Mercoledì 8 novembre si è svolta in Ticino una giornata formativa e informativa organizzata da Vacca Madre Svizzera (VMS). La mattina, i consulenti di VMS hanno mostrato come applicare il metodo di valutazione CH-Tax. Nel pomeriggio si è poi tenuta la riunione generale della sezione ticinese.

Erano 3 anni che i membri di comitato di Vacca Madre non venivano in Ticino, dove il numero attuale di aziende affiliate all’associazione si attesta a 48. La mattinata informativa, tenutasi all’azienda agricola di Robert Aerni a Gordola, si è aperta con il saluto di Hansandrea Marugg, membro di comitato di Vacca Madre Svizzera, che si è detto lieto di potersi ritrovare di nuovo tutti insieme dopo questi anni difficili anche in Ticino.

CH-Tax: una valutazione preventiva per gli allevatori

Il consulente di Vacca Madre Jon Paul Thom ha quindi iniziato a spiegare il metodo di valutazione CH-Tax ai presenti, utilizzando come esempi alcuni dei manzi Charolais dell’azienda Aerni. Lo scopo in sostanza è quello di «esaminare le bestie e fare una stima delle percentuali di carne e grasso, così da evitare delusioni quando vengono portate al macello». È infatti importante che un allevatore sappia se i suoi animali sono o meno pronti per essere macellati, dal momento che la CH-Tax viene anche applicata per determinare la categoria di qualità della carne, che ne fissa il prezzo. Thom ha spiegato che lo sviluppo della carne «non è quasi mai un problema ed è più facile. Il grasso, invece, è più difficile da ottenere. Dal momento che è anche l’elemento che dà sapore e morbidezza alla carne, è il più importante nella valutazione».

La tassazione delle vacche tiene quindi conto di due parametri: quantità di carne e quantità di grasso. La prima, espressa in lettere (C-H-T-A-X), viene controllata sul costato dell’animale, sul lombo e sulla coscia; la seconda, espressa invece in numeri (da 1 “assenza di copertura” a 5 “esageratamente grasso”), può essere osservata sul costato, sulla punta dell’anca, sulla presa della coda e al collo. Questo metodo di calcolo, ha specificato Thom al pubblico, deve essere eseguito «guardando la bestia nel complesso, sommando i vari punti».

Se per il primo parametro si cerca di puntare alla C, “molto ben in carne”, per il secondo si deve cercare di raggiungere negli animali adulti un numero attorno al 3, che definisce una copertura di grasso regolare; per i vitelli è invece già ottimale un valore di 2, “copertura di grasso parziale”, che comporterà però comunque una deduzione di 0.30 franchi al kg; in ogni caso minore rispetto alla deduzione di una copertura 4, pari a 0.50 franchi al kg. Se gli animali sono troppo grassi, «si finirebbe per avere una deduzione sul prezzo finale perché una parte del grasso sarebbe tagliata via, incidendo sul peso morto della bestia e di conseguenza sul suo prezzo».

La mattinata informativa ha fornito spunti interessanti agli allevatori presenti, che hanno potuto letteralmente toccare con mano e farsi un’idea di come stimare se i loro animali siano o meno pronti per essere portati al macello.

I consulenti di Vacca Madre Jon Paul Thom (sulla destra) e Dario Barelli (sulla sinistra) mentre mostrano il metodo CH-Tax.

Le attualità di Vacca Madre Svizzera

Nel pomeriggio, al ristorante La Perla di S. Antonino, il consulente ticinese di VMS Dario Barelli ha presentato e discusso alcune delle novità presenti e future dell’associazione.

In un primo momento, sono state brevemente trattate le modifiche stabilite dall’iniziativa parlamentare 19.475 che entreranno in vigore nel 2023. Ci si è soprattutto concentrati sui nuovi programmi che concernono direttamente l’allevamento bovino: il “programma di pascolo”, che definisce l’obbligo di far uscire al pascolo le vacche per un minimo di 26 giorni da maggio a ottobre e di 22 giorni “nel parchetto” da novembre ad aprile, garantendo durante il pascolo almeno il 70% del loro fabbisogno con foraggio ottenuto dal pascolo; la “durata d’utilizzo prolungata delle vacche”, che fornisce contributi in base alla longevità delle vacche calcolata sul numero di parti; il “contributo di base per la sicurezza dell’approvvigionamento”, che passa da 900.- a 700.- franchi, applicabile in base al numero di ettari di superficie agricola.

La politica agricola è poi ricomparsa nella tematica legata al lupo. VMS cerca di portare avanti la problematica e si impegna a favore della regolazione degli effettivi e alla revisione della legge sulla caccia. Questo, nel contesto dell’allevamento bovino, soprattutto per garantire agli animali di poter continuare a partorire al pascolo.

Si è inoltre parlato di sostenibilità. Come ha spiegato Hansandrea Marugg, «Vacca Madre si sta impegnando molto a favore del clima, anche perché è la grande distribuzione a spingere in questa direzione. Si vuol far vedere che facciamo tutti un buon lavoro per mantenere così un mercato solido e prezzi buoni». In questo contesto, VMS ha realizzato in collaborazione con il FiBL uno studio che tenesse conto dei vari parametri ambientali di 24 aziende allo scopo di definire i punti di forza e di debolezza dell’allevamento bovino in Svizzera.

In base ai risultati finora ottenuti, emerge che nell’allevamento bovino elvetico le aziende con vacche nutrici hanno il minore impatto ecologico. Il progetto di VMS, di seguito ampliato a 45 aziende, sul lungo periodo ha l’obiettivo di trovare strumenti di valutazione riconosciuti che possano mostrare che l’allevamento di vacche nutrici ha anche ripercussioni climatiche positive, migliorando al contempo la comunicazione inerente ai marchi e alla vendita.

A livello di mercato, VMS si reputa soddisfatta, dal momento che negli ultimi anni i prezzi di mercato della carne venduta con i suoi marchi hanno infatti registrato una buona crescita. Nella ripartizione della produzione con il 62% spicca al primo posto il manzo venduto con il marchio NaturaBeef, seguito da NaturaVeal con il 15%. Per quest’ultimo, dal momento che la richiesta è alta e nel periodo da giugno a dicembre arrivano a mancare fino a 3’000 capi, si stanno cercando nuovi allevatori con cui aumentare la produzione.

In chiusura d’assemblea, oltre all’accenno al ritorno dell’evento beef.ch che l’anno prossimo verrà organizzato anche a Mendrisio in occasione della Fiera di San Martino, è stata formulata l’ipotesi di organizzare a inizio 2023 un incontro per insegnare agli allevatori come utilizzare la piattaforma BeefNet e l’app SmartCow con cui gestire le proprie mandrie.

Andrea Arrigoni