Dafne mezereum è la più comune delle cinque specie di questo genere che crescono in Ticino. In Svizzera è ben presente in gran parte del territorio. Nel mondo ci sono circa settanta specie diffuse in tutti i continenti. Spesso coltivata nei giardini, dai quali “scappa” e diventa così subspontanea o dispersa nei boschi.
Cresce anche in montagna fin verso i 2’200 metri. In letteratura si dice che predilige i terreni calcarei, ma da noi viene bene anche in terreni acidi presso o lungo i fiumi e sui bordi delle strade.
Si tratta di un arbusto alto circa 120 cm con rami eretti e flessibili e con la corteccia rosata o grigiastra, le foglie sono verdi, glabre e crescono in ciuffi all’apice dei rametti e dopo i fiori.
I fiori sono di un bel colore rosso rosato e hanno un profumo intenso come i lillà, crescono prima delle foglie in mazzetti a tre a tre e hanno quattro petali. I frutti sono bacche globose allungate di un bel rosso molto vivo e sono velenosissimi.
Linneo diceva che bastavano cinque bacche per uccidere un lupo ma non diceva come aveva fatto a far ingerire le bacche al lupo. Dafne mezereum fiorisce in primavera da Marzo a Maggio. Sopporta bene l’inverno con gelate fino a meno quindici e pure siccità abbastanza prolungate. Era considerata una pianta medicinale fino a metà del secolo scorso ma poi abbandonata poiché troppo difficile da dosare. Si usava come emetico. Ma probabilmente la cura con questa pianta era peggio della malattia.
Una curiosità, la sua corteccia seccata e macinata si usava come polvere starnutatoria, un po’ come il tabacco da presa.
Eli da Spruga