Situazione viticola:
L’inverno 2020 quest’anno ha risparmiato i viticoltori ticinesi, malgrado un germogliamento precoce, non si sono verificati problemi di gelate.
La primavera è partita fortissimo, esattamente all’opposto di quello che stava succedendo nel mondo, dove si è stati costretti a rinchiudersi in casa per sfuggire al maledetto Covid-19. La vegetazione in poche settimane è letteralmente esplosa, mettendo in difficoltà diversi addetti ai lavori. Infatti tenere il ritmo della natura quest’anno è stato quasi impossibile, ritardando di alcune settimane la potatura verde e in alcuni casi anche la sfogliatura.
Abbiamo notato una crescita al centro del capofrutto scarsa, in alcuni casi le gemme non sono partite o sono cresciute molto poco, forse anche loro sorprese dall’impennata delle temperature nella fase lock- down.
La fioritura è stata particolarmente irregolare ed estremamente variabile a seconda della zona in cui sono posizionati i vigneti. Le zone migliori sono fiorite presto e si sono fecondate molto bene, esibendo in queste settimana un numero notevole di grappoli, mentre le zone fiorite dopo hanno dovuto fare i conti con problemi di colatura, con percentuali di fecondazione del fiore relativamente basse. Al momento lo stadio fenologico tra le zone fiorite prima e dopo è piuttosto ampio, bisognerà quindi prestare particolare attenzione alla vendemmia, separando bene le parcelle.

Principi di una viticoltura biologica:
I principi della viticoltura biologica sono quelli di prevenire, dunque lo scopo è quello di ritardare il più possibile l’infezione primaria che genera in seguito lo svilupparsi di nuove malattie che colpiscono la vite (peronospora e oidio). L’equilibrio dell’ecosistema viticolo è fondamentale: piante equilibrate, vigore medio, equilibrio tra le diverse popolazioni di insetti e una gestione del verde corretta. La posizione, il terreno e l’impianto del vigneto sono ugualmente fondamentali in quanto giocano un ruolo chiave in tutto questo processo. Questo è sicuramente un punto dove non sempre si può intervenire, perché se il vigneto è già esistente non si può spostare da un’altra parte.
Un altro aspetto sempre più attuale è quello dell’erba e del suolo. È fondamentale, dal mio punto di vista, avere un suolo attivo e vivo. Il suolo e i suoi microrganismi devono aiutare il viticoltore a svolgere al meglio il proprio lavoro, per esempio degradando la materia organica al fine di trasformarla in azoto utile per la pianta oppure favorendo determinate piante (per esempio le leguminose) che possano trasformare l’azoto atmosferico in azoto organico. La gestione dell’erba sotto la vite è forse l’aspetto più complesso e complicato, poiché bisogna trovare un compromesso tra la praticità del lavoro, costi di produzione ed efficacia di lavorazione.
Semplice a dirsi un po’ meno forse a farsi perché i dettagli da curare e le tempistiche sono molto variegate. Non è possibile fornire una ricetta, come si fa in cucina, bisogna sapere osservare e reagire al momento giusto. Ogni annata è diversa e dunque ogni anno la sfida si rinnova, rendendo questa professione sempre intrigante e ardua. Auguro a tutti una buona continuazione di stagione e buona vendemmia.

Api:
Lo sviluppo primaverile delle casse è stato buono, grazie ad un inizio di stagione piuttosto caldo e finalmente, dopo diversi anni di attesa, è arrivata anche la robinia. Dopo un catastrofico 2019, il 2020 ci sorride e ha permesso ai vari apicoltori ticinesi di raccogliere il prezioso nettare. Il clima caldo ha favorito la sciamatura e le visite in apiario sono state piuttosto ravvicinate al fine di evitare questo fenomeno. Il castagno è ormai concluso e proprio in questi giorni stiamo recuperando i melari da smielare, quindi non mi sbilancio ancora, speriamo bene.

Gabriele Bianchi,
ing. Enologo e viticoltore BIO,
membro di comitato di BioTicino