Giovedì 10 giugno, per il progetto prodotTIverdi, La Fondazione Amici della Vita ha organizzato una giornata di raccolta di patate e carote nei campi della Tenuta Bally a Breganzona, con i ragazzi della quinta elementare di Melide.

La classe, accompagnata dal docente, ha partecipato per contribuire alla sensibilizzazione contro lo spreco alimentare e per dare un sostegno alle persone bisognose con prodotti agricoli freschi che altrimenti sarebbero stati buttati via. Si parla ancora troppo poco del problema dello spreco alimentare, che anche in Svizzera causa perdite economiche e condiziona l’impatto ambientale. È quindi fondamentale educare la popolazione, puntando soprattutto alle nuove generazioni. «La giornata di raccolta con i ragazzi è stata davvero un successo», ci dicono il presidente della fondazione Klaus Stocker e la coordinatrice dei progetti Silvia Cecchinato.

Il resoconto di un giorno di scuola singolare

«La giornata è iniziata alle 8:30 e ha visto i ragazzi occupati nella raccolta con estremo entusiasmo e gioia. Si sono davvero resi conto di quanto la terra sia bassa e della fatica che si fa a raccogliere carote e patate!» continua Klaus. «Sono infatti riusciti a raccogliere ben 86,50 kg di carote e 179,90 di patate, che altrimenti sarebbero stati eliminati. La ventata di coraggio e impegno che i ragazzi hanno manifestato durante la raccolta ha contribuito a rafforzare il nostro senso di responsabilità e il nostro desiderio di continuare a lottare contro gli sprechi e di poter donare nello stesso tempo alle persone che hanno più bisogno in Ticino, il tutto nel rispetto dell’ambiente. Con questo gesto, i ragazzi hanno davvero portato un messaggio ottimista, di speranza. Anche i più piccoli possono contribuire a migliorare la vita di tutti noi».

All’apparenza sembrerebbe che la problematica dello spreco alimentare stia coinvolgendo le persone sempre più. Com’è nato il progetto ProdotTIverdi e quali sono i suoi obiettivi?

«Il progetto ProdotTIverdi è la nostra risposta all’appello contro gli sprechi alimentari e punta a un utilizzo sensato delle risorse. È stato avviato nel settembre 2019, con una situazione di partenza di oltre 225’000 tonnellate di perdita all’anno nell’agricoltura, corrispondenti al 10% dello spreco totale di cibo in Svizzera. Con questo progetto, recuperiamo direttamente sui campi prodotti agricoli in esubero, residui di raccolte ed eccedenze non più vendibili e destinate al macero, ma ancora perfettamente commestibili: scarole di 25 cm, carote o cetrioli storti, melanzane e patate che non raggiungono il calibro stabilito. Una parte del raccolto si perde anche a causa della produzione eccessiva e degli elevati requisiti di qualità».

Non si occupa però soltanto di raccolta; segue poi la redistribuzione

«Questi prodotti, raccolti presso le aziende agricole Ticinesi, vengono distribuiti alle persone bisognose tramite diverse associazioni sociali e benefiche e alle mense già presenti nel territorio che si occupano della distribuzione capillare. Durante il primo lockdown dell’anno scorso, quando le attività di queste associazioni sono state sospese, ci siamo anche occupati della distribuzione diretta, ma ora ci occupiamo solo dell’approvvigionamento e della fornitura. In questo modo riusciamo ad aumentare i quantitativi di cibo e di conseguenza anche il numero dei beneficiari. Inoltre, siamo attivi anche con le collette alimentari nei supermercati, dove i negozi ci lasciano uno spazio a disposizione per chiedere ai clienti di partecipare con prodotti a lunga conservazione, e collaboriamo con negozi di paese dove abbiamo lasciato dei cestelli che ritiriamo una volta alla settimana».

La giornata di raccolta del 10 giugno era un evento del tutto particolare. Come agite normalmente? E dove?

«Ci siamo organizzati con una squadra di volontari e persone in AUP (Attività di Utilità Pubblica, un programma occupazionale) ormai collaudata, pronta a venire sui campi a raccogliere i prodotti agricoli in esubero e non. Abbiamo un furgone adibito al trasporto delle persone e un camioncino frigo per il ritiro dei prodotti agricoli. La raccolta avviene attualmente 2 o 3 volte alla settimana. Le aziende agricole con le quali stiamo collaborando, grazie anche all’intervento di Andrea Zanini della Orti, sono principalmente nel Mendrisiotto (Pagani a Ligornetto), sul Piano di Magadino (Marcodor, Feitknecht e altri che si stanno aggiungendo in questi giorni) e a Lugano (Tenuta Bally).

Parliamo un po’ di cifre e vediamo quanto è effettivamente grave lo spreco alimentare nel nostro paese

Per il consumo di derrate alimentari, in Svizzera vengono prodotti ogni anno 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari. Questo tenendo conto di tutte le fasi della catena alimentare nel nostro paese e all’estero. La produzione di derrate alimentari è costosa, richiede tempo e risorse limitate, preziose e inquinanti. In Svizzera, l’alimentazione è infatti responsabile di circa il 30% dell’intero inquinamento ambientale. Un quarto di questi impatti ambientali è dovuto allo spreco alimentare, quindi a perdite alimentari che potrebbero essere evitate. Non bisogna però considerare solo lo spreco dei prodotti agricoli, ma anche:

lo spreco di terreno per la coltivazione di derrate alimentari vegetali, mangimi e allevamento. Per fare un paragone, il consumo di terra per la coltivazione delle derrate alimentari scartate lungo l’intera catena del valore è pari a più della metà della superficie agricola utilizzata in Svizzera;

lo spreco di acqua legato alla coltivazione, all’allevamento, alla pulizia e alla preparazione delle derrate alimentari;

lo spreco di energia per la produzione, la raccolta, la lavorazione, la preparazione, lo stoccaggio e tutti i trasporti.

È certo che un tale spreco, oltre all’impatto ecologico, avrà anche costi elevati

Le derrate alimentari scartate in Svizzera causano costi aggiuntivi nell’ordine di miliardi. Nelle sole famiglie svizzere, lo spreco di alimenti ancora commestibili grava sul bilancio domestico con oltre 600 franchi a persona ogni anno. I costi previsti per l’intera Svizzera ammontano a oltre 5 miliardi di franchi. Certamente, questo può essere un motivo in più per incoraggiare i singoli a fare la propria parte.

Concludiamo con l’appello di Klaus Stocker: «Chi volesse partecipare a queste giornate di raccolta insieme a noi ci può contattare allo 079 331 35 05, o sul nostro sito web www.amicidellavita.org. La terra è bassa, ma dà tanta soddisfazione ed è piena di belle cose da raccogliere!».

Andrea Arrigoni