Nel corso di un progetto possono sorgere degli imprevisti o novità che consigliano o obbligano a modificare i piani iniziali. Questo richiede una certa flessibilità da parte di tutti gli attori coinvolti: progettisti, finanziatori, partner locali incaricati di eseguire il progetto, fino ai beneficiari finali dello stesso. Quando questo è terminato, si devono trarre le necessarie conclusioni (lezioni apprese). Inoltre è auspicabile che venga valutato l’impatto effettivo del progetto dopo un certo tempo dalla sua conclusione: anche qui sarà possibile trarre le debite lezioni. Tutte queste conoscenze devono poi confluire nella progettazione ed esecuzione dei progetti futuri. L’esperienza mostra che spesso le carenze e problemi sorti non sono di tipo tecnico o finanziario, ma di relazioni ed interazioni tra le diverse persone e istituzioni coinvolte.

I progetti nel campo WASH (acqua potabile, servizi sanitari, igiene) vengono spesso replicati e quindi le esperienze precedenti sono una preziosa fonti di “consigli”. Molte valutazioni dimostrano che a distanza di pochi anni una parte consistente delle infrastrutture, come pozzi o latrine costruite nei paesi in via di sviluppo, risultano inutilizzate e le modifiche auspicate di comportamento faticano a perdurare. Le ragioni di successo e insuccesso sono molteplici, ma spesso sono simili.

Prima della modifica

Per questi motivi la FOSIT ha organizzato recentemente una giornata d’interscambio tra le ONG sul tema “lezioni apprese”, con degli esperti invitati. Esempi ed esperienze concrete hanno permesso di mettere in luce alcuni problemi ricorrenti. Non esiste una ricetta vincente universale: fondamentale è coinvolgere i beneficiari dei progetti dall’inizio, sia per definire i bisogni, che per la scelta delle tecnologie, ma soprattutto per l’organizzazione che dovrà occuparsi della gestione e manutenzione delle opere realizzate. Un problema frequente è quello della partecipazione finanziaria degli utenti d’acqua potabile (rubinetti familiari o pompe collettive), necessari per garantire i costi d’esercizio e manutenzione. Le soluzioni devono essere adattate al contesto locale e approvate dalle comunità. Ad esempio non si può chiedere un pagamento mensile per l’acqua a dei contadini, quando hanno una maggiore disponibilità finanziaria solo dopo la vendita dei loro raccolti. Ci sono delle persone veramente povere (anziane, malate, madri sole con molti figli) che non possono pagare e quindi la comunità deve essere solidale, dispensandole dal pagamento. Le condizioni quadro cambiano in continuazione e le “regole” devono essere adattate a causa di catastrofi naturali (siccità, inondazioni, invasione di locuste, terremoti), guerre e cambiamenti politici, ecc.

Parziale ombreggiamento

Una delle nostre ONG, ATKYE attiva sulla costa del Kenya in particolare nell’educazione, ha presentato in quest’incontro un progetto di fondo agricolo, pensato come fonte per la mensa scolastica e di vendita delle eccedenze. Avevamo già visitato tre anni fa questo fondo nell’ambito del viaggio della delegazione FOSIT in Kenya e osservato che malgrado il grosso investimento iniziale la produzione agricola era insoddisfacente, in particolare per la disponibilità idrica, con stagioni sempre più irregolari con periodi di siccità e caldo più secco. Di conseguenza una carente formazione di humus sul terreno sabbioso. Inoltre la salinità dell’acqua estratta dai pozzi risulta in aumento malgrado la distanza di 10 km dal mare. AKTYE ha cercato nuove soluzioni grazie all’aiuto di due giovani agronomi: la situazione è stata analizzata collaborando con i contadini locali e proponendo un approccio integrato.

Crescita sana

Per l’irrigazione è stato costruito un serbatoio dell’acqua piovana, che viene mescolata a quella del pozzo per abbassare la salinità e un sistema goccia a goccia per ridurne i consumi. Altri correttivi includono l’analisi del terreno, l’adeguamento del tipo di colture, l’uso di concimi naturali reperibili sul posto, la posa di piccole serre e ombreggiature. Fondamentale è stato il coinvolgimento del personale locale per l’apprendimento e motivazione nella gestione futura.

Paolo Ambrosetti,

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