«Dall’alba al crepuscolo,
siedo sulla sponda,
un canto lontano
eco fa, scendendo a valle.
Va, s’odon cinguettii,
ciri ci ci ciri ci ci.

Appare il sole, sembra dir
O lago umil, bon dì.
Di Saoseo sei tu
il bel lago alpin,
dell’azzurro colore,
non vè beltà maggiore (x2)
.

L’onda tua lieve gentil,
danza, mormora e poi fugge via,
pure i furbi pesciolin,
fuggon l’esca e guizzan via.

Nel sentiero ombroso
I bei cembri, i bei cembri verdi.
La pigna che adorna
bella là superba, al ramo sta.
Volgo lo sguardo e miro,
vedo allora, vedo allora lontan,
il Piz Palü, nel suo candor,
splendente ai raggi d’or».

Canto popolare con musica di Tomaso Fighera e testo della figlia Liliana. Riferimento bibliografico: Giuseppe Godenzi e Catharina Volpe, Val Poschiavo dipinta dai suoi poeti, Tipografia Menghini, 2004.

Questo periodo di chiusura e di isolamento ci ha costretti a numerose rinunce. Per molti pescatori ha anche significato abbandonare per un po’ l’attività della pesca. Ora, sperando che il peggio sia ormai alle spalle, penso che tutti quanti abbiamo bisogno di un po’ di leggerezza e magari anche di vacanze. I più temerari hanno deciso ugualmente di varcare il confine e di tornare a respirare l’aria frizzante del mare, altri invece non se la sentono di lasciare la Svizzera e hanno optato per altre mete più “nostrane”, tra le numerosissime che ci offre il nostro territorio. Io faccio parte di questo secondo gruppo di persone e verso la fine di maggio ho deciso di regalarmi una vacanza in una delle valli svizzere che trovo fra le più belle: la Val Poschiavo.

In auto, passando dalla Svizzera, occorre valicare ben tre passi: San Bernardino, Passo del Giulia e Bernina. Il viaggio è impegnativo e lungo – circa tre ore partendo da Bellinzona – ma lo spettacolo naturale offerto dal Canton Grigioni è impagabile e va vissuto pienamente, anche a costo di doversi prendere qualche pausa per sgranchire le gambe.

Una volta arrivata in valle ho deciso di alloggiare all’Hotel La Romantica nel villaggio di Le Prese, in riva al Lago di Poschiavo (962 m.s.l.m.). La scelta dell’alloggio non è stata casuale. Questo tre stelle, che potrebbe benissimo valerne anche quattro o cinque, è una piccola isola felice per tutti i pescatori. Di proprietà della famiglia Lardi da tre generazioni, è nato dallo spirito imprenditoriale dei “nonni Lardi”. Nonno Fritz infatti, agli inizi degli anni cinquanta, quando questa casa non era ancora un hotel, andava a pescare nel Lago di Poschiavo e vendeva le trote – il cui numero di catture allora era illimitato – nella vicina Valtellina. Nonna Agnese invece aveva trasferito tutti i suoi figli in soffitta e affittato le loro camere ai primi turisti. Da pensione, la casa con annessa una falegnameria è stata così trasformata in hotel nel 1978. La passione della pesca si è tramandata di padre in figlio e proprio qualche anno prima della terribile alluvione che ha colpito la Val Poschiavo e la Valtellina tra il 18 e il 19 luglio 1987, il padre di Flavio Lardi, l’attuale proprietario dell’Hotel, ha acquistato le prime tre barche e dato ufficialmente il via all’accoglienza dei pescatori provenienti da tutto il mondo. Oggi le barche sono diventate venti e dopo l’introduzione, ahimè abusiva, del salmerino alpino il Lago di Poschiavo è stato etichettato come “Saibling Mekka”, la Mecca dei salmerini. La pesca nei laghi è consentita dal 1° maggio al 30 settembre anche se i periodi più pescosi sono la primavera e l’autunno. Lungo i corsi d’acqua invece la stagione termina il 15 settembre.

Per poco più di centoventi franchi al giorno, compresa la colazione e la mezza pensione in camera doppia, chi alloggia a La Romantica può usufruire di uno speciale “pacchetto pesca” che include il noleggio di una barca a remi. Consiglierei tuttavia di richiedere una barca munita di motore (+25 Fr. al giorno). A disposizione dei pescatori c’è anche un locale adiacente l’Hotel con tutto l’occorrente per la pulizia e la conservazione dei pesci durante il soggiorno.
Per pescare nel Lago di Poschiavo dalla barca, serve acquistare una patente Comunale (26 Fr. al giorno), mentre chi preferisce la pesca dalla riva, nei laghetti alpini e nei numerosissimi fiumi e riali della valle deve munirsi di una patente Cantonale (46 Fr. al giorno).

Non prediligo la pesca nei laghi, ma devo dire che svegliarsi alle prime luci dell’alba e farsi cullare dalle onde ha il suo fascino ed è un’esperienza che va fatta almeno una volta nella vita. Nel mese di maggio poi la pesca nel Lago di Poschiavo è veramente abbondante: deliziose trote fario, trote di lago e salmerini alpini non si fanno attendere, soprattutto se pescati con una canna da coregoni di circa 210 cm con un cimino sensibile, un filo intrecciato dello 0.08 e delle ninfette (senza ardiglione!) che vanno ondeggiate delicatamente dal fondo del lago verso l’alto con un movimento continuo. Bottino consentito: dieci pesci al giorno.
Per gli amanti della pesca nei laghetti alpini e sui fiumi è irrinunciabile una passeggiata in “Val da Camp”. Per raggiungere la Valle di Campo è necessario lasciare l’auto nel parcheggio “Sfazù”, nei pressi del ristorante Zarera. Da qui si sale a piedi lungo un bellissimo ed accessibile sentiero e in circa due ore di cammino si raggiungono i laghi Saoseo (v. foto) e Viola, così come una moltitudine di riali e rialetti ricchi di salmonidi. Questa zona ricorda l’ambientazione di una fiaba, è un luogo poetico e pieno di incanto e per i pescatori c’è veramente l’imbarazzo della scelta.

Per farvi un’idea più concreta delle bellezze della Val Poschiavo vi consiglio la visione di due video realizzati durante le nostre ferie dal mio compagno Renato: “La valle incantata” e “I salmerini di Poschiavo”. Li trovate sulla pagina YouTube della sua community di pescatori denominata TiFish. In ogni caso una visita di persona è veramente d’obbligo.
Pescosissime ferie svizzere a tutti!

Karin Motta
(peskaticino@gmail.com)