La foglia è l’organo che racchiude il numero più elevato di funzioni che regolano la vita della pianta. È responsabile della sintesi degli zuccheri, della produzione di ossigeno, della traspirazione e della guttazione (il fenomeno con cui le piante smaltiscono l’acqua eccedente formando delle piccole goccioline all’apice delle nervature delle piante). È pure responsabile dei meravigliosi colori autunnali di alcune specie di piante, senza dimenticare quale importante fonte di cibo siano le “foglie” per animali e uomini (ortaggi).

Dovremmo poter conoscere in maniera approfondita la foglia: è la prima rivelatrice della sofferenza delle piante mediante i suoi appassimenti, i disseccamenti e altri segnali dei sintomi delle patologie di eventuali malattie.
Se il tronco parla della storia della pianta e della sua crescita nel tempo, la foglia parla del presente della pianta.
Numerosi fattori influenzano l’intensità della traspirazione e i più importanti sono: la temperatura, l’umidità relativa dell’aria, la presenza di vento e la disponibilità di acqua del terreno.
Si pensi che una coltura di granoturco nei momenti di maggiore intensità (metà luglio) può traspirare fino a sette o otto litri per metro quadro, mentre una pianta adulta di melo fino a una trentina di litri al giorno.
Nel caso di forte carenza idrica, se è di breve durata, la pianta appassisce; invece se le condizioni di mancanza d’acqua permangono a lungo, le cellule vegetali subiscono danni irrecuperabili tali da provocare la morte della pianta.
Come il fusto e le radici, anche le foglie possono avere forme diverse per poter svolgere le funzioni di difesa della pianta dalla predazione di animali erbivori e dall’uomo.

Per esempio:
• i cirri (viticci) sono organi prensili, sottili e lunghi che consentono alle piante non volubili (che per crescere in altezza si avvolgono a spirale ad un supporto) di potersi avvolgere a dei sostegni e i cirri sono derivati dalla trasformazione del caule (fusto) oppure dalle foglie.
• le squame (in botanica) è un termine generico col quale si indicano organi con forme simili a lamine fogliari ridotte, somiglianti alle squame dei pesci, che hanno funzioni protettive.
• le brattee, (piccole foglie con funzione protettiva che ricoprono il fiore prima che sbocci) e hanno generalmente il compito di proteggere l’infiorescenza.
La caduta delle foglie in autunno sovente ci procura un momento di tristezza o di malinconia, però dobbiamo ricordarci che la caduta annuale delle foglie è il preludio di un “sonno” ristoratore e il segno del rinnovamento che prenderà forma e colore nella primavera successiva.
Lo strato di foglie che cadono al suolo finisce per assolvere un compito ben preciso, ossia fa da isolante contro il freddo, impedisce che la terra si asciughi eccessivamente sotto la superficie ed infine finisce per trasformarsi in un ottimo correttivo con un discreto valore fertilizzante.

A fine Inverno, infatti, basta zappare il terreno attorno alle piante per fare in modo d’interrare le foglie ormai in via di decomposizione tramite l’azione del gelo o dell’umidità: esse serviranno ad alleggerire la terra e a ristabilire il giusto grado d’isolazione, ossia il potere di assorbire e trattenere l’umidità.
Ma non è tutto, le foglie in autunno cadono così in abbondanza da poter essere utilizzate anche per altri scopi; per esempio come valida protezione per le specie bulbose che temono il gelo, e non da ultimo come rifugio dai piccoli animali come i ricci.
In primavera è facile intravvedere in ogni foglia che appare sui rami, e in ogni bocciolo che si schiude, la promessa di una stagione ricca di colori e di frutti.
In estate è possibile prevedere come saranno i raccolti, ma quando l’autunno segna inevitabilmente i giardini, sembra che gli alberi quasi spogli possano comunicare soltanto l’arrivo del freddo, della nebbia e del sonno delle piante. Ma non è così.
Infatti non dobbiamo vedere nelle foglie che cadono al suolo in autunno un segno di morte o la fine di un ciclo di vita, ma piuttosto l’impegno di un futuro risveglio.
L’autunno può sembrare una stagione triste per chi non sa abbandonarsi al ritmo che governa l’universo ma che rappresenta l’assoluta certezza, così come è sicura che alla notte segue il giorno.
Al di sopra di qualsiasi citazione e al di là di ogni riferimento simbolico, rimane una verità: in natura gli avvenimenti che sembrano determinare un limite o indicare un cammino che si conclude, in realtà rappresentano l’annuncio di quanto avverrà nella giusta stagione e nel momento opportuno.

Se osserviamo quello che avviene in giardino con questo spirito e con questa certezza, ci incoraggia ad assumere un atteggiamento positivo verso la vita nel suo complesso.

Franca Negrini