Le regioni periferiche e le valli si trovano oggi a dover essere concorrenziali in un contesto di globalizzazione economica. L’insorgere di nuove sfere di potere e di fenomeni politici a livello europeo, oltre alla velocità con cui avvengono i cambiamenti, pongono queste regioni di fronte a un contesto in continuo divenire.
Oggi, la situazione geopolitica e socioeconomica nazionale e internazionale è nettamente più complessa che in passato. Nella realtà odierna può sembrare infatti che l’unica certezza sia rappresentata dal cambiamento e dal sentimento di ibridazione.
Una situazione ben lontana da quella dei fenomeni di coesione nazionale conosciuti tra gli anni ’30 e ’50 e un certo sviluppo economico vissuto in passato.

Per mantenere le nostre regioni interessanti e valorizzare il patrimonio (territoriale, culturale ed economico) che le caratterizza, sono necessari progetti di sviluppo che si integrino nella società e che guardino al futuro. Oggi sappiamo che le conoscenze del contesto economico, sociale e culturale locale, sono un fattore imprescindibile non solo per aumentare l’accettazione degli interventi e la condivisione a livello locale, ma anche e soprattutto per il successo finale dei singoli progetti.
In questo senso è importante che da queste regioni possano nascere nuovi progetti e iniziative imprenditoriali, culturali e turistiche. Nello specifico risultano ancora più interessanti quei progetti economici, culturali e di formazione che promuovono non solo le regioni periferiche, ma anche i legami tra valli e centri urbani, come pure tra le città e le loro periferie.

Questo aspetto è stato colto e messo in pratica già negli scorsi anni dal Dipartimento finanze ed economia del Canton Ticino attraverso lo strumento dalle politiche elaborate a favore dello sviluppo regionale. Si tratta di differenti tipi di sostegno forniti nell’ambito del Piano direttore del Canton Ticino per uno sviluppo integrato delle regioni, ovvero quello che riassume l’importante concetto di Città Ticino.
I tre settori principali in cui si concentra
l’azione sono:
1 ll sostegno all’innovazione delle PMI, in un momento in cui la sfida della digitalizzazione può portare vantaggi, ma anche essere fonte di grandi interrogativi e sfide per le nostre aziende.
2 Lo sviluppo del settore turistico (settore questo che può portare grandi benefici al nostro Cantone, ma che è anche soggetto a mode e alla concorrenza mondiale).
3 Il sostegno alle regioni periferiche nell’ottica di uno sviluppo integrato.

La strategia messa in atto ormai da 4 anni sta dando i primi frutti che possiamo vedere ad esempio nelle regioni dell’Onsernone, Val­lemaggia, Valle di Blenio e Val Verzasca con dei progetti di valorizzazione del territorio locale e promozione turistica: alcuni in fase di avvio e altri già concretizzati, anche grazie allo strumento dei Masterplan.
In Riviera si è aperto uno spazio di manovra dove il rilancio della zona industriale di Biasca inizia a dare segnali positivi con l’introduzione di un manager d’area che: raccoglie i bisogni delle aziende, promuove una gestione condivisa delle risorse (come l’uso dell’energia, lo smaltimento dei rifiuti, la mobilità), oppure, si occupa di temi quali il recupero di “immobili dismessi”. Guardando al futuro, questa figura potrebbe essere attiva in collaborazione con altri Comuni interessati, ad esempio per il rilancio della zona industriale della ex Monteforno.

Per il prossimo quadriennio c’è inoltre una novità, si tratta della possibilità di sostenere fino ad un massimo del 65% dell’importo computabile, i progetti ubicati nelle zone discoste – come le Valli – o che dimostrano una particolare valenza ambientale. Ciò aiuterebbe questi progetti a passare dalla carta ai cantieri, ovviamente se ritenuti poi sostenibili a livello gestionale.

Ricordando la premessa del documento che presenta il Programma d’attuazione per il 2020-2023 della politica economica regionale, è bene sottolineare come si intenda promuovere i progetti che rispettano alcuni principi molto importanti come lo sviluppo sostenibile, l’uso parsimonioso del suolo e la responsabilità sociale delle imprese.

Diana Tenconi