Quando nacque ASETA Ticino, il 13 ottobre del 1942, con il nome “Consorzio trattori e macchine agricole a motore Ticino”, abbreviato “CON.TRA.T”, si era nel bel mezzo del secondo conflitto mondiale. Pane e latte erano razionati e la produzione agricola nazionale svolgeva un ruolo fondamentale, così come fondamentale era avere la garanzia di poter contare su mezzi agricoli efficienti.

Della fondazione del Consorzio, sulla stampa dell’epoca non si trova notizia. La cronaca cittadina del Corriere del Ticino di martedì 14 ottobre 1942 riporta a centro pagina l’informativa su «Come funzionerà il razionamento del pane e del latte».

Al contrario, sul numero 45 dell’anno LXXIV de L’Agricoltore Ticinese si può leggere un estratto del discorso tenuto in occasione della “Giornata del contadino” tenutasi a Lugano lo stesso giorno di fondazione di ASETA Ticino. Eccone uno stralcio: «I frangenti attuali e le necessità dell’economia di guerra incidono in ogni settore dell’economia agricola per assicurare ad ogni costo il vettovagliamento del paese, seppur con scarse razioni. Nell’ambito del programma di estensione delle colture si dovrà, grazie a studiati accorgimenti nello avvicendarsi delle culture, raggiungere possibilmente tre raccolti in due anni». In questo clima furono letti e approvati a Lugano gli statuti del neonato Consorzio, alla presenza del presidente Giuseppe Zanetti, del segretario Alfredo Quadri e dei due scrutatori Cesare Tettamanti e Giovanni Albertalli. Il Consorzio era nato con «l’iscopo: l’appoggio e la promozione in favore della tenuta dei trattori e delle piccole macchine agricole a motore». E si prefiggeva, e tuttora si prefigge, di raggiungere questo obiettivo tramite:

  • la promozione delle conoscenze professionali attraverso la tenuta di corsi per conducenti, di esami per trattoristi, di istruzione per mezzo della stampa;
  • la definizione di norme per l’uso del trattore e delle piccole macchine a motore e dei loro aggregati;
  • la rappresentanza degli interessi dei proprietari delle macchine di fronte al commercio, alle Autorità, alle Società di Assicurazione, ecc.;
  • l’acquisto in consorzio di carburanti, dei pezzi di ricambio o conclusione di contratti per forniture;
  • l’unione con altre organizzazioni che perseguano scopi analoghi.

Gli scopi dell’associazione col passare degli anni sono rimasti i medesimi e purtroppo quest’anniversario degli ottant’anni, cade in un momento dove in Europa sono tornati a spirare venti di guerra.

Dalle trebbiatrici pressapaglia all’agricoltura di precisione

Se si sfogliano i numeri dell’Agricoltore Ticinese del 1942 si vedono gli annunci pubblicitari delle “seminatrici SIMA a mano ed a cavallo”, che venivano commercializzate dalla ditta A. Ferrazzini & Ci. di Mendrisio o delle Trebbiatrici Pressapaglia, commercializzate da Fritz Weibel. Se si pensa che all’assemblea del 2019 i temi erano quelli della digitalizzazione in agricoltura, l’applicazione per smartphone FarmX per affittare mezzi agricoli e l’ospite della serata, invitato dall’Italia, ha fatto una presentazione sui trattori geolocalizzati dal satellite, di progressi ne sono stati fatti parecchi. Cerchiamo di ripercorrere un po’ le principali tappe dell’evoluzione dell’equipaggiamento tecnico in agricoltura e al contempo dell’associazione.

Una considerazione di rilievo sullo stato dell’associazione ticinese emerge da quanto riportato su Agricoltore Ticinese il 21 settembre del 1989, quando Renzo Cattori, il presidente di allora, sottolinea come «La sezione ticinese di ASETA con i suoi 300 soci è una delle più piccole in Svizzera e non riesce a operare e sviluppare tutte quelle attività che in altri cantoni fanno il successo delle sezioni». Questa dichiarazione venne fatta in occasione dell’Assemblea dei delegati svizzeri tenutasi nella cornice della sagra dell’uva di Mendrisio, a sottolineare, forse, la vocazione vitivinicola del nostro Cantone. A questo riguardo, come ci ricorda Stefano Antonioli, l’attuale presidente di ASETA Ticino, «dal 2013 anche tutti i collaudi per i turbodiffusori utilizzati in viticoltura sono passati sotto il nostro cappello».

Altrimenti, in quale ambito si sono fatti i maggiori progressi in base alla sua memoria? «Oltre all’evoluzione tecnica è dovuta crescere di pari passo quella formativa. Credo che sia in questo ambito che noi come associazione abbiamo fatto e continuiamo a fare davvero molto, seguendo quasi alla lettera il primo punto dello statuto definito 80 anni fa». Si riferisce alla capacità di condurre un mezzo agricolo? «Esattamente. Prima del 1960 non era nemmeno obbligatoria la patente per guidare un trattore. Era una vera e propria giungla. È chiaro, erano altri tempi, altri mezzi e anche il traffico di allora, agricolo e non, era molto diverso. Però il fatto che con ASETA, ancora oggi, si organizzino i corsi G40, e che i ragazzi di 14 anni li debbano superare per poter andare a più di 30 all’ora, secondo me è un grande progresso. In realtà credo che più dell’evoluzione tecnologica o digitale o del cosiddetto smart farming, come si dice oggi, conti di più, soprattutto in Ticino ma non solo, quella delle competenze e della sicurezza».

Problemi attuali e sfide future

Anche se già dall’inizio degli anni 2000, per quasi tutti la “CON.TRA.T” era ormai diventata ASETA Ticino, è stato solo nel 2016 che si è approvato in assemblea il nuovo nome ufficiale, che ha comportato anche un cambiamento di statuto che definisce ora come unico scopo «la difesa degli interessi dei suoi soci per quanto riguarda la tecnica agricola e i settori affini nell’agricoltura».

Che cosa si intende con la difesa degli interessi nel caso specifico? Sempre Stefano Antonioli. «Anche se da un lato stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda l’evoluzione dell’equipaggiamento tecnico in agricoltura, e penso ad esempio ai droni che da qualche anno vengono utilizzati anche nella viticoltura ticinese, per lo meno in fase sperimentale, o ad alcuni macchinari utilizzati in orticoltura, o ai sistemi automatici di guida, per la maggior parte degli agricoltori spesso ci sono delle situazioni, legate al quadro legale di riferimento o alla situazione del mercato, internazionale e non, che vanno monitorate e per cui è necessario elaborare strategie comuni».

Ci può fare un esempio? «Basti pensare al traffico agricolo in Ticino. Ogni anno che passa il numero di mezzi agricoli si riduce e a volte sembra che non ci si ricordi nemmeno più quanto è largo o alto un trattore quando si progetta una strada o un sottopassaggio». Oppure? «Un altro esempio potrebbe essere quello dell’introduzione dell’obbligo dei tubi flessibili a strascico per lo spargimento dei liquami introdotto lo scorso anno per inizio 2022, ma infine posticipato al gennaio 2024. In quel caso è stato fondamentale che ci fosse un gruppo di interesse per chiarire le possibilità reali legate al territorio, per un loro impiego sensato».

Ma ecco, per concludere, a questo proposito, quali sono le specificità del Ticino in questo senso? «Credo che le parole di Renzo Cattori siano valide ancora oggi. Siamo un cantone che ha una realtà agricola molto diversificata. Da un lato c’è il Piano di Magadino e dall’altro ci sono i piccoli nuclei di montagna, dove, per tornare all’esempio di poco fa, con i sistemi di spargimento con tubi flessibili in certi posti non si può nemmeno passare. Dove ci sono prati oltre una certa pendenza, l’obbligo d’impiego non ci sarà. Per tornare al fondovalle, in una realtà come quella del Piano di Magadino, la regolamentazione del traffico parassitario è molto difficile da attuare, mantenendo quelli che erano gli scopi principali della rete viaria del Piano, cioè poter coltivare le superfici agricole ricavate dalle bonifiche. Poi, adesso, purtroppo c’è anche un grosso problema legato all’aumento del prezzo di carburanti, fertilizzanti e prodotti ausiliari e sta anche a noi trovare o consigliare il miglior metodo di dosaggio. Ottimizzare l’impiego di sostanze e materiali è un principio che vale sempre, ma in questo periodo vale ancora di più».

ASETA Svizzera in questi anni si è battuta con successo per mantenere il ristorno dei dazi sui carburanti utilizzati in agricoltura, e di conseguenza per la lavorazione di prati e campi. Per mantenere informati i propri soci viene pubblicata, in undici edizioni annue, la rivista specializzata in tecnica agricola “Technique agricole” o “Schweizer Landtechnik” . La rivista viene recapitata ai soci delle sezioni cantonali di ASETA ed è compresa nella tassa annuale di 90.-. «I temi trattati spaziano nel settore agricolo e forestale in Svizzera. La rivista è disponibile in tedesco e francese. Al sito www.agrartechnik.ch/index.cfm?parents_id=1017 è possibile visionare i temi proposti dalla rivista. «Credo sia un ottimo strumento per rimanere aggiornati su quanto viene fatto nel nostro Paese. Per chi fosse interessato allo sviluppo tecnologico, potrebbe essere uno stimolo per aderire alla nostra associazione», conclude Stefano Antonioli.

Altre attività svolte da ASETA Sezione Ticino sono i collaudi periodici dei turbodiffusori per la campicoltura e la viticoltura, e le giornate informative sulla circolazione stradale e altri temi riguardanti la tecnica agricola.

Il comitato di ASETA Ticino si compone del presidente Stefano Antonioli di Ludiano e dei membri Luigi Cattori di Giubiasco; Paolo Gabaglio di Novazzano; Davide Cadenazzi di Castel S. Pietro, Edy Petraglio di Castel S. Pietro e Jean-Claude (Bibo) Antonioli di Novaggio. Il segretariato è affidato a Carolina Pedretti, dell’Unione Contadini Ticinesi.

Cristian Bubola e Prisca Bognuda