e cosa potranno fare le nostre famiglie contadine per adeguarsi ai cambiamenti. Nello stesso frangente si è anche inserita la questione dei terreni agricoli che andranno persi a Castione per l’edificazione delle nuove officine FFS, per cui l’UCT continua a battersi e ha nuovamente fatto ricorso.

Altra tematica su cui ci si è brevemente soffermati è quella dei danni e dei costi di gestione dovuti alla crescita demografica degli ungulati che si sta affrontando con l’Ufficio Caccia e Pesca; Genini si è però detto più positivo per un miglioramento della situazione, sostenendo che in seno all’Ufficio «qualcosa sta cambiando» rispetto al passato. Oltre poi ad aver accennato alla situazione sempre critica del settore lattiero, sfavorita dall’aumento dei prezzi di produzione, e alle recenti piogge che hanno parzialmente migliorato la situazione di siccità di inizio anno, si è anche toccata la questione della prossima politica agricola; non è ancora chiaro quando quest’ultima potrà entrare in vigore e cosa comporterà. Per avere delle risposte concrete, si dovrà probabilmente attendere fino al 2025. Vi è poi stato anche l’apprezzato intervento del veterinario cantonale Luca Bacciarini, il quale ha ricordato la problematica dell’importazione di animali e l’importanza di eseguire controlli onde evitare la propagazione di epizoozie, come la malattia di Newcastle o la Peste suina africana.

In conclusione di giornata, Omar Pedrini ha voluto augurare «un’estate proficua per tutti». E malgrado quello attuale sia, secondo le parole di Christian Vitta, un «periodo di incertezze e instabilità», bisogna affrontare i problemi con positività, ricordandosi sempre che «dalle crisi sono anche sempre nate nuove opportunità».

Andrea Arrigoni