30 anni di attività con le selve castanili; 20 anni di vita dell’associazione dei castanicoltori. Per salvaguardare e valorizzare una pianta che in passato ha contato tanto e che ancora oggi è capace di donare molto.

Brontallo è il primo paese della Val Lavizzara, posto su un terrazzo roccioso in una cornice suggestiva punteggiata da numerosi rustici disposti a gradini sul pendio. Ai piedi del villaggio si estende la selva castanile, dove venerdì scorso si è tenuta la tradizionale conferenza stampa per il lancio della raccolta di castagne. «È un territorio difficile quello della Vallemaggia», ha ricordato l’ingegner Thomas Schiesser della sezione forestale cantonale, «dove la geomorfologia rende impegnativa qualsiasi forma di utilizzo. Malgrado ciò, la necessità di sopravvivere ha indotto gli abitanti a mettere a dimora numerose piante di castagno di diverse varietà». Durante gli anni ‘60 l’avvento del cancro del castagno e l’inselvatichimento della zona a causa dell’abbandono del settore primario hanno compromesso parte del patrimonio. Tuttavia all’inizio degli anni Duemila è stata avviata l’azione di recupero delle selve castanili lungo tutta la fascia collinare della Vallemaggia, raggiungendo un totale di 37 ettari.

Grazie a questi interventi, coordinati e sostenuti dall’Associazione Castanicoltori della Svizzera italiana, dall’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), dalla Sezione forestale del Cantone e da Hochstamm Suisse, si è potuta recuperare gran parte della coltura di castagni. «Il recupero di una selva castanile comporta un costo piuttosto alto», ha ricordato sempre Schiesser, «si parla di cifre che si aggirano attorno ai 60mila franchi per ettaro. Poi va ricordato che una volta ripristinata una selva, dev’essere anche mantenuta e portata avanti. Per questo lavoro ci affidiamo alle aziende agricole».

Progetti in corso

«Il lavoro di recupero delle selve si svolge sul territorio da una trentina d’anni», ha ricordato il forestale Carlo Scheggia. «Oggi sono circa 350 ettari di castagneto da frutto recuperato che fanno bella mostra di sé come parte del paesaggio a sud delle Alpi. La nostra associazione ha anche collaborato con l’Ufficio federale dell’agricoltura per quanto riguarda la salvaguardia del materiale genetico a scopo alimentare, gestendo dei progetti di valorizzazione e messa in sicurezza delle maggiori varietà dei castagni presenti i Ticino. Inoltre si stanno concludendo proprio in questi mesi i lavori di ricerca di determinazione genetica di queste varietà grazie a una collaborazione con l’Università di Santiago di Compostela, specializzata in questo tipo di analisi».

È dunque grazie alla collaborazione di molti enti e istituzioni, ma anche alla passione dei volontari, che oggi si possono festeggiare i 30 anni di attività legate alle selve castanili e i 20 anni di vita dell’Associazione dei castanicoltori.

Il valore del frutto

«La castagna ha permesso a moltissime generazioni di sopravvivere nel nostro territorio; rappresenta a livello economico un bene di grandissimo valore ed è per questo che ci battiamo per la sua valorizzazione», ha ricordato Carlo Scheggia. «Con il tempo abbiamo capito che andava valorizzata anche la funzione ricreativa della selva. Abbiamo creato dei percorsi didattici», ha aggiunto Schiesser, «perché biodiversità e educazione ambientale sono in parte inscindibili».

Il ruolo della ricerca

Gli istituti di ricerca federali negli ultimi anni hanno svolto un ruolo importante nella consulenza e nel sostegno alla tradizionale castanicoltura da frutto. «In particolare si sono recuperate le conoscenze legate alle caratteristiche ecologiche, alla qualità organolettica e al potenziale delle vecchie varietà locali», ha ricordato l’ingegner Marco Conedera del WSL, «si è contribuito allo studio e al controllo delle maggiori avversità del castagno come il mal dell’inchiostro, il cancro corticale, gli insetti carpofagi che parassitano i frutti e il cinipide».

La raccolta delle castagne

«Andar per castagne è emozionante», ha esordito l’ingegner Paolo Bassetti, responsabile dei centri di raccolta, «è qualcosa che ci lega alle nostre tradizioni, un’attività che si può fare con tutta la famiglia, un momento per stare insieme a contatto con la natura. Stiamo cercando di incentivare le persone a muoversi per boschi e a praticare questa sana attività poiché un’ampia partecipazione della popolazione alla raccolta sta alla base di tutto il progetto di valorizzazione». «Dal 2017 il livello produttivo dei castagni è tornato quello di una volta», ha ricordato Conedera, «e per quest’anno le aspettative sono molto buone».

Modalità di raccolta

È importante ricordare che non si devono raccogliere le castagne ammuffite o con evidenti bacature da vermi; le castagne piccole e quelle grosse non vanno messe nello stesso sacchetto e il raccolto dev’essere consegnato al più presto a uno dei centri indicati. È sconsigliato inoltre tenere le castagne in contenitori ermetici perché fermentano, metterle in acqua, o ancora, lasciarle al sole o al vento. È inoltre vietato raccogliere le castagne in selve gestite senza il permesso del proprietario.

Novità e prodotti

L’ingegnere Beatrice Fasana, managing director della Sandro Vanini SA, ha pregsentato l’azienda di Rivera come l’ultimo anello della filiera. «Noi ci occupiamo di elaborare tutti quei frutti che, per calibro, non possono essere destinati al consumo fresco. Lavoriamo circa 400 tonnellate di castagne l’anno. I prodotti da offrire al mercato ricavati dalla lavorazione di questo frutto ticinese possono essere molti e diversi. Dopo la purea di marroni “Vermicelles” quest’anno lanceremo un nuovo prodotto sul mercato: uno yogurt alle castagne».

CONCORSO

Prevedere i quantitativi che saranno consegnati ai centri risulta sempre più difficile. Quest’anno è stata dunque indetta una sotto iscrizione.

Si invitano i raccoglitori a comunicare per SMS / WhatsApp, allo 079 204 69 90 entro il 20 settembre il quantitativo totale che si pensa di consegnare durante la raccolta.

Tra tutti coloro che si annunceranno e porteranno le castagne, entro l’8 novembre 2021, saranno estratti dei buoni coop del valore di Fr. 50.-.

I centri di raccolta saranno aperti a partire da lunedì 27 settembre a mercoledì 3 novembre a: Cadenazzo (dietro al negozio Gusto Ticino), LU, ME, VE, dalle 14.00 alle 15.30; Stabio (Magazzino Tior/Foft), LU, ME, VE, dalle 08.00 alle 10.00; Vezia (Azienda Malombra) LU, ME e VE dalle 10.15 alle 11.15; Biasca (ex Arsenale), MA e GI dalle 10.15 alle 11.15.

Prisca Bognuda