Dopo l’annuncio della settimana scorsa da parte del Consiglio Federale di riaprire la ristorazione sulle terrazze, abbiamo fatto una piccola indagine tra i gestori di alcuni agriturismi nel nostro cantone per capire cosa hanno deciso e come pensano di muoversi dopo questa prima concessione.

«Per noi cambia poco o niente, lavoriamo solo su riservazione» ci dice Graziano Carrara, gestore dell’agriturismo Cantina Carrara a Gordola. «Alla sera per ora è ancora impensabile mangiare fuori, fa troppo freddo, e se dovesse invece riservarmi un gruppo per il mezzogiorno e poi si mette a piovere, cosa faccio? Non mi conviene di certo». Per fortuna dal lato vendita del vino, invece, tutto sembra funzionare piuttosto bene «sì quella per fortuna è ripresa bene e questo ci permette di tirar là fino alla fine del mese. In aprile normalmente chiudiamo, quindi stiamo puntando tutto sulla ripresa totale nella prossima stagione autunnale, da ottobre in avanti». Mi dice anche che quella agrituristica, per lui come per altri, è un’attività accessoria dell’azienda e quindi, in sostanza, il santo non vale la candela.

È dello stesso avviso anche Luca Cereghetti dell’agriturismo Dosso dell’Ora sul Monte Generoso «Ironia della sorte in concomitanza con l’annuncio della riapertura delle terrazze è appena venuto a nevicare. Noi siamo a quota 1’100 metri e facciamo ristorazione solo il sabato e la domenica quindi per ora abbiamo deciso di rimanere ancora chiusi fino a che le temperature non si rialzeranno e inizierà davvero la bella stagione». Anche per la famiglia Cereghetti l’agriturismo non è l’attività principale e per ora hanno deciso di rimanere aperti continuando solo con la vendita diretta. «Non avendo una terrazza coperta, l’incertezza è troppo grande e non essendo, appunto, la nostra attività principale non vale la pena assumersi il rischio».

Anche Giacomo Pedrazzini, dell’azienda agricola Al Saliciolo ha pensato, seppur lasciando la possibilità aperta, che non ne valesse pena «Con il tempo che fa non abbiamo grandi speranze. Non credo ci sia qualcuno che voglia prenotare una cena all’aperto con queste temperature. Con il nostro agriturismo lavoriamo soprattutto su riservazione con i gruppi. La possibilità di riservare per gli interessati senz’altro rimane, ma dubito ce ne saranno. Al momento ho una riservazione per la metà di maggio, speriamo che almeno allora le temperature siano un po’ più miti».

Lo stesso ci conferma anche Isabella Regusci dell’agriturismo Regusci a Camorino. «Qui da noi è sempre possibile alloggiare nelle nostre camere e, al momento, molte sono prenotate anche per le settimane a venire. Dato che la riservazione delle stanze funziona, in più abbiamo anche il negozietto di vendita diretta e, da ultimo, le forniture all’ingrosso, per ora abbiamo deciso di non aprire. Il lavoro in azienda è già molto e aprire la terrazza ora sarebbe, come si dice, “più la spesa che l’impresa”. Fa ancora piuttosto freddo, la nostra terrazza poi si trova sul retro dell’edificio, un po’ all’ombra. Non credo sia così probabile che qualcuno nelle prossime settimane decida di prenotare una cena fuori qui da noi. Magari dal primo di maggio esce il caldo quindi apriremo. Se avessimo solo il ristorante sarebbe tutto un altro conto, ma abbiamo anche tutto il resto dell’azienda, quindi è meglio non andarci a creare costi inutili. Rimaniamo in attesa di capire come evolverà la situazione anche dal lato meteorologico».

Prisca Bognuda