Agricoltore ticinese - Energie rinnovabili
Agricoltore ticinese - Energie rinnovabili

La novità di questo modello consiste nella consegna di numerosi prodotti di marca, raccolti sotto il solo marchio Loop “cerchio” che impiega contenitori specifici utilizzabili a ciclo continuo.

I clienti potranno così effettuare l’ordine di molteplici prodotti mediante un’unica piattaforma online e questi gli verranno consegnati da un corriere all’interno di contenitori, barattoli e flaconi riempibili e riutilizzabili per numerose volte. Terminato il prodotto in essi contenuto sarà possibile rifare l’ordine e il corriere ritirerà i contenitori vuoti per riempirli di nuovo; proprio come avveniva con la consegna del latte.

Questi contenitori sostituiranno, quindi, quelli tradizionali usa e getta e non saranno più utilizzate confezioni monouso. Le confezioni, inoltre, non saranno né di proprietà e né a carico del cliente e ciascun prodotto sarà comunque identificato con il proprio marchio.

Il progetto ha come obiettivo quello di ridurre drasticamente i consumi globali di plastica e si basa sull’idea di consegnare la spesa a domicilio, come quando negli anni ’50, in alcune città americane, era molto diffusa la consegna del latte porta a porta; la bottiglia di vetro vuota veniva lasciata sullo zerbino dal cliente, ritirata e sostituita con quella piena di latte, per poi essere lavata dal lattaio e riutilizzata il giorno dopo.

In questo modo, una buona abitudine del passato, apparentemente lontana, potrebbe rivelarsi il futuro dei beni di consumo.

Grandi aziende quali ad esempio Nestlé, PepsiCo, Pantene e Coca-Cola hanno già aderito al progetto.

Il modello si basa, dunque, su un’idea molto semplice ma al contempo innovativa e rivoluzionaria perché non basata sul concetto del riciclo, che seppur importante non riduce il problema dei rifiuti alla radice, ma sulla volontà di eliminare a monte gli imballaggi.

Il principio chiave è dunque che i contenitori non vengano venduti con il prodotto ogni volta che lo si acquista ma che rimangano all’utilizzatore già dalla prima compera per essere di volta in volta riutilizzati, secondo la convinzione che sono i piccoli gesti ripetuti ogni giorno a fare la differenza vera per l’ambiente; questi comportamenti, infatti, permetterebbero di ridurre l’incremento di contenitori di plastica che inquinano la Terra e la cui elevata diffusione, legata allo scarso riciclo e ai grandi consumi, ha fatto stimare che nel 2050 il peso della plastica nei mari sarà superiore a quello dei pesci.

In quest’ottica importanti colossi aziendali si sono posti come obiettivo entro il 2030 la trasformazione di tutti gli imballaggi contenenti i loro prodotti in recipienti riutilizzabili innumerevoli volte.

Per favorire il cambio di mentalità e il riuso dei contenitori anche da parte dei meno attenti alla sostenibilità ambientale sono in fase di realizzazione barattoli e caraffe sofisticate ed eleganti al fine di rendere il riuso gradevole, di moda, quasi uno status symbol.

Infine per chi si chiedesse se può risultare critico l’inquinamento derivabile dall’aumento di consegne a domicilio occorre pensare che sicuramente con questo modello si mobiliteranno più camion carichi di prodotti ma ne circoleranno molti di meno per trasportare immondizia e la riduzione a monte della plastica prodotta favorirà importanti riduzioni in termini globali di emissioni di CO2.

Questo modello già in atto in alcune città, permetterà di attuare un importante cambiamento culturale delle aziende e dei consumatori ma funzionerà solo se tutti ci impegneremo attivamente nel riutilizzo dell’imballaggio.

Antonietta D’Ottavio