È fondamentale che anche tra i giovani ci sia un coinvolgimento sulle questioni di politica agricola a livello nazionale.
«Da ragazzo lo sapevo già che avrei girato un po’, ma poi sarei tornato di nuovo in Morobbia, non a Pianezzo però». Mi dice Giacomo Bassetti, 25 anni d’età e un passo che si fa fatica a stargli dietro. Lo incontro in un giorno di pioggia a Carena, l’ultimo paese della valle. È tornato definitivamente in Ticino con il diploma di agricoltore in tasca qualche mese fa e sta per rilevare due aziende agricole. Soprattutto però gli sta a cuore che anche a sud delle Alpi si costituisca un gruppo di giovani agricoltori legato alla Jula, i giovani agricoltori dell’Unione Svizzera dei Contadini.


«Ufficialmente la mia attività come agricoltore inizierà nel gennaio 2021, anche se è già da un po’ che ci sto lavorando. Vorrei però, più di tutto, parlare della necessità che c’è ora qui in Ticino, che anche i giovani agricoltori si mettano assieme per confrontarsi e far sentire la propria voce».
Giacomo, dopo la scuola dell’obbligo, ha frequentato il liceo per sportivi a Davos «Ho praticato lo sci di fondo a livello agonistico e come sportivo non potevo scegliere una formazione professionale. Io l’apprendistato come contadino, avrei voluto farlo subito. Quando poi ho deciso di smettere di fare sport la cosa era chiara, così ho preso il diploma a Landquart. Il piano era quello da sempre: smettere quando ero ancora in forma e fare il contadino». Però, nel frattempo, ha già fatto 13 stagioni all’alpe. Prima all’alpe Monda dai Tognetti e poi in Mügaia dalla Ester Monaco.

Ho cominciato a sei anni ad andare in alpe «All’inizio è un gioco, non ti accorgi di lavorare, poi piano piano cambia. Sai l’alpe è una cosa che già da bambino se sei su a lavorare puoi avere delle responsabilità abbastanza grandi. Perché può sembrare una stupidata, ma se sei in giro al pascolo con tutti gli animali… A me piaceva molto quando uscivi alla mattina e tornavi alla sera. Questa scelta la fai se c’è sotto una passione, un legame. Questo è un mestiere che fai perché ci cresci dentro». E gli anni passati in Svizzera interna? «Ma, sai, è stato proprio negli altri cantoni che mi sono reso conto che, anche al bar, davanti a una birra con gli amici saltavano fuori delle discussioni, anche sulla politica agricola, sulle decisioni che si stanno per prendere e spesso queste persone mi chiedevano: “ma in Ticino? Non avete niente? Non c’è la Jula?”»

Che cos’è la JULA
La Jula (JunglandwirteKommission) è una commissione dell’Unione Svizzera dei Contadini (USC) riservata ai giovani agricoltori. I membri che la compongono al momento sono 15 e rappresentano le diverse regioni della Svizzera e ognuno di loro ha uno specifico ambito di competenza. Tra gli obiettivi della Jula, oltre a creare un legame tra le diverse organizzazioni regionali di giovani agricoltori, ci sono anche:
• la difesa degli interessi dei giovani agricoltori affiliati all’USC nel dibattito politico e nella società.
• Suscitare interesse tra i giovani agricoltori per la politica agricola e coinvolgerli sul piano decisionale.
• Contribuire a far conoscere la Jula e porre le basi per farla diventare la voce dei giovani agricoltori.
Al momento sono rappresentate le regioni di: Berna, Jura, San Gallo, Turgovia, Zurigo, della Svizzera centrale (Lucerna), della Svizzera nord-occidentale, Grigioni e Glarona, e Friborgo. I membri della commissione vengono eletti dall’USC ogni quattro anni e le condizioni per essere eletti sono due: essere agricoltori e non aver ancora compiuto i 31 anni.

Una necessità più viva che mai
«È molto importante che i giovani si mettano assieme e, quando è necessario, si facciano anche sentire. Nel nostro mestiere, si sa, si dipende sempre di più da regole, direttive, misure. È giusto che ci siano. Anche perché come noi le pretendiamo negli altri settori, quando andiamo a comprare qualcosa ad esempio, allo stesso modo ci devono essere anche in agricoltura. Però è necessario, per il futuro dell’agricoltura, che ci siano anche persone giovani che contribuiscano alla definizione di queste regole. Purtroppo al momento, quelli che ancora si fanno sentire, che difendono le posizioni del settore agricolo, stanno andando verso la pensione. Se noi giovani vogliamo star bene con il nostro mestiere, portarlo avanti, restare al passo coi tempi, ma allo stesso tempo rimanere legati alle radici della professione, dobbiamo fare qualcosa. Se si riuscisse quindi a creare un gruppo di giovani motivati, con cui confrontarsi, sarebbe già una gran cosa».
«Trovarsi a scadenze regolari, iniziare a discutere delle nuove leggi, delle normative, prendere posizione e iniziare ad essere presenti in qualche modo sulla scena di politica agricola. Anche con un piccolo gruppo di giovani si può già raggiungere qualcosa, si possono tematizzare i problemi e cercare delle strade per risolverli. Anche per uscire un po’ dal proprio angolo».

In Svizzera si calcola che in media spariscano 3 aziende agricole al giorno. I prezzi pagati ai produttori, soprattutto nel settore lattiero caseario, ma non solo, scendono sempre di più. «L’agricoltura in Svizzera per continuare a sopravvivere deve agire su un piano politico» ci dice Omar Pedrini, presidente dell’Unione Contadini Ticinesi «Saranno i giovani che riprenderanno le nostre aziende, dunque bisogna permettere loro di partecipare alla pianificazione del loro futuro. È fondamentale essere uniti e arrivare a condividere posizioni chiare su questioni come il bio, il ritorno dei grandi predatori, l’utilizzo dei prodotti fitosanitari». «La gioventù rurale ticinese è già un nostro importante ente affiliato, però loro si concentrano su altre rilevanti questioni e temi che non sono sempre correlate all’agricoltura. Poi, più siamo e meglio è!».
«La caratteristica principale della Jula, è che raggruppa e rappresenta i contadini, i giovani contadini in questo caso. Avere delle visioni, delle prospettive e dei suggerimenti da giovani agricoltori attivi è un sicuro valore aggiunto al nostro lavoro di associazione» ci dice Sem Genini, segretario agricolo «troppo spesso infatti a suggerire la strada da percorrere o le soluzioni che il settore agricolo dovrebbe prendere, sono persone che poco o nulla hanno a che fare con il mondo contadino». «Nella Jula sono definite già le competenze specifiche dei vari membri, che si confrontano e propongono dei percorsi, in maniera autonoma, ma nel solco tracciato dall’Unione Svizzera dei Contadini. Credo che questa continuità sia importante, perché non è di certo il momento di disperdere forze ed energie. Lo ripeto, riuscire a far sentire la nostra voce, le nostre posizioni come contadini, è di fondamentale importanza ora, ma lo sarà ancora di più nel futuro che ci attende, specialmente perché i dibattiti politici più d’attualità sono la politica agricola dopo il 2022 e le iniziative sui pesticidi che forgeranno, speriamo nel bene, l’attività delle famiglie contadine svizzere nei prossimi decenni».

Mucche per i terreni comodi, capre per i terreni brutti
Prima di iniziare a parlare, seduti al tavolo della sua cucina, Giacomo mi ha fatto vedere la stalla che si affaccia sulla strada principale di Carena dove sull’architrave in sasso si legge inciso 1935. È riempita di fieno per metà. «Anche se poi, quando ci metti sopra quell’altro, quello sotto si abbassa un po’, per fortuna» mi ha detto. Di fieno ne ha già fatto parecchio, anche se ha solo 25 anni e la sua idea di agricoltura è presto detta «Non si tratta di inventare niente di nuovo. Quello che penso io è che si debba rimanere il più possibile nella tradizione, facendo però capire alla gente quanto valore ci sia in questo modo di lavorare. Per me si tratta di avere il foraggio necessario per le bestie, senza essere costretto ad acquistarne». In questi mesi oltre agli sfalci e la cura dei pascoli, sta sistemando la stalla per le capre, oltre a risolvere tutte le questioni burocratiche. «Di lavoro ce n’è sempre, anche in un giorno così. Sistemi le macchine, perché così poi quando c’è il sole sei già pronto. La mia idea è fare quello che si può con quello che c’è». Usciamo a fare ancora quattro passi. Adesso cammina apposta più lentamente, così riesco a tenere il suo passo. Mi mostra alcuni dei pascoli e dei prati scoscesi della Morobbia che lo aspettano.

CB