Lunedì 15 novembre si è tenuto nella Corte del vino Ticino di Morbio Inferiore il primo incontro cantonale per il lancio del progetto enoturistico nazionale “Swiss Wine Tour”. L’obiettivo? Creare una rete tra le diverse offerte legate al vino svizzero in una prospettiva nazionale, con lo scopo di far diventare anche il nostro Paese una meta dell’enoturismo internazionale.

«La Svizzera, pur avendo vigneti splendidi, come quelli del Lavaux  o i vigneti eroici del nostro cantone ad esempio, non viene ancora percepita a livello internazionale come una meta per l’enoturismo o il turismo gastronomico.

L’obiettivo di questo progetto è quello di creare un’offerta capillare che si inserisca in un contesto nazionale e di conseguenza internazionale, grazie alla forza di una maggiore collaborazione intersettoriale e interregionale», ci dice Sibilla Quadri, direttrice del Centro Competenze Agroalimentari Ticino.

Che cos’è lo Swiss Wine Tour

Il progetto dello Swiss Wine Tour è una selezione di offerte enoturistiche basata su un concetto di qualità nazionale proveniente dalle diverse regioni vinicole svizzere, unite da una piattaforma online condivisa che ne permetta la promozione e l’acquisto, anche oltre i confini nazionali. «Quando si parla di offerta enoturistica, in Ticino c’è già molto, come Bike ’n’ wine, In gir par cantin, Food & Wine Tour, o le singole visite organizzate dalle aziende vitivinicole», continua Sibilla Quadri, «ma al momento spesso sono tutte attività un po’ slegate tra loro ed è difficile avere uno sguardo di insieme. Quando si parla di offerta enoturistica dobbiamo essere bravi a metterci nei panni del cliente: capirne le esigenze e le aspettative, così come cercare di distinguersi, essere creativi e poi saperlo comunicare tempestivamente. Quest’estate ci sono state già molte iniziative originali, come il pic-nic in vigna o ancora il cinema in vigna. Eventi accolti in modo positivo e che hanno attirato l’attenzione di un pubblico più vasto. Naturalmente vanno bene anche attività più tradizionali, come la visita alla Cantina o nei vigneti o una degustazione, però bisogna trovare quel qualcosa in più». «È importante cercare di fare qualcosa di rappresentativo della propria regione, come ad esempio organizzare un gioco delle bocce nella Corte della Cantina, o una grigliata in vigna», conferma Andrea Conconi di Ticinowine, «perché oggi si vende l’emozione, l’evento. Non basta più produrre; bisogna fidelizzare e conquistare il cliente».

Enoturismo in giro per il mondo

Una delle storie di maggior successo legata all’enoturismo è quella della Napa Valley in California. È lì che negli anni ‘70 è diventato di moda degustare vini nel luogo di produzione e si è assistito alla nascita di un vero e proprio fenomeno di massa. Oggi la California conta 23 milioni di enoturisti, con un mercato da oltre 7 miliardi di dollari. In Francia tra il 2009 e il 2016 gli enoturisti sono aumentati del 30%, passando da 7,5 a 10 milioni. In Italia esistono ben 140 strade del vino e il settore fattura ogni anno 5 miliardi di euro. Tutte le regioni che hanno puntato sullo sviluppo dell’enoturismo, sul medio lungo periodo hanno capitalizzato gli investimenti generando un reale valore aggiunto economico. Anche il mercato svizzero ha bisogno di prodotti che si affaccino sulla scena globale e che siano in grado di esaltare il valore aggiunto delle diverse regioni e dei vari settori. Nel nostro Paese, la presa di consapevolezza del valore rappresentato dall’enoturismo è piuttosto recente. Il primo progetto coordinato a livello cantonale è stato infatti Vaud Oenoturisme, che si è sviluppato tra il 2014 e il 2019. «Il vino negli anni ’70, in Italia e all’estero, si è trasformato in un prodotto più culturale, più legato all’esperienza, rispetto alla bevanda di tutti i giorni», ci dice Andrea Conconi. «Noi in Ticino ci abbiamo messo un po’ a capirla questa cosa, anche se già alla fine degli anni ’80 avevamo organizzato la prima Mangialonga. Si è però per lo più ragionato quasi sempre in un’ottica regionale. Adesso, anche a livello nazionale si è capita l’importanza del sostegno al settore primario e dobbiamo recuperare il terreno perso».

Viticoltori, ristoratori, gerenti

A questo primo incontro, informativo e formativo al tempo stesso, hanno partecipato una trentina di persone, tra cui produttori, ristoratori e rappresentati delle Organizzazioni turistiche regionali e dell’Interprofessione del vino ticinese. «La possibilità di aderire al progetto, che si articolerà su un lasso di tempo di tre anni e con un budget di quasi due milioni di franchi, è ancora aperta», precisa Sibilla Quadri. «Invito tutte le persone interessate, viticoltori, gestori di agriturismi e ristoratori, a visitare il sito www.swisswinetour.ch per farsi un’idea del progetto. Organizzeremo un’altra giornata informativa lunedì 28 marzo 2022; chi volesse partecipare può contattarmi (sibilla.quadri@ccat.ch, 079 120 91 27)». Andrea Conconi ha infine ricordato come valga senz’altro la pena approfittare dell’occasione, «senza dimenticare che la prima caratteristica che bisogna avere per la riuscita di ogni progetto è quella di mettersi a disposizione ed essere ricettivi nei confronti della clientela».

Cristian Bubola