5. Mercato delle Zucche, Malvaglia

Domani, sabato 24 ottobre, torna in Valle di Blenio il Mercato delle zucche, che quest’anno si sposta nel capannone, aperto lateralmente, presso l’area di svago di Ludiano, dietro la piazza.
Si terrà con qualsiasi tempo, dalle 10.00 alle 17.00, mantenendo le distanze e indossando le mascherine. Purtroppo la classica degustazione delle zucche, tanto gradita quanto variata (oltre 40 varietà), non si potrà svolgere, e neppure il pranzo a base di zucca. Ma il mercato ci sarà; e le zucche della valle del sole saranno in vendita corredate di schede descrittive e idee per la cucina. Ci saranno anche le patate di montagna coltivate in Val Malvaglia e l’esposizione di antiche varietà di pere del progetto dell’Associazione Frutticoltori Ticinesi “Pere della valle di Blenio”. L’offerta è completata con una decina di bancarelle di produttori della regione, una buvette e la Birra alla zucca di Birra Bozz.

Il mercato delle zucche
Quella del 2020 è la sesta edizione del progetto “Le zucche della valle del sole” dell’As­so­ciazione Meraviglie sul Brenno in collaborazione con Meret Bissegger. Come ogni anno in primavera, tutti gli interessati, prioritariamente delle Tre Valli, ricevono i semi scegliendo fra un vasto assortimento di varietà di zucche (quest’anno 45) e li coltivano. L’obiettivo è lo stesso da sei anni: diffondere e far crescere la coltivazione indigena di questo patrimonio agricolo e culinario, ricchissimo di varietà in gusti, forme e colori, creando una piattaforma per scambiarsi le esperienze, per trasmettere saperi e conoscenze sul campo o in cucina, e concludendo la stagione con il mercato di domani, per poi avviare la rassegna gastronomica dal 1 al 30 novembre. La lista dei ristoranti delle Tre Valli e oltre, che parteciperanno alla rassegna, è visionabile su: www.lezucchedellavalledelsole.ch.

5. Mercato delle Zucche, Malvaglia

Le Zucche della valle del sole
Per ottenere con certezza frutti che rispondano appieno ai sapori e alle caratteristiche delle varietà, è opportuno acquistare i semi ogni anno da produttori di semenze, come nel caso del progetto “Le Zucche della valle del sole”, che ogni anno si rifornisce dall’azienda specializzata in produzione di sementi di zucca, KCB Samen di Basilea. Altrimenti, riutilizzando i semi delle zucche dell’anno prima, non è sicuro che si ottengano le proprietà tipiche di una varietà, in quanto le zucche si ibridano facilmente con altre, perdendo in sapore e diventando “acquose”: me lo ha spiegato Meret Bissegger, che mi ha anche raccontato che è sempre alla ricerca di ulteriori collaborazioni con i diversi attori della filiera alimentare e che le farebbe piacerebbe che più agricoltori partecipassero al progetto.

Le patate di montagna
«Lo sa bene chi ha un rustico in montagna che le patate coltivate in alta quota sono migliori che nel fondo valle», mi ha detto Mauro Giudici Della Ganna, che alcuni anni fa ha ripreso la coltivazione tradizionale di patate in montagna, «Diventano più sode e migliori per la cottura, ricevono raggi UV più forti in un clima più rigido, la crescita risulta più lenta e la consistenza delle patate più densa». Non a caso, anche questo me lo ha detto Mauro, le prime patate arrivare dal Sudamerica nel ‘500 provenivano dalle Ande e, in Ticino, si sono sempre coltivate assieme alla segale sui terrrazzamenti in montagna, quando il fondovalle era poco vivivibile, prima delle bonifiche e degli incanalamenti dei fiumi di circa 200 anni fa.
Le patate in vendita al mercato di domani le ha coltivate Diego De Marchi, senza macchinari su terrazzamenti tradizionali in Val Malvaglia tra i 1200 e i 1600 metri: circa 30 varietà in gran parte di ProSpecieRara e altre di amici in Valtellina e Val d’Aosta. Si tratta di varietà antiche, rustiche, alcune più piccole altre bitorzolute, che crescono in montagna senza bisogno di trattamenti chimici perché in alta quota non ci sono gli stessi afidi come a fondovalle: fa più freddo e i parassiti non riescono a svernare.
Assieme a un gruppo di amici, Diego ha inoltre sperimentato la coltivazione nel fieno e l’alternanza con la segale come si faceva in passato. Al mercato sarà presente un punto vendita, l’esposizione della segale e di tutte le varietà coltivate. Ci sarà anche la possibilità di segnalare a Diego ulteriori orti abbandonati in Val Malvaglia da riportare in vita.

Le antiche pere della Valle di Blenio
Nella valle del sole sono custoditi oltre 250 esemplari di peri storici, in particolare nella zona di Semione e Ludiano. Muriel Hendrics e l’Associazione Frutticoltori Ticinesi saranno anche loro presenti al mercato con un’esposizione di varietà antiche di pere del progetto “Pere della valle di Blenio”, per la catalogazione e il riconoscimento del­le vecchie varietà di pero che crescono sparse sul territorio bleniese. Invitano pertanto tutti i possessori o coltivatori di vecchi alberi di pero, che avranno raccolto alcuni frutti maturi e conservati in frigo, a portarli in occasione del mercato per il riconoscimento. Sono interessati anche alla raccolta di aneddoti, ricette tradizionali, storie legate ai peri e ai loro frutti coltivati in valle.

Abg