Farmer with cow in the snow 
in Schlatt-Haslen, Kanton Appenzell Innerrhoden January 2017

Nelle scorse settimane il fotografo ticinese Alfio Tommasini ha pubblicato il suo progetto fotografico intitolato Via Lactea, edizione Patrick Frey. Le 132 fotografie ritraggono scene della filiera svizzera del latte, accompagnate da un racconto conclusivo della scrittrice e contadina Noëmi Lerch. Il progetto, iniziato nel 2015, è ambientato in inverno lungo tutto l’arco alpino.

Gli inverni di Via Lactea
Durante gli scorsi quattro inverni il fotografo Tommasini ha visitato paesaggi, stalle e persone di tutta la Svizzera, «per trasmettere uno spaccato della produzione lattiera svizzera», ci spiega il fotografo che continua, «Via Lactea non è né un reportage giornalistico né un servizio pubblicitario, bensì ho voluto trasmettere atmosfere di scene reali, lasciando al lettore spazio per l’immaginazione». Il risultato sono scene naturali, vere, in cui paesaggi innevati o annebbiati incontrano ritratti di persone e animali in stalla, fino a giungere a immagini dall’aspetto quasi futuristico all’interno dei centri per l’analisi e i controlli del latte, «Il progetto non vuole essere romantico o idilliaco, bensì attuale, reinterpretando alcuni stereotipi svizzeri».

Il fotografo Tommasini ha scelto l’inverno come filo conduttore del suo libro. «Il mio interesse principale è la relazione fra le persone e il proprio territorio. In particolare ho voluto ritrarre la relazione con l’inverno ai piedi delle montagne, durante la stagione più fredda e più lunga. Quando la vita ritorna in stalla, il calore reciproco fra persone e animali diventa fondamentale e le montagne innevate inagibili». Tra le nostre mani, all’interno del libro, la realtà invernale del settore lattiero svizzero è lì da vedere: con la tecnologia d’avanguardia e le tante piccole stalle a conduzione famigliare.

Analisi di laboratorio della qualità del latte a Sursee nel Canton Lucerna (2016).

Un unico lungo sogno
Il progetto di Tommasini non è nuovo sulle pagine di Agricoltore Ticinese. Due anni fa, più precisamente il 16 novembre 2018, avevamo pubblicato uno speciale d’approfondimento proprio su Via Lactea, quando erano state allestite le prime esposizioni e il vernissage. Ora le immagini sono diventate un libro accompagnate da un racconto di Noëmi Lerch, in tedesco e inglese, intitolato “In Wahrheit ist der Winter ein einzig langer Traum” (in italiano, in realtà l’inverno è un unico lungo sogno). La scrittrice vincitrice del premio svizzero di letteratura ci porta a volare con i fiocchi di neve, a mungere le mucche, a ricordarci dell’estate all’alpe, a osservare le luci delle case nella notte, la nebbia densa che sembra latte, il fumo dei camini, della pipa o dei respiri. La premurosa maternità. Di seguito un breve passaggio che mi sono permesso di tradurre:
“Le stalle sono l’orologio del villaggio e le mucche i suoi ingranaggi. Proprio così, se un giorno il sole, la luna e le stelle non sapessero più dove stare nell’orbita, potrebbero scendere fra le stalle del villaggio e orientarsi nuovamente”.

Abg