L’Anno internazionale della pesca artigianale e dell’acquacoltura in una mostra fotografica itinerante.

Ogni anno la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, indica un tema da sviluppare e celebrare per sensibilizzare l’opinione pubblica. L’Assemblea generale ha dichiarato il 2022 quale Anno internazionale della Pesca e dell’Acquacoltura.

Tre fotoclub ticinesi; Foto Club Turrita di Bellinzona, FotoClubLugano e Foto-Cine Club Chiasso, hanno preso spunto da questo tema per realizzare una mostra fotografica itinerante.

«Lo scopo dell’iniziativa è quello di sottolineare l’importanza della piccola pesca come risposta alle sfide del sistema alimentare ed economico globale. La pesca e l’acquacoltura possono infatti fornire una sana alimentazione a milioni di persone e rispondere così anche alle esigenze di una popolazione mondiale in continua crescita. Inoltre, il progetto intende valorizzare il lavoro dei piccoli pescatori e promuovere pratiche di pesca e di acquacoltura sostenibili», racconta Simone Margnetti, presidente del Foto Club Turrita. «Con questa esposizione itinerante abbiamo quindi voluto proporre delle immagini che facciano riflettere la gente sull’impatto della pesca artigianale e industriale sull’uomo e sull’ambiente», continua Margnetti.

I soci dei tre fotoclub si sono pertanto cimentati nella realizzazione di una serie di fotografie ispirate al ciclo del pescato nella pesca artigianale e/o industriale locale e internazionale.

Si parte quindi con l’immagine di migliaia di gelatinose uova di trota, per poi passare alle mani sapienti di un allevatore nell’atto della spremitura, alla nascita dei piccoli avannotti e il loro allevamento nelle vasche delle piscicolture del nostro Cantone. Ci sono poi fotografie più “esotiche”, come quella del mercato del pesce di Ballarò, il più antico mercato di Palermo, oppure lo scatto che ritrae delle teste di merluzzo appese ad essiccare nelle isole norvegesi di Lofoten, poco sfruttate sul mercato locale, ma rivendute sul mercato africano, dove la popolazione ne fa largo consumo. Scatti che mostrano fiumi in secca e fanno riflettere sugli effetti devastanti che l’industrializzazione e i cambiamenti climatici stanno portando nel mondo della pesca.

Teste di merluzzi appese ad essiccare nelle isole Lofoten, Norvegia. Foto di Marco Brazzola.

«Quando ero ragazza», racconta Jolanda Negroni, segretaria del Foto Club Turrita, «andavo con mio padre a pescare gli “Eglifilets” (N.d.R.: filetti di pesce persico), ma poi ho abbandonato questa attività, non faceva per me. Lavorando a questo progetto fotografico ho imparato molto e sono rimasta positivamente impressionata da quanto impegno e dedizione ci siano nell’allevamento dei pesci qui in Ticino. Per realizzare uno dei miei scatti ho dovuto attendere il giorno esatto della nascita di migliaia di piccoli temoli. Ricordo ancora la telefonata del responsabile della piscicoltura di Gorduno, che tutto agitato mi disse: “vieni! Vieni subito, che sono nati”. Le sue emozioni e il suo entusiasmo mi hanno profondamente colpita; ama quei pesci come fossero dei figli».

Le immagini scelte sono state sottoposte al giudizio di una giuria composta dal fotografo Milo Carpi, dal capo dell’Ufficio della caccia e della pesca, Tiziano Putelli e da Samantha Ghisla, giornalista e addetta alla Comunicazione della Città di Bellinzona.

L’esposizione è stata inaugurata a Lugano, sulle rive del Ceresio, il 24 settembre 2022, per poi approdare a inizio ottobre lungo Corso S. Gottardo a Chiasso e dal 29 ottobre fino al 4 dicembre le 28 fotografie sono esposte in Piazza Grande a Giubiasco.

Dopodiché gli scatti saranno disponibili anche sul sito del Foto Club Turrita: fotoclubturrita.ch.

Karin Motta