Il 40° non si è potuto festeggiare come previsto, ma è tutto pronto per ripartire.
Tra le tante attività che sono state fortemente condizionate dall’emergenza Covid-19, con cui stiamo ormai convivendo da quasi un anno, ci sono anche quelle culturali: concerti, cinema, teatri ma anche feste agricole, sagre popolari e musei. In particolare, proprio quest’anno, ricorreva il quarantesimo del Museo etnografico della valle di Muggio. Per celebrare l’anniversario erano stati programmati vari eventi che però purtroppo hanno dovuto essere annullati o fortemente ridimensionati. In questi giorni si sta tenendo per corrispondenza l’assemblea ordinaria dei soci del Museo, per trarre un bilancio dell’anno appena trascorso e presentare il programma di attività 2021.

Silvio Bindella, presidente del consiglio direttivo del Museo, da noi contattato, ci spiega: «Il problema principale per noi è stato perdere la primavera, soprattutto con i gruppi e le scolaresche. Avevamo già vari gruppi pianificati e tantissime attività in calendario. L’intenzione era quella di lanciare la mostra Pezzi di frontiera a Casa Cantoni e tutte le attività il 28 marzo. Poi però l’apertura del Museo è slittata a metà giugno».
Con l’attività del Mulino di Bruzella com’è andata? «Anche il Mulino non è stato sempre aperto e la produzione di farina è stata inferiore agli altri anni, così come la richiesta. Del resto con la chiusura dei grotti e dei ristoranti ma anche a seguito dell’annullamento di molte feste nella zona, che per noi erano appuntamenti fissi, non abbiamo avuto lo stesso smercio degli altri anni. Quest’anno abbiamo annullato la Festa del Mulino il 30 agosto, non c’è stata la Sagra di San Martino a Mendrisio e anche la Sagra della castagna è stata annullata, oltre a tutte le altre manifestazioni e feste che non si sono tenute quest’anno in Valle di Muggio. Anche quelle che hanno avuto luogo hanno visto una partecipazione di pubblico praticamente dimezzata».

E durante la stagione estiva? «C’è stato un buon afflusso di persone sui sentieri della valle, sia di persone della regione che hanno riscoperto il piacere di esplorare il territorio, sia da parte di turisti alla ricerca di mete più tranquille e, con le entrate al Mulino e a Casa Cantoni in estate, abbiamo recuperato in parte quanto perso in primavera. Abbiamo anche, per fortuna, potuto mantenere la colonia diurna estiva nel mese di luglio, sempre con i necessari accorgimenti. Senza l’intervento della Con­federazione e del Cantone però sarebbe stato impossibile per noi recuperare le perdite. È stato un anno difficile anche per il personale, sia per le nostre guide, sia per i mugnai che lavorano al Mulino: non abbiamo potuto garantire le giornate di lavoro degli altri anni».
Con quali occhi guarda all’anno prossimo? «Quest’anno, nonostante tutte le note negative, siamo comunque riusciti a sviluppare un programma interessante, nel rispetto delle norme sanitarie in vigore. Dovremo continuare a essere flessibili e soprattutto cercheremo di privilegiare in particolare le attività all’aperto, riducendo il numero di appuntamenti all’interno e continuando il più possibile con le attività collaterali legate alla mostra di Casa Cantoni, cercando di recuperare alcuni eventi annullati quest’anno».

Un’ultima domanda sul calendario, uno strumento utilissimo per chi vuole conoscere gli appuntamenti della tradizione della Valle di Muggio. Lo pubblicherete anche l’anno prossimo? «Certo, l’intenzione è quella di pubblicarlo anche perché oltre alle attività del Museo e agli appuntamenti al Mulino, segnala anche tutte le feste tradizionali della valle. Quest’anno è stato molto difficile seguire tutti gli annullamenti e credo che anche l’anno prossimo sarà necessario informarsi per tempo per sapere se un’escursione organizzata, una visita guidata o una festa avranno davvero luogo. Pubblicheremo il calendario in marzo e continueremo anche con le collaborazioni. L’intento è quello di sacrificare il meno possibile».

CB