L’arrivo di nuovi parassiti e di erbe infestanti da altri continenti non preoccupa solo i viticoltori ma anche chi coltiva con passione il proprio orto e giardino. 

È questo il tema affrontato, martedì 27 aprile nella sala multiuso di Sant’Antonino in una serata informativa sugli organismi invasivi nocivi in agricoltura organizzata dai Comuni di Cadenazzo e di Sant’Antonino in collaborazione con la Federviti Bellinzona e Mesolcina e con la partecipazione di diversi specialisti del Servizio fitosanitario cantonale e del Laboratorio cantonale di microbiologia della SUPSI.

La serata è iniziata con una presentazione introduttiva durante la quale Cristina Marazzi ha distinto i neobiota in tre grandi categorie, ossia gli organismi alloctoni invasivi di quarantena non (ancora) presenti in Svizzera, come i tarli asiatici (Anoplophora chinensis e Anoplophora glabripennis), gli organismi alloctoni invasivi di quarantena ormai presenti in territorio elvetico, tra cui il coleottero giapponese (Popillia japonica) e la flavescenza dorata, e gli organismi regolamentati ma non di quarantena, come la zanzara tigre (Aedes albopictus), il moscerino del ciliegio (Drosophila suzukii) e la cimice marmorizzata (Halyomorpha halys). 

Cristina Marazzi ha in seguito presentato i tarli asiatici. L’adulto di questi insetti, essendo molto grande e appariscente, è facilmente intercettabile. Le larve sono invece più difficili da vedere e causano ingenti danni dovuti alle gallerie nutrizionali che scavano nel legno di una ventina di famiglie di latifoglie, tra cui piante spesso presenti nei giardini privati come p. es. fico, melo, pero, prugno, azalea e faggio.

Luca Jelmini ha poi presentato il coleottero giapponese; un insetto che si nutre di più di trecento piante diverse. Gli adulti, poco più piccoli di una moneta di 5 cts., sono riconoscibili grazie alla presenza di cinque caratteristici ciuffetti bianchi su entrambi i lati e due ciuffi posteriori. Essi mangiano principalmente foglie e sono in grado di defogliare completamente le piante ospiti. Le larve vivono nel terreno nutrendosi di radici e sono difficili da determinare. Il loro riconoscimento richiede esperienza e un’attenta osservazione al binoculare che il Servizio fitosanitario esegue gratuitamente su richiesta. Al momento non vi sono strategie di lotta al coleottero giapponese basate su insetticidi efficaci, ma si spera di concretizzare presto metodi di lotta biologica con funghi entomopatogeni. Per ora l’unico metodo per proteggere le colture consiste nel piazzare delle reti a maglia fine (5 x 5 mm).

A seguire, la presentazione di Riccardo Battelli, riguardava la flavescenza dorata. Riccardo ha ricordato che è impossibile distinguere i sintomi causati da flavescenza da quelli provocati dalla malattia del legno nero e che dal 1° gennaio 2019 l’Ufficio federale dell’agricoltura ha vietato l’uso dei prodotti a base di buprofezin (Applaud e Applaud plus) in viticoltura, orticoltura e colture di bacche. In base a monitoraggi e studi approfonditi in collaborazione con Agroscope e WSL per quest’anno la Confederazione ha deciso di intervenire nella zona infestata e cuscinetto, con due trattamenti obbligatori a base di piretrine naturali. Dopo due anni di moratoria, si rende necessario abbassare nuovamente il tasso di presenza della cicalina vettore della malattia, lo Scaphoideus titanus.

Eleonora Flacio ha presentato la situazione zanzara tigre in Canton Ticino, sottolineando che questa zanzara è strettamente cittadina. Infatti si trova solo nei contenitori artificiali, quali sottovasi o tombini, presenti negli ambiti urbani nei quali trova le piccole quantità d’acqua necessarie per la sua riproduzione. Questa specie di zanzara è considerata uno degli organismi invasivi più preoccupanti al modo, sia per la sua veloce dispersione, sfrutta infatti passaggi clandestini offerti dalla globalizzazione dei trasporti, sia per la sua capacità di trasportare numerosi virus di malattie tropicali una volta che queste sono presenti in una determinata area. Il Covid19 non è fra quelli che le zanzare possono trasportare. Con volo proprio, la zanzara tigre si sposta solo di ca. 100 m all’anno, quindi quando veniamo punti da una zanzara tigre, il suo luogo di riproduzione dista pochi metri. L’apporto dei cittadini nel limitare i focolai della zanzara tigre è fondamentale (istruzioni su www.supsi.ch/go/zanzare), ciò si è visto chiaramente l’anno scorso quando molte più persone hanno cominciato già da maggio ad adottare le misure consigliate. Nel 2020 si è quindi riusciti addirittura a diminuire la presenza di questo fastidioso insetto in molte aree del Cantone.

Cristina Marazzi ha poi ripreso la parola spiegando che negli ultimi anni si osservano meno cimici marmorizzate, in particolare durante la stagione vegetativa. L’insetto è ancora oggetto di studi poiché non si conoscono ancora nel dettaglio i luoghi dove trascorre l’estate. La popolazione è gentilmente invitata a segnalare eventuali ritrovamenti. È stato inoltre ricordato che, dove necessario, è meglio ricorrere a una disinfestazione in autunno, quando le cimici rientrano nei rifugi invernali, e non in primavera quando tornano in natura e sono molto meno sensibili ai trattamenti.

Successivamente Michela Meier ha presentato il moscerino del ciliegio, spiegando che, a differenza delle altre drosofile, le femmine di questa specie sono in grado di deporre le uova anche in acini sani grazie al loro ovopositore fortemente seghettato. I viticoltori sono stati invitati a piazzare delle trappole attrattive sui bordi dei vigneti in modo da creare una barriera tra boschetti e colture. Un metodo che mira a ridurre l’impatto negativo dell’insetto sui frutti contenendo la crescita della popolazione. Una nuova scheda informativa sulle trappole è stata caricata sul sito del Servizio fitosanitario cantonale.

Giorgia Mattei ha preso la parola presentando la problematica delle neofite invasive. A seguito di un’interessante domanda sull’ailanto in vigna, ha spiegato che per eliminare efficacemente questa pianta non bisogna tagliarla perché ciò comporterebbe il suo forte ricaccio. La tecnica migliore per le piante già troppo grandi per essere estirpate, è quella della cercinatura, ossia l’asporto di tre anelli di corteccia alla base delle piante per impedire l’apporto di linfa vitale alla pianta, seguita dalla rimozione dei ricacci basali fino a quando la pianta, esaurite le sue riserve, deperisce.

Lucia Bernasconi ha concluso spiegando che il Servizio fitosanitario ha lanciato un piccolo concorso per i bambini fino agli undici anni.

Mirto Ferretti per la Federviti, Natascia Caccia per il comune di Cadenazzo e Ivan Zufferey per il comune di Sant’Antonino hanno ringraziato i presenti per l’ottima partecipazione e il grande interesse dimostrato e tutti i relatori per le presentazioni, sottolineando l’importanza di informarsi e aggiornarsi sulle nuove tematiche, ma soprattutto il valore della collaborazione di tutti per risolvere problemi collettivi.

Lucia Bernasconi

I giovani artisti sono invitati a colorare e decorare una o diverse delle vignette che sono state preparate appositamente per la serata. I disegni in bianco e nero sono scaricabili in PDF sul sito del Servizio fitosanitario e si possono stampare. Le opere d’arte sono da inviare entro il 30 di giugno, senza dimenticare di aggiungere un indirizzo e un contatto telefonico o di posta elettronica, a: Servizio Fitosanitario, Viale Stefano Franscini 17, 6501 Bellinzona. 

I vincitori avranno l’onore di vedere la propria opera pubblicata sull’Agricoltore ticinese della seconda settimana di luglio e riceveranno una sorpresa in regalo.