Cormorano e smergo maggiore. Foto: Jean Marc Jaccard

Il 27 settembre 2019 le Camere hanno accolto la revisione della Legge federale sulla caccia, contro la quale però è stato lanciato un referendum che ha raccolto 65’000 firme. Il popolo si sarebbe quindi dovuto esprimere sulla Modifica della legge sulla caccia il 17 maggio del corrente anno, ma a causa della pandemia la votazione è stata rinviata al prossimo 27 settembre.
Si tratta di una revisione necessaria in quanto l’attuale legge sulla caccia risale al 1986 e certamente non è più conforme alle attuali esigenze in materia di protezione degli animali e della natura.
L’argomento forse più dibattuto riguarda la regolazione degli effettivi di lupo, specie che da venticinque anni è riapparsa sul nostro territorio causando ingenti danni agli agricoltori e costi non indifferenti per il risarcimento dei capi di bestiame abbattuti. Costi che ovviamente si riversano sull’intera popolazione. Tuttavia questa revisione di legge riguarda anche il mondo della pesca, per un aspetto in particolare: l’inserimento del cormorano tra le specie cacciabili1.
Finora il cormorano era considerato una specie protetta che poteva essere regolata tramite un rigido e burocratico regime di autorizzazioni. Renderlo ufficialmente cacciabile rappresenta, nell’ottica dei pescatori e della biodiversità, un bel passo avanti.
Il cormorano è un uccello che fino alla fine del secolo scorso era praticamente inesistente in Svizzera e lo si poteva osservare solo quando era di passo. A partire dai primi anni del 2000 è però diventato stanziale, ovvero nidificante anche nel nostro Paese. Oggi la popolazione di cormorani è letteralmente esplosa. Secondo degli studi effettuati nel corso del 20172, gli oltre 6’230 cormorani presenti sul territorio svizzero hanno divorato, in un solo anno, all’incirca 900-1’000 tonnellate di pesci, catturati sia nei fiumi sia nei laghi. Il dato diviene ancora più preoccupante se si pensa che molti di questi fanno parte della sempre più lunga “lista rossa” delle specie ittiche minacciate o in via d’estinzione nel nostro territorio, come il temolo, l’alborella o l’anguilla. Anche uno studio3 condotto dall’istituto per la ricerca sulle acque nel settore dei politecnici federali (Swiss Federal Institute of Aquatic Science and Technology – Eawag) in collaborazione con l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) nel 2004 e nel 2007, ha dimostrato un declino generale del pescato e del popolamento ittico nelle acque svizzere. Nelle dieci raccomandazioni proposte per il miglioramento della situazione, già allora preoccupante, una di queste sosteneva la necessità di regolare le popolazioni di alcuni uccelli piscivori, tra questi in particolare: cormorano, airone cenerino e smergo maggiore.
Fabio Regazzi, Consigliere nazionale e presidente della Federazione cacciatori ticinesi (FCTI), ha tentato di inserire queste ultime due specie tra quelle soggette a regolazione, ma purtroppo per pochissimi voti, il suo emendamento non è stato accettato. Un vero peccato se pensiamo che la predazione incontrastata di smerghi e aironi cenerini rende vani i numerosi interventi che si stanno attuando per rivitalizzare, rinaturare e ripopolare i corsi d’acqua al fine di migliorare la situazione degli habitat acquatici e del popolamento ittico nelle nostre acque.
Al giorno d’oggi si ha una scarsissima conoscenza dei reali problemi che affliggono la natura e si dà sempre meno credibilità al parere di coloro che invece la natura la conoscono molto bene poiché la vivono quotidianamente sulla loro pelle, come i contadini, i cacciatori e i pescatori. Questa scarsa conoscenza porta spesso la popolazione ad affrontare “di pancia” questo genere di argomenti, come la modifica di legge sulla caccia, facendosi influenzare dalle propagande dei referendisti che vogliono dipingere cacciatori, pescatori e contadini come potenziali sterminatori della fauna locale a vantaggio dei propri interessi. Niente di più sbagliato. Prima di tutto, non si tratta di sterminare una specie, ma di regolarne gli effettivi in modo da garantire la biodiversità e l’equilibrio. Inoltre, non dimentichiamo che sono proprio cacciatori e pescatori a prendersi cura, gratuitamente, della fauna locale tramite il costante lavoro delle numerose società e dei numerosi volontari sparsi in tutta la Svizzera. Queste persone mantengono vive tradizioni antiche quanto l’umanità e hanno da sempre rispetto e ammirazione per tutti gli animali, sopra e sotto la superficie dell’acqua. Credo sia assurdo pensare che siano proprio loro a voler in qualche modo stravolgere gli equilibri naturali, quando fauna e flora sono elementi di fondamentale importanza per continuare a svolgere la loro vita e le loro passioni.
Detto ciò, consiglio vivamente a tutte le pescatrici e i pescatori di sostenere gli sforzi fatti dai nostri colleghi cacciatori per formulare questa modifica di legge votando SÌ il prossimo 27 settembre 2020.

Karin Motta

1 Nel periodo tra il 16 marzo e il 31 agosto. Cfr. art. 5, cpv. 1, lettera q. della Modifica di legge sulla caccia del 27 settembre 2019.

2 Cfr. La rivista ufficiale della Federazione svizzera di pesca «Petri-Heil» nr. 71 (9-2020), p. 41.

3 Per scaricarlo: https://www.fischnetz.ch/content_d/news/10punkte/pesci-saluti-download.pdf