Quest’autunno sarà il quinto anno che la gra di Dro Alt, a San Vittore, verrà caricata dopo la sua ristrutturazione e tornerà così a rivivere l’antica tradizione dell’essiccazione delle castagne.
Da diversi anni nel Moesano, su iniziativa dell’Ufficio foreste e pericoli naturali, si stanno realizzando dei progetti di ripristino di selve castanili. L’idea di ristrutturare la gra di Dro Alt (situata a circa 630 metri di altitudine in una selva castanile sopra il villaggio di Monti­cello, frazione del comune mesolcinese di San Vittore) è nata in seguito a uno di questi progetti. La gra, piccola costruzione rurale usata in passato per l’essiccazione delle castagne, è stata ristrutturata nel 2016 grazie ad un progetto del Comune di San Vittore coordinato dal forestale Thomas Käthner.
La Fondazione Museo Moesano ha chiesto e ricevuto dai proprietari della gra (una famiglia di San Vittore) un diritto di superficie per la durata di 60 anni. La struttura è così diventata un’antenna del Museo stesso, vale a dire una parte del Museo che si trasferisce sul territorio con lo scopo di divulgare le conoscenze e la memoria della castanicoltura tradizionale. Come ci ha detto la co-presidente del Museo Moesano, Maruska Federici-Schenardi, lo scopo del Museo diffuso è quello di portare la gente direttamente sul territorio, per avvicinarla concretamente alle attività e agli attrezzi di un tempo, ciò che si rivela molto più interessante e concreto che non ammirare degli oggetti esposti sotto le teche di un museo.


Ma concretamente come funziona la gra e come si può visitare? «Un gruppo di volontari, supportati dai responsabili del Museo»,ci spiega Maruska Federici-Schenardi, «procede in autunno alla raccolta delle castagne, sia nella selva dove è situata la gra, sia anche in altre selve della Mesolcina. Per quest’ultima operazioni ci si è potuti avvalere, negli scorsi anni, anche dell’aiuto dei militi del servizio civile». Le castagne raccolte sono poi consegnate al personale del Programma d’inserimento del Moe­sano (PIM) che si occupano della lavatura e della cernita. La collaborazione con il PIM è intesa come atto di integrazione sociale. Le castagne sono poi sottoposte al processo di novena, che prevede il bagno nell’acqua per nove giorni, cambiando regolarmente l’acqua ed eliminando le castagne guaste che vengono a galla. Questo procedimento permette di eliminare l’ossigeno contenuto nelle castagne e nell’acqua, come pure gran parte dei microorganismi e delle muffe. Dopo questo trattamento le castagne sono messe ad asciugare in un luogo asciutto e arieggiato messo a disposizione dal comune di San Vittore. Le castagne più belle vengono vendute fresche (nei vari mercatini e in particolare durante l’annuale “Festa dell’Arbol”, che si svolge a turno in diverse località del Moesano ma che purtroppo a causa della situazione di pandemia quest’anno è stata annullata). Le altre sono destinate alla gra.

I volontari, nel frattempo, raccolgono la legna e accendono la gra (che rimane accesa ininterrottamente per circa un mese, il fuoco va quindi costantemente alimentato, due volte al giorno da qualcuno che deve recarsi alla gra per fare questo lavoro). Si caricano circa 300/350 kg di castagne fresche e si ottengono circa 50/60 kg di castagne essiccate. Dopo circa un mese nella gra, le castagne sono pronte ma il lavoro ovviamente non è finito. I volontari tolgono le castagne dalla gra, le sbucciano e le preparano in sacchetti da vendere in vari ritrovi pubblici o negozi della regione. Una parte delle castagne essiccate (quelle non adatte alla vendita) vengono consegnate a un viticoltore locale, che ne ricava un ottimo liquore di castagne. Il ricavato della vendita delle castagne finisce in uno speciale fondo del Museo Moesano destinato unicamente a finanziare progetti legati alla castanicoltura.

Gruppi di interessati, scolaresche o anche singoli turisti possono visitare la gra. Se si vuole vederla in funzione occorre naturalmente recarsi a Dro Alt durante l’autunno. Chi vi si reca nel resto dell’anno, può farsi un’idea della sua storia e del suo utilizzo, grazie ad un cartello con alcune spiegazioni che si trova sul posto. Per delle visite guidate o ulteriori e più approfondite spiegazioni ci si può rivolgere direttamente al Museo Moesano
(telefono 091 827 16 66, indirizzo mail:
museomoesano@bluewin.ch) o visitare il sito www.museomoesano.ch.

Flavia Plozza