Vivere per pescare, pescare per vivere. Aprire un negozio di articoli per la pesca: l’esperienza di Carlo e Tiziano

Cinque anni fa Carlo Vitalini e Tiziano Lischetti hanno aperto un negozio di articoli per la pesca, il Lisca Fishing.

Un’impresa tutt’altro che semplice, ma che nel loro caso sta riscuotendo grande successo. In Ticino sono numerose le aziende di questo tipo che hanno chiuso i battenti pochi anni dopo la loro apertura. Ho quindi deciso di contattare Carlo Vitalini per intervistarlo e capire quali sono i trucchi del mestiere.

Come nasce il progetto Lisca Fishing?

«Il negozio nasce grazie all’amicizia di due appassionati pescatori che dopo numerose uscite di pesca hanno sentito la necessità di realizzare un progetto imprenditoriale un po’ particolare. Ci sembrava che in Ticino non ci fosse ancora la dovuta attenzione alla pesca a spinning e al coregone e per questo abbiamo pensato di aprire dapprima un negozio online e poco dopo anche un punto vendita a Sorengo dove poter ricevere su appuntamento i nostri amici e clienti».

È difficile farsi pubblicità in un settore, quello della vendita di articoli di pesca al dettaglio, già ricco di concorrenti parecchio conosciuti e influenti, soprattutto nel commercio online.

«Si ha l’impressione che l’online apra immediatamente le porte alla notorietà, ma purtroppo questa è solo un’illusione. Per farsi conoscere ci vuole innanzitutto molta serietà, disponibilità e la volontà di creare e offrire prodotti innovativi. Anche il nostro sito rispecchia questa volontà ed è stato creato a regola d’arte, con un investimento non indifferente di tempo e denaro. Non si tratta infatti solo di un catalogo di attrezzature, come nella maggior parte dei negozi online, ma per ogni prodotto offriamo dei consigli d’uso. Partecipiamo poi anche alle più importanti fiere svizzere di caccia e pesca, un lavoro divertente ma parecchio impegnativo, fondamentale per farsi conoscere anche oltralpe.

Tuttavia il passaparola tra clienti soddisfatti resta probabilmente il modo migliore per farsi pubblicità.»

Come scegliete gli articoli del vostro assortimento?

«Abbiamo voluto concentrarci su attrezzature nuove, poco conosciute e per pescatori che danno un peso alla qualità. Testiamo i nostri prodotti prima di proporli alla nostra clientela e questo fa la differenza. Se un prodotto non ci piace e non dà risultati allora non lo vendiamo. Non si può proporre solo ciò che hanno tutti e pretendere di essere un’azienda innovativa.

Abbiamo cominciato con marchi poco conosciuti che arrivavano dagli Stati Uniti e dal Giappone, poi con il tempo siamo anche riusciti a realizzare una serie di canne da pesca con il nostro marchio. In realtà anche prima di fondare questa azienda ci divertivamo a progettare le canne e le esche che utilizzavamo durante le nostre battute di pesca, quindi è stato abbastanza naturale pensare di proporre la nostra personale linea di prodotti. Ninfe, jig e altre esche sono create a mano direttamente da noi due.

Negli ultimi anni abbiamo concluso contratti importanti con aziende leader del settore come Shimano, Westin o Daiwa, ma ci forniamo anche da altre ditte poco conosciute in Europa che propongono attrezzature interessanti. Flumen, per esempio, è un’azienda giovane che crea delle esche innovative e speciali per il fiume che stanno riscuotendo parecchio successo. Soprattutto ai giovani pescatori piace molto avere la possibilità di sperimentare…»

Di solito però i giovani non hanno grandi disponibilità finanziarie.

«Siamo convinti che anche i giovani pescatori o i principianti debbano iniziare con un’attrezzatura decorosa. Per questa ragione abbiamo creato una linea a loro dedicata e a prezzi accessibili. Organizziamo anche corsi di pesca per bambini e ragazzi. Anche in questo caso, la tassa d’iscrizione è minima e serve a coprire i costi dell’attrezzatura, che al termine del corso può essere portata a casa».

Organizzate anche dei corsi per adulti?

«Sì, organizziamo sia dei corsi di pesca sia delle giornate dedicate a tecniche di pesca specifiche, in base al tipo di pesce che si vuole catturare. In questi anni ci siamo anche divertiti a organizzare delle gare di pesca al lago».

Che consigli potresti dare a qualcuno che ha intenzione di lanciarsi in questa attività?

«È chiaro che per iniziare è necessario disporre di una certa solidità economica, fondamentale per ottenere credibilità nei confronti dei fornitori che vendono i loro prodotti solo a determinate condizioni e quantità. Bisogna poi investire molto tempo. È di basilare importanza essere sempre disponibili in caso di problemi con i clienti e cercare in ogni modo di risolverli. Tu hai fondato l’azienda e tu sei la sua garanzia. La serietà, come dicevo, sta alla base di un progetto imprenditoriale.

Il lavoro di promozione deve essere continuativo ed è anche questo che ci ha permesso di trasformare una piccola attività, nata quasi per divertimento tra due amici pescatori, in un’azienda che funziona.

Non si può pretendere di entrare in competizione con colossi come pecheur.ch, fischen.ch, hebeisen.ch e così via, però devi tenerli d’occhio per capire quali sono i prodotti più venduti. Le marche importanti sono essenziali per mantenere una certa visibilità, danno anche valore e credibilità a un negozio, ma assieme a questi aspetti il cliente cerca sempre la qualità del servizio. Un cliente che si è trovato bene molto spesso ritorna».

Ma alla fine chi è più bravo a pescare? Carlo o Tiziano?

«Io sono sempre convinto che sia Carlo Vitalini il migliore. Il problema è che Tiziano Lischetti crede di essere più bravo e devo dire che i risultati gli danno anche ragione per il momento… però non demordo!»

Karin Motta