La Federazione Svizzera di Pesca (FSP) ha nominato la trota “pesce dell’anno 2020”. Questo per diverse ragioni. Innanzitutto è il pesce più amato e pescato in Svizzera e per la maggior parte dei pescatori sarebbe difficile immaginare un futuro senza questo salmonide all’amo. Eppure, per quanto possa sembrare incredibile, la trota è a rischio estinzione e occorre agire tutti insieme per assicurarle un avvenire.
Nel comunicato stampa della FSP del 2 gennaio 2020, leggiamo che sono ben sette i “peccati capitali della civilizzazione” che minacciano la sopravvivenza delle trote in Svizzera: la perdita di habitat, i deflussi dell’acqua, l’inquinamento, il cambiamento climatico, le malattie, gli uccelli piscivori e una errata gestione delle nuove immissioni. Come fare dunque a proteggere questa specie? Se la questione vi sta a cuore, avete molte possibilità di contribuire alla salvaguardia della trota e in generale della biodiversità ittica ticinese. Una di queste è sostenere il lavoro dei numerosissimi volontari della FTAP, la Federazione Ticinese per l’Acquicoltura e la Pesca.
Di seguito vi propongo un sintetico elenco dei progetti più importanti e urgenti che la Federazione sta seguendo e seguirà anche nel corso dei prossimi anni.

Pianificazione e recupero dei corsi d’acqua e delle rive lacustri
Creare delle zone in cui le trote possano vivere naturalmente, difendersi dai pericoli e riprodursi è fondamentale. Questo è il compito di una delle tante commissioni della FTAP, la REA, che negli scorsi anni ha realizzato un catasto di tutte le zone indicando quali sono i passi da compiere da un punto di vista ecomorfologico e quindi anche ittico, ordinando gli interventi secondo vari gradi di priorità.

Deflussi minimi
Un fiume con livelli d’acqua troppo bassi è incompatibile con la vita dei salmonidi, questo poiché più l’acqua è bassa, maggiore sarà la sua temperatura e minore la presenza di ossigeno. Dopo anni di dibattiti il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio ticinese hanno deciso di imporre un rilascio maggiore di acqua rispetto agli attuali valori nei tre fiumi che presentano zone golenali di importanza Federale: Ticino, Maggia e Brenno. Le Officine idroelettriche per la Maggia SA (Ofima) e le Officine idroelettriche di Blenio SA (Ofible) hanno però fatto opposizione sia al Tribunale amministrativo sia a quello federale e attualmente si è ancora in fase di trattative. L’Azienda Elettrica Ticinese, per ovvi motivi, ha invece accettato l’aumento dei deflussi. Sul Ticino si sono quindi avviati importanti lavori di monitoraggio del fiume per stabilire qual è il suo stato attuale e si stanno progettando le nuove bocche di uscita delle centrali che permetteranno un maggior rilascio d’acqua.

Inquinamenti
Gli inquinamenti sono sempre più minacciosi perché legati al cambiamento climatico in atto. In Ticino i problemi più preoccupanti sono stati registrati nel Sottoceneri dove i piccoli fiumi subiscono sempre più le secche estive. Questo crea, a catena, la riduzione del deflusso d’acqua, l’innalzamento della temperatura e la minor capacità di diluire eventuali inquinanti.
Bisogna fare una distinzione tra microinquinanti e microplastiche. I microinquinanti (farmaci, pillole anticoncezionali, ecc.) sono estremamente dannosi per la salute dell’uomo e dei pesci e non vengono trattenuti dagli attuali impianti di depurazione. Tuttavia nei prossimi anni le strutture più grosse dovranno implementare la loro efficacia per ridurre, tramite filtri a carboni attivi e ozonizzazione, fino al 50% degli inquinanti.
Quello delle microplastiche invece è un tema molto dibattuto e di attualità, ma al momento mancano ancora degli studi concreti delle effettive conseguenze sulla salute dell’uomo e dei pesci.

Karin Motta e una delle sue più grandi passioni

Uccelli ittiofagi
Cormorani, aironi cinerini e smerghi creano parecchi danni alla fauna ittica del nostro cantone e in particolare lungo i corsi d’acqua. Nei laghi invece, è stato appurato che si nutrono soprattutto di gardon, un pesce non autoctono e infestante.
Da circa dieci anni esiste una caccia dissuasiva al cormorano lungo alcuni corsi d’acqua. Il cormorano è un uccello molto intelligente e abbattere alcuni dei suoi simili – in Ticino ne vengono uccisi circa sessanta all’anno – è servito a dissuaderlo dal tornare a cibarsi di trote e altri pesci presenti in fiumi e riali. Gli studi in queste zone hanno attestato infatti un aumento del popolamento di salmonidi e temoli.
Smergo e airone cinerino risultano invece ancora ai massimi livelli di protezione e si sta lavorando per trovare delle possibili soluzioni di compromesso.

Produzione e immissione di materiale ittico di pregio
La FTAP poi, attraverso il lavoro delle numerose società di pesca presenti in Ticino, si occupa di ripopolare ogni singolo specchio d’acqua con materiale ittico di pregio, seguendo precisi piani di semina istituiti dal Cantone.
Un’importante svolta in questo ambito è rappresentata dal nuovo progetto delle carte ittiche che hanno l’obiettivo di mappare e rinnovare il patrimonio genetico dei pesci. Argomento che approfondiremo però in un prossimo articolo.

Karin Motta