Con due comunicati stampa diffusi nella prima metà di marzo, il comitato della PSL, l’Associazione dei produttori svizzeri di latte, ha preso posizione contro una serie di ordinanze agricole proposte per il 2021, in particolare contro l’Ordinanza sul sostegno del prezzo del latte, che prevede una riduzione del supplemento per il latte di trasformazione e non definisce quando vanno concesse le autorizzazioni per il traffico di perfezionamento.

«Il latte» al momento «dispone ancora di alcune misure di protezione doganale come ad esempio del supplemento pagato per il latte di trasformazione. Contrariamente a quanto proposto dalla Confederazione, questo supplemento non dovrà in nessun caso essere ridotto. Una scelta di questo tipo genererebbe ancora più pressioni sul prezzo del latte svizzero».

Stanziare mezzi sufficienti

«Il supplemento per il latte trasformato in formaggio è stato creato al momento dell’introduzione del libero scambio con l’Unione Europea. Svolge il ruolo di compensazione per la perdita di protezione doganale alla frontiera. Si tratta di una colonna portante non solo per il latte di caseificio, ma anche per tutta l’economia lattiera svizzera. Riducendo questo supplemento, come proposto nel nuovo pacchetto di ordinanze agricole, si eserciterà un’ulteriore pressione sul prezzo del latte di tutti i segmenti. Succederebbe che tutto il latte di centrale, che sia trasformato o meno in formaggio, in linea di principio verrebbe acquistato allo stesso prezzo. La commissione “Latte di caseificio” richiede quindi al Parlamento e al Consiglio federale di mettere a disposizione i mezzi necessari per salvaguardare questa colonna portante dell’economia lattiera svizzera».

È questo uno degli auspici della Commissione “Latte di trasformazione” che si è riunita il 9 marzo che, oltre a richiedere che non venga in alcun modo diminuito il supplemento pagato per il latte di trasformazione, richiede che vi siano regole più precise per la concessione di autorizzazioni per il traffico di perfezionamento.

Traffico di perfezionamento: un precedente 

pericoloso

«La commissione “latte di caseificio” rifiuta inoltre il modello di gestione del traffico di perfezionamento per la produzione casearia. Anche perché all’origine il traffico di perfezionamento, di principio, non doveva essere concesso per affari di questo tipo».

Prima della decisione della Direzione generale delle dogane, la PSL, così come numerose organizzazioni di parlamentari, ha sottolineato come una decisione di questo tipo rappresenti un precedente davvero pericoloso. La richiesta di traffico di perfezionamento per la produzione di formaggio destinato all’export, malgrado tutte le proteste, è stata però approvata. A questo punto alla Commissione non resta altro che costatare che la Confederazione non è disposta a sostenere i produttori di latte e permettere loro di ottenere prezzi migliori per il proprio latte.

«La commissione è molto delusa da questa decisione. Inoltre l’assenza totale di trasparenza in queste procedure è incomprensibile. Non si sa nemmeno più in che modo comportarsi se le ragioni che stanno alla base di decisioni di questo tipo non sono note».

Che cos’è il traffico di perfezionamento

«Per traffico di perfezionamento (attivo) si intende l’importazione temporanea di merci per la lavorazione, la trasformazione o la riparazione». Su queste merci, non si applica nessun dazio. Sono merci che vengono «importate temporaneamente in franchigia di dazio o con diritto di restituzione del dazio. In alcuni casi è possibile anche l’esenzione dall’IVA». Per quanto riguarda i prodotti a base latte il traffico di perfezionamento, sostituisce la vecchia “schoggigesetz” ed è stato concepito, teoricamente, solo per prodotti come: cioccolato, biscotti e gelati e a determinate condizioni, per permettere di rimanere competitivi sul mercato estero. Il precedente pericoloso a cui fa riferimento il comunicato della PSL è quello del caseificio Imlig, a cui è stato autorizzato, per la prima volta, un quantitativo di latte che verrà trasformato in formaggio e destinato all’esportazione. La sollevazione da parte di diverse associazioni agricole e di settore non si rivolge né contro il caseificio né contro le associazioni mantello, ma interpella la politica nazionale invitandola a definire una legge chiara, che non possa essere interpretata soggettivamente. È questo uno dei punti che vuole definire la recentissima mozione parlamentare Dettling, ossia specificare che l’autorizzazione per l’importazione di latte nel regime di traffico di perfezionamento, andrà concessa soltanto per i prodotti che beneficiavano in passato della “schoggigesetz” e non per altre produzioni a base di latte fresco.

Nel 2020 consumo di formaggio in aumento, però…

Nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle il consumo pro capite di formaggio è aumentato del 5.5% ma il dato va analizzato nel dettaglio. Se da un lato infatti l’incremento delle vendite di formaggio da parte della grande distribuzione ha compensato e addirittura superato quello dell’anno precedente, che includeva la ristorazione, dall’altro, a fronte di un aumento di produzione di formaggio svizzero del 4,4%, l’incremento della vendita è stato del 7,3%. Questo scarto è stato naturalmente colmato con quantità supplementari di formaggio estero importato. Se si considera quindi le diverse modalità di consumo e la chiusura del turismo degli acquisti, si può tranquillamente desumere che in buona parte questo aumento si spieghi con l’acquisto di formaggi di importazione che prima venivano acquistati direttamente all’estero. Sono inoltre calate, nelle percentuali di vendita, le categorie di formaggio svizzero a pasta dura e a pasta semidura, vale a dire quello a più alto valore aggiunto. Al momento in Svizzera circa un terzo del formaggio che si acquista è di provenienza estera.

Questione burro e foraggi sostenibili

Come riportato di recente da Agricoltore Ticinese, «La produzione lattiera svizzera si fonda sulla produzione di foraggio indigeno al 92%» e gli sforzi della PSL vanno, per il futuro, nella direzione di voler incrementare questa percentuale. Si sta inoltre cercando di fare in modo che anche in futuro si torni ad avere delle misure che garantiscano una produzione di burro svizzero al 100%. «Il contingente d’importazione di 1’500 tonnellate di burro definito dall’UFAG, tenuto conto dell’aumento indicativo del prezzo del latte del segmento A, è stato ritenuto accettabile dalla PSL. Ma è fondamentale garantire che nel 2021 il burro importato non sarà più venduto con i marchi “Il burro” e “Floralp”. Se il burro verrà prodotto con latte estero dovrà essere commercializzato con altri marchi».

Prossima Assemblea PSL 

Partendo dal presupposto di volersi incontrare fisicamente l’Assemblea dei delegati della PSL è stata spostata dalla data prevista del 24 aprile al prossimo 28 maggio. Come successore di Thomas Ohen, attuale presidente della ZMP, è stato designato Thomas Grüter. I nuovi supplenti proposti per il comitato sono Yves Nicolet (FSFL), René Cotting (Prolait) e Lorenzo Tognola (FTPL).

Cristian Bubola