Cavalli e alimentazione: la fattrice e il puledro
- 10 lug 2025
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Il cavallo non è cambiato con la domesticazione: ecco perché per nutrirlo al meglio dobbiamo ispirarci al suo stile di vita naturale, fatto di pascolo costante, movimento e socialità.
L’alimentazione è uno dei fondamenti del benessere del cavallo
Insieme al movimento e al bisogno di contatti sociali un’alimentazione conforme ai bisogni naturali della sua specie consente ai cavalli di stare bene, di sentirsi bene e di rispondere alle richieste dell’ambiente e delle condizioni di utilizzo.
Il cavallo possiede uno stomaco relativamente piccolo e un enorme intestino cieco, che funge da camera di fermentazione altamente specializzata. Ecco che l’equazione è molto semplice: fieno di qualità, offerto in diverse porzioni distribuite sull’arco della giornata, questa è la formula perfetta per garantire la buona salute del cavallo. Si calcola che in Svizzera la grande maggioranza dei cavalli potrebbe godere di ottima salute (fisica e psichica) ricevendo unicamente del foraggio di base di qualità (ben strutturato e non troppo ricco), omettendo mix di cereali o cubetti. Infatti, è solamente aggiungendo altre prestazioni oltre al metabolismo basale e un po’ di movimento che si dovrebbero integrare alimenti complementari.
In natura il cavallo trascorre dalle 16 alle 18 ore ad alimentarsi, lo fa in gruppo, spostandosi per cercare i pascoli e le risorse migliori. E anche se non sempre le condizioni di detenzione delle nostre scuderie corrispondono a quelle della steppa (ambiente classico per eccellenza del cavallo) è proprio a quelle condizioni che dobbiamo riferirci per pianificare la sua alimentazione, poiché attraverso la domesticazione l’anatomia e la fisiologia dell’apparato digerente non sono cambiate.

Come impara un cavallo ad alimentarsi?
Quando un puledro viene al mondo non è ancora in grado di cibarsi di foraggio grezzo e strutturato, come tutti i mammiferi dipende dalla madre e dal prezioso latte materno, che gli consente di crescere forte e di raddoppiare il proprio peso in poco più di un mese. Risulta dunque palese l’importanza della salute della fattrice, che riveste un ruolo fondamentale già nelle primissime fasi della gravidanza e che diventa essenziale negli ultimi mesi di gestazione e nei primi tre mesi di vita del nuovo nato. La produzione di latte raggiunge il suo apice proprio al terzo mese di vita del puledro, per poi perdere man mano di rilevanza lasciando spazio all’integrazione di alimenti solidi, che da subito avviene per imitazione con l’ingestione di piccoli fili di fieno o erba.
Come fare per ottimizzare l’alimentazione della fattrice?
La cavalla gravida o con puledro al piede dovrebbe avere accesso ad una razione bilanciata e ricca di minerali e oligoelementi essenziali. Sono soprattutto l’energia, le proteine e il calcio ad essere metabolizzati nel periodo della gravidanza prima e nella lattazione poi, e a richiedere un leggero aumento nella razione. Non sempre risulta necessario integrare un alimento complementare specifico: ad esempio il fieno di erba medica potrebbe essere un alleato molto interessante in questa fase.

E l’alimentazione del puledro?
Trascorsi i primi mesi è possibile integrare un mangime adatto ai giovani puledri, che sostiene la crescita integrando eventuali carenze dei foraggi di base. Si tratta di miscele ricche di proteine, calcio, rame, zinco e vitamine, tutte sostanze fondamentali allo sviluppo osseo e muscolare. È però necessario evitare uno sviluppo troppo veloce, poiché si potrebbe andare incontro a problemi di accrescimento, come ad esempio l’osteocondrosi, che potrebbero compromettere la carriera sportiva del cavallo.
La natura, inoltre, ha offerto ai puledri il grande privilegio di nascere nella bella stagione; dunque, l’accesso a pascoli ampi e di qualità dovrebbe rappresentare un punto cardine di questa fase di sviluppo, ancora meglio se in gruppo. È solamente al fianco dei propri simili che i puledri possono apprendere comportamenti sociali e alimentari e sviluppare robustezza fisica e mentale. L’esplorazione, il gioco e l’interazione con altri puledri o con adulti del branco favoriscono uno sviluppo motorio e comportamentale corretto, con giovani cavalli che saranno equilibrati e resistenti.
Ricordiamo che il comportamento della madre influenza profondamente il puledro, poiché lui tende ad imitare la madre, apprendendo i comportamenti sociali, ma anche le abitudini alimentari.
Riassumendo è importante sottolineare che non esistono ricette universali. Lo dice anche il detto: “l’occhio del padrone ingrassa il cavallo”, ogni proprietario deve imparare a conoscere i propri animali, dovrebbe effettuare delle analisi del foraggio grezzo per basare le proprie scelte di gestione alimentare e ricordare che, spesso, le soluzioni semplici sono le più efficaci.
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