Quando a un allevatore capita di perdere una coniglia che ha appena partorito, affronta senza dubbio un momento difficile. Quello che succede è che cerca in tutti i modi di capire le cause, ma anche se non ha nessuna responsabilità spesso è pervaso dal senso di colpa e da un sentimento di tristezza.

Al sentimento di vuoto per aver perso una riproduttrice promettente, si aggiunge anche la vista di una nidiata di coniglietti affamati che aspettano la propria madre con impazienza. Tutto questo rappresenta un momento davvero doloroso nella vita di un allevatore.

Quando non è possibile far ricorso a un’altra coniglia nutrice che abbia coniglietti più o meno della stessa età, i coniglietti vanno nutriti artificialmente. Vale però la pena farlo solo nel caso in cui i giovani siano già stati allattati dalla loro madre e abbiano già assorbito il colostro, che è considerato quasi insostituibile.

L’allattamento artificiale non è così difficile, ma serve molta pazienza e anche parecchio tempo. L’allevatore è però ricompensato dalla possibilità di osservare da molto vicino i coniglietti e il loro comportamento. Vale senz’altro la pena tenere i piccoli in casa così che, grazie al caldo diffuso, sprechino meno energia per mantenere la propria temperatura corporea.

Alimentazione col biberon

Per procurarsi il latte sostitutivo bisogna andare dal veterinario. Le marche disponibili sono diverse: il latte artificiale TVM oppure il CombiLac, latte in polvere speciale adatto a diversi tipi di animali. Allo stesso tempo, sempre da persone specializzate, vale la pena acquistare un biberon di piccole dimensioni, che è molto pratico. Ci sono anche molte ricette casalinghe per preparare un latte sostitutivo, come ad esempio questa: si mescolano una parte di latte condensato non zuccherato, una parte di camomilla e 3 parti di panna da caffè.

Un’altra possibilità, piuttosto sperimentata, consiste nell’arricchire del latte vaccino con delle uova. Questo pseudo latte arricchito va però utilizzato subito dopo averlo preparato e tiepido. Non vanno invece bene per sostituire il latte materno: il latte vaccino non arricchito con le uova o il latte condensato zuccherato.  Bisogna poi ricordarsi di pulire in modo meticoloso tutti gli strumenti che si utilizzano per preparare il latte. I rimasugli del latte sono infatti un terreno molto fertile per ogni tipo di batterio.

Per i coniglietti che non hanno ancora aperto gli occhi, le pipette dotate di contagocce delle bottigliette in vetro sono molto pratiche; sono più piccole dei biberon per i piccoli animali e permettono una regolazione più lenta del latte nelle boccucce dei conigli. In questo modo i coniglietti appena nati capiscono che devono succhiare, per ottenere del cibo. Il rischio che si corre, soprattutto nei primi allattamenti manuali, è che ai coniglietti il latte vada di traverso: quando succede il latte entra nelle vie respiratorie e può facilmente causare delle infiammazioni polmonari.

Vale quindi la pena prendersi il tempo necessario perché i coniglietti apprendano il processo di suzione. All’inizio s’infradiciano e s’inzuppano di latte ma ci mettono poco a diventare degli ingordi che ingollano latte a una velocità incredibile. Occorre prudenza, perché una velocità d’assunzione troppo elevata può portare al pericoloso «addome gonfio». Quando si verifica durante l’allattamento con il biberon è necessario fare qualche interruzione.

Il latte di coniglia contiene il 15% di grasso e il 13 % di proteine che lo rendono uno dei più ricchi tra i latte dei diversi mammiferi. Rispetto al latte di coniglia, il latte sostitutivo è poco più di una zuppetta annacquata. È possibile, come detto, aumentare la percentuale di grasso con della panna da caffè, ma anche così le proteine rimangono ancora poche. Siamo quindi obbligati a nutrire i coniglietti più volte al giorno, e non una volta soltanto come fa d’abitudine la madre.

Un’ottima soluzione sembrerebbe essere il latte di pecora, che ha un tenore di elementi nutritivi molto alto. Ma perché non è considerato l’ideale come latte sostitutivo per i nostri coniglietti?

Il delicato passaggio al cibo solido

Nel passato ci sono state diverse esperienze negative con il latte di pecora, che è risultato essere mal tollerato dai cuccioli. In compenso però, come detto, tollerano senza grossi problemi il CombiLac. Ad ogni modo, purtroppo, indipendentemente dalle scelte adottate, possiamo avere dei coniglietti che muoiono all’improvviso a circa due settimane dalla nascita, e può capitare anche ai più robusti. Nella loro prima settimana di vita i cuccioli ricevono all’incirca 5 ml di latte al giorno, ripartiti su più poppate. Nella seconda e nella terza, da 10 a 15 ml. In seguito, dalla terza fino alla sesta settimana, da 25 a 30 ml di latte ricostituito al giorno. Questa, naturalmente, è solo un’indicazione di massima che può variare in base al tipo e alla percentuale di grasso e proteine del latte sostitutivo e alla razza allevata. Subito dopo le poppate, è vivamente consigliato massaggiare dolcemente l’addome dei coniglietti, così da farli urinare per permettere loro di espellere minuscole feci. Solitamente è la coniglia che, leccando i cuccioli durante la poppata, fa loro questo “massaggio”, che può essere interrotto a partire dalla seconda settimana di vita.

Non ci mettono molto i coniglietti a cercare cibo solido e a iniziare a masticare i fili di fieno. Quando raggiungono le tre settimane, si può già iniziare a mettergli a disposizione dei piccoli fiocchi d’avena che sono più facili da digerire dell’orzo. Il grano invece è sconsigliato a causa del tasso di amido elevato, che spesso provoca disturbi di digestione. Solo dopo qualche giorno si può iniziare a mescolare dei piccoli granelli ai fiocchi d’avena e aumentare man mano la loro quantità.

Il passaggio alla verdura si può fare senza grossi problemi, dopo aver somministrato loro una piccola cura contro la coccidiosi e a patto che si continui sempre a dargli a sufficienza piante erbacee che contengano tannini, come ad esempio: l’assenzio maggiore, l’alchemilla, la melissa, il dente di leone, la piantaggine, le foglie della quercia e di lampone. I tannini rinforzano la mucosa dell’apparato digerente e combattono la coccidiosi. Anche le banane e i finocchi sono tollerati bene dai conigli giovani. Inoltre, la banana è molto nutriente, energetica e contiene molte vitamine e minerali.

In questa fase deve sempre esser dato loro cibo in modo ragionevole e controllato; solo il fieno può esser messo loro a disposizione senza controllare i quantitativi. Permettendo ai coniglietti rimasti orfani un ampio spazio di movimento li si aiuta a superare lo scoglio del passaggio al cibo solido. Regola, questa, che vale per tutti i conigli una volta superate le due settimane di vita successive allo svezzamento.

Michel Gruaz, traduzione e adattamento Cristian Bubola