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Il Parlamento e l’agricoltura: cosa cambia per gli agricoltori ticinesi?

  • 10 lug 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

La sessione primaverile 2025 del Parlamento svizzero ha portato con sé decisioni importanti per il settore agricolo. Alcune di queste sono state accolte con favore dagli agricoltori, altre sollevano ancora dubbi e sfide per il futuro. Ma cosa significano concretamente per l’agricoltura ticinese? Ecco un’analisi delle misure più rilevanti dal punto di vista dei Giovani Contadini Ticinesi.


Le buone notizie: investimenti e sostegno

Uno dei risultati più significativi riguarda i finanziamenti destinati all’agricoltura nei prossimi anni. Il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale hanno deciso di non tagliare il budget agricolo per il periodo 2026-2029, anzi, hanno approvato un incremento di 130 milioni di franchi destinati alle infrastrutture agricole. Questo significa più risorse per il miglioramento delle aziende agricole, per la modernizzazione delle strutture e per garantire che la produzione agricola possa affrontare le sfide attuali e future senza subire contraccolpi finanziari.

Anche il settore lattiero-caseario ha ricevuto un segnale positivo. La mozione approvata per il rafforzamento della produzione di latte basata su prati e pascoli mira a incentivare un settore che gioca un ruolo cruciale per la Svizzera, sia dal punto di vista della sicurezza dell’approvvigionamento che per la gestione sostenibile del territorio. 

Un altro aspetto positivo riguarda la produzione orticola nazionale. Il Consiglio nazionale ha deciso di aggiornare le regolamentazioni sulle stagionalità in collaborazione con il settore. In modo da garantire che la produzione indigena sia meglio tutelata e valorizzata, nel rispetto degli accordi di libero scambio. Anche il Consiglio degli Stati approva questa decisione e ritiene che la mozione sia già stata soddisfatta, dato che la Confederazione e il settore hanno proceduto con l’aggiornamento dell’ordinanza. 

Un altro tema di grande rilevanza riguarda il sostegno ai contadini di montagna. Il Parlamento ha approvato la mozione n. 24.3973, che prevede un adeguamento del contributo per le superfici falciate in pendenza. Attualmente, solo le aziende in cui almeno il 30% della SAU è costituito da terreni ripidi ricevono un sostegno aggiuntivo. Con questa modifica, il contributo sarà calcolato in base alla percentuale delle superfici falciate, garantendo così un aiuto più equo agli agricoltori che operano in condizioni difficili. Questa misura è particolarmente rilevante per il Ticino, dove molte aziende agricole sfalciano superfici in pendenza. È interessante il voto del Consiglio degli Stati, che ha approvato con 36 sì, 3 no e 2 astensioni. Un no è arrivato proprio dal nostro cantone con Marco Chiesa. 

Infine, un grande sollievo per molti agricoltori è stata la mozione per l’abolizione dell’obbligo di utilizzo del sistema Digiflux per le aziende agricole. Questa decisione mira a ridurre il carico amministrativo per le aziende agricole con una semplificazione dell’obbligo di notifica per prodotti fitosanitari e sostanze nutritive. L’ordinanza deve essere adattata in modo tale da rendere sempre possibile una soluzione semplice e pragmatica. In particolare, dovrebbe essere possibile attuare l’obbligo di notifica dei prodotti fitosanitari a livello di azienda agricola, invece che a livello di parcella. Per quanto riguarda le sostanze nutritive va ancora trovata una soluzione pragmatica insieme al settore.


Falciatura di una superficie in forte pendenza.
Falciatura di una superficie in forte pendenza.

Le sfide ancora aperte: tra OGM e benessere animale

Se da un lato alcune decisioni del Parlamento sono state accolte con favore, altre lasciano aperte questioni importanti per il futuro del settore. Una delle più rilevanti è la proroga della moratoria sugli OGM fino al 2030, proposta dal Consiglio federale e approvata dal Parlamento. Se da un lato questa decisione rassicura chi teme gli effetti delle coltivazioni geneticamente modificate sull’ambiente e sulla salute, dall’altro potrebbe frenare l’innovazione nel settore agricolo svizzero. Nuove tecniche di selezione genetica potrebbero offrire soluzioni per rendere le colture più resistenti ai cambiamenti climatici, ma con un divieto prolungato la Svizzera rischia di restare indietro rispetto ad altri paesi europei. Secondo il Consigliere federale Rösti la legge sui nuovi metodi di selezione potrebbe entrare in vigore anche prima del 2030, una volta conclusa la procedura di consultazione. In quel caso la moratoria sarebbe comunque valida per gli OGM, ma non per i nuovi metodi di selezione.

Un’altra questione ancora aperta riguarda il benessere animale nei trattati di libero scambio. Il Consiglio degli Stati aveva elaborato un buon compromesso che avrebbe lasciato sufficiente spazio di manovra nei negoziati. Tuttavia, sebbene anche il Consiglio federale abbia raccomandato l’approvazione di questo compromesso, il Consiglio nazionale lo ha respinto. Questo punto è particolarmente rilevante per la popolazione svizzera, che dà molta importanza al benessere animale. 


Guardando al futuro: il ruolo degli agricoltori nel dibattito politico

Le decisioni prese in questa sessione parlamentare dimostrano che l’agricoltura continua a essere un tema centrale nel dibattito politico svizzero. Le scelte sul finanziamento delle infrastrutture, sulla protezione del mercato interno e sulla semplificazione amministrativa sono importanti passi avanti. Tuttavia, rimangono questioni aperte che influenzeranno il futuro del settore: l’innovazione genetica, la sostenibilità del commercio internazionale e il continuo equilibrio tra produttività e tutela ambientale.

Per gli agricoltori ticinesi, queste decisioni rappresentano sia opportunità che sfide. La politica agricola non è mai statica, e proprio per questo è fondamentale che gli operatori del settore continuino a far sentire la propria voce. Partecipare al dibattito, informarsi sulle decisioni parlamentari e collaborare con le associazioni di categoria sono strumenti essenziali per garantire che l’agricoltura svizzera rimanga competitiva e sostenibile negli anni a venire.

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