Siamo a metà del periodo di raccolta delle castagne, molte devono ancora cadere

Anche quest’anno, come l’anno scorso, sono andato a vedere come procedeva la consegna delle castagne in uno dei centri di raccolta del cantone. Venerdì scorso, verso le due, a Cadenazzo sul piazzale Fela, dietro il negozio Gusto Ticino. Va sempre più o meno allo stesso modo, inizio a parlare con Paolo Bassetti, per sapere come sta andando la raccolta e, neanche il tempo di scambiare due frasi, che iniziano ad arrivare le prime auto. All’improvviso mi ritrovo ad aprire le cassette verdi di plastica rigida, dove vanno consegnate le castagne. Cerco di dare una mano, scattare qualche foto e scambiare qualche battuta con chi consegna, ma in poco tempo ho la sensazione di essere più d’intralcio che altro. Insomma, è molto difficile fare domande alla gente per sapere come sta andando la raccolta, scattare foto e riempire cassette di castagne allo stesso tempo.

Ogni raccoglitore ha una storia diversa
La prima coppia con cui parlo viene da Cama, chiedo dove hanno raccolto le castagne: «Norantola». Penso alle rovine del castello, ma intanto guardo le castagne. Sono già diverse le cassette piene fino all’orlo. «E quanto ci avete messo?» «No, guarda» mi dice lui «devi chiedere a lei, perché le ha raccolte tutte lei». «Diversi giorni» mi dice lei. Le chiedo anche quante ce n’è ed è la prima a dirmi che quest’anno «ce ne sono, però meno dell’anno scorso e tanti ricci sono ancora sugli alberi». Stessa situazione anche a Castaneda. Forse la stagione è un po’ più indietro, penso, o forse sarà a causa della siccità estiva. Però, dai, se i ricci sono ancora sugli alberi, prima o poi cadranno. La seconda coppia sono un padre e una figlia, faccio anche a loro le stesse domande. Zona di raccolta? «Sopra il castello di Montebello». È la figlia a dirmelo, che subito specifica «ma non sono andata io a raccoglierle. Abbiamo ricevuto una mail da scuola dove ci spiegavano della raccolta centralizzata e l’ha letta mio papà». Lei fa il liceo a Bellinzona. È il primo anno che consegnano le castagne e quindi non può fare paragoni con l’anno scorso. Scambio qualche battuta sulla dimensione delle castagne e mi perdo via. Uno dei raccoglitori esperti, basta guardarlo per capirlo, mi dice di darmi una mossa ad aprire le cassette. Le sue le ha già preparate: normali, grosse e un piccolo contenitore con una decina di ibride. Basta guardare le castagne per capire che è un esperto, un habitué. «Le ho raccolte nella mia selva» mi dice. Non lontano da qui. Poi però subito mi spiega che quest’anno non si può paragonare all’anno scorso. Guardo le sue castagne e sono davvero molto grosse. Appena glielo dico, lui mi dice che l’anno scorso lo erano di più. Anche un’altra signora con castagne davvero molto belle mi dice che le ha raccolte in una selva, quella del marito. «Quest’anno ce ne sono meno» mi conferma «e sono un po’ meno grosse dell’anno scorso. E poi arrivano un sacco di cinghiali». Le chiedo se sono tutti marroni. «Ah deve chiedere a mio marito, è lui che ha innestato le piante». Il marito, membro dell’associazione dei frutticoltori, mi dice che ne ha innestate solo alcune. Gli faccio i complimenti per i frutti che ha portato. Quando chiedo quanto ci hanno messo a raccoglierle, mi dicono «non tanto, qualche ora, ma in una selva si vedono bene per terra e poi sono tutte lì».

I criteri per la raccolta e la conservazione
Qualcuno, ingenuamente, potrebbe credere che raccogliere castagne sia semplice. Non è complicato e di certo non richiede la stessa competenza che serve per raccogliere funghi, ma in realtà sia per esperienza personale, sia per le chiacchiere scambiate coi raccoglitori incontrati, ci sono diversi fattori da considerare. Conoscere i castagni è forse la prima. E non si tratta tanto di saper distinguere un torcion da una verdésa, quanto piuttosto di conoscere i castagni sani, che producono tante castagne e meglio se piuttosto grosse. Il secondo criterio è il terreno sotto il castagno, dove cadono. Se è pulito, quindi su un prato o in una selva gestita a libero accesso, è molto più facile vedere le castagne e anche raccoglierle. L’altra questione, dibattuta soprattutto con i raccoglitori di bosco, è riuscire ad andare prima degli altri e nel momento migliore. Se il vento è nemico dei funghi, si potrebbe dire, è invece amico delle castagne. Andare nel bosco dopo una notte di vento forte, la mattina presto, è senza dubbio un vantaggio. L’ultima considerazione, per chi ha l’auto ed è disposto a spostarsi, riguarda l’esposizione e la quota del versante. Sui versanti solatii le castagne maturano e cadono prima, così come tendono a maturare prima a basse quote. Un punto che spesso si trascura, o si considera meno del dovuto, è la facilità con cui deperisce la castagna. Forse perché ha un guscio rigido e legnoso, siamo portati a credere che il tempo di deperimento della castagna sia piuttosto lungo, ma in realtà non è così. Le castagne, a meno di non essere esperti, è meglio consumarle, e anche consegnarle, il prima possibile. Se ad esempio vengono lasciate in locali poco areati o chiuse in contenitori ermetici dove non passa l’aria, come sacchi della spazzatura o borse di plastica, in poco tempo sviluppano muffe. Se invece si lasciano al sole o al vento per troppo tempo, tendono a rinsecchirsi. I criteri richiesti per la consegna delle castagne, di base, si possono adottare anche per il nostro consumo privato. Ah, un’ultima questione, le castagne ibride: se le consegnate nei centri di raccolta, non consegnatele assieme alle altre, ma separate.


Un paio di domande a Paolo Bassetti. Come sta andando la raccolta quest’anno?
«Al momento stiamo ricevendo circa la metà dei quantitativi dell’anno scorso a questa data. A detta di tutti la produzione è minore e il raccolto in ritardo. Inoltre anche la meteo, con le forti piogge recenti, non ha sicuramente incentivato i raccoglitori ad andare a raccogliere».

Quest’anno il centro di raccolta del Sottoceneri è cambiato. Noi abbiamo pubblicato l’indirizzo sull’Agricoltore, ma sembra che non sia così facile trovarlo. Potresti fornirci qualche indicazione?
«Sì, per una migliore logistica quest’anno il centro di raccolta nel luganese è stato spostato presso l’azienda agricola Malombra / Tenuta Bally ai piedi della Crespera sul piano fra Bioggio e Vezia. Ai piedi della Crespera imboccare il lungo viale alberato con i maestosi faggi e ci trovate sulla corte al termine dello stesso il Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 10.15 alle 11.15».

CB