Il concetto di turismo casalingo, usato per riferirsi al mercato con un’alta concentrazione di “case per le vacanze” o “case secondarie”, si è sviluppato negli ultimi 30 anni nel settore del turismo. Escludendo il periodo del Coronavirus, il mercato del turismo si sta espandendo in tutto il mondo. Le richieste si stanno diversificando e i diversi sotto-mercati che si rivolgono alle sempre più diverse concezioni di vacanza e di alloggio nel mercato turistico sono in crescita.
Il turismo domestico soddisfa le richieste dei viaggiatori che si spostano principalmente per turismo culturale e di conoscenza del territorio. Il desiderio è quello di affittare una casa o un appartamento all’interno del tessuto sociale del paese che visitano. L’idea che sta alla base di questo tipo di turismo è quella di soggiornare come gli abitanti della destinazione che raggiungono e, spesso, soddisfare le proprie esigenze di viaggio individualmente. In questo contesto, il turismo domestico non è in competizione con gli alberghi, ma è un modello che soddisfa le esigenze di chi ha preferenze di viaggio e di alloggio diverse.
L’home restaurant o ristorante casalingo è una delle ultime mode in fatto di ristorazione. È molto ap­prezzata da quei clienti che per una sera cercano alternativa a un ristorante classico, ma è anche un modo per gli appassionati di cucina che vogliono fare della ristorazione la propria professione per iniziare a lavorare nel settore senza dover investire troppo. Ma che cos’è esattamente? Quella di un “Ristorante casalingo” è un tipo di attività che appartiene alla sfera di ristorazione ma che invece di svolgersi in un classico locale, è organizzata all’interno di un appartamento o una casa privata. Il fenomeno nasce all’inizio degli anni duemila negli Stati Uniti sull’esempio delle “case particular” che si trovano a Cuba, ma si diffondono ben presto anche in Inghilterra e Italia specialmente grazie ai social network. Nasce dalla voglia dei padroni di casa di ospitare e mettersi ai fornelli, avendo come ospiti persone che non si conoscono tra di loro. Ovviamente ci deve essere anche la passione per la cucina perché si deve preparare un menù particolare, che proponga ricette regionali e pietanze tipiche locali. La caratteristica principale è quella di non essere un’attività svolta da professionisti del settore ma da semplici appassionati (o meglio “non professionisti”, per lo meno per il momento, salvo eccezioni) che mettono a disposizione pochi coperti in determinate serate che vengono pubblicizzate attraverso i social network. Un home restaurant non dovrebbe superare un certo fatturato annuo ma, in compenso, non dovrebbe avere nemmeno bisogno di un’autorizzazione particolare, cosa invece richiesta ai ristoratori professionisti. Un sistema alternativo per riuscire ad arrotondare un po’ le proprie entrate mensili, ma anche un modo per saggiare le proprie abilità di cuoco, prima di buttarsi nella vera e propria avventura di un ristorante. Alcuni vorrebbero fare di questa attività una vera impresa.
Ma cosa serve? Uno spazio in casa, saper cucinare, magari proponendo specialità tipiche regionali, e avere voglia di ospitare degli sconosciuti per serate basate sulla cucina e sulla socialità. Inoltre non può mancare una certa conoscenza del web per riuscire a promuovere i propri eventi di ristorazione casalinga nel modo migliore, per avere sempre un giro dei clienti e il salotto pieno ad ogni serata.

Esistono 2 formule diverse: la prima è quella di un evento social eating, quindi una cena o un pranzo organizzati non soltanto per gustare tutte le specialità locali, ma anche e soprattutto per conoscere nuove persone, con i padroni di casa come anfitrioni della serata.

La seconda invece è quella del tourist eating ossia cene che vengono organizzate per consentire ai turisti di assaporare un autentico gusto locale, facendosi ospitare a cena a casa di persone comuni che si dilettano con la cucina. Anche per quanto riguarda la formula di pagamento esistono diverse possibilità. C’è chi prevede una quota per ogni cena a copertura delle spese della cena, variando quindi di volta in volta. Ma c’è pure chi organizza una sorta di associazione che prevede un’iscrizione annuale o mensile. Chi desidera aprire un home restaurant deve solo individuare la formula migliore per le proprie esigenze e per lo spazio che ha a disposizione in casa.

Gli agriturismi sono una forma evoluta dell‘home tourism e restaurant e sono partite in maniera casalinga, spesso attraverso progetti come: Swiss tavolata, brunch, porte aperte in fattoria, ecc. ma poi si sono sviluppate in un nuovo business imprenditoriale. Una moda che continua oramai da oltre 40 anni.

Anita Tomaszewska