La minatrice Aspilanta oinophylla: una nuova sfida per i vigneti del canton Ticino
- 23 gen
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Negli ultimi anni, sempre più specie dannose aliene si affacciano nei paesaggi agricoli ticinesi, trasportate con merci, materiale vegetale o persone.

Aspilanta oinophylla, piccolo lepidottero originario del Nord America, è uno degli esempi più recenti. Ritrovato per la prima volta in Ticino nel 2019, la sua abbondanza è rapidamente aumentata con una conseguente espansione della distribuzione geografica, portando, nel 2021, ad avere i primi vigneti altamente infestati nel Sottoceneri. Sebbene, ad oggi, non ci siano state grosse perdite di produzione per i viticoltori ticinesi, è stato già osservato, in regioni precedentemente colonizzate nel Nord Italia, come questo insetto possa causare una riduzione della superficie fotosintetica e, di conseguenza, alterare le uve e le proprietà enologiche dei vini.



A. oinophylla è una minatrice fogliare che si nutre di piante appartenenti alla famiglia delle Vitaceae, tra cui, appunto, Vitis vinifera, la vite comune. Le sue larve (Figura 1) si sviluppano all’interno delle foglie, tra le due pagine fogliari, creando una tipica macchia marrone definita “mina”. Una volta raggiunto l’ultimo stadio larvale, l’insetto utilizza le pagine fogliari per creare un involucro utile per la metamorfosi in adulto (Figura 2, Figura 3) e, attraverso un filo sericeo, si aggancia a diversi supporti – come tralci, fusti, reti – lasciando un tipico foro sulla foglia (Figura 4, Figura 5). Compiuta la metamorfosi, il ciclo vitale ricomincia, con due generazioni che si susseguono nel corso dell’anno, con un primo picco riproduttivo a giugno e un secondo ad agosto.
Dopo l’arrivo, nel 2009, di Phyllocnistis vitegenella – minatrice fogliare nordamericana ormai stabilmente presente nei vigneti ticinesi – la natura ha dimostrato di saper ritrovare un equilibrio grazie alla presenza di un complesso di parassitoidi indigeni generalisti, i quali hanno integrato la nuova specie aliena nel loro spettro di ospiti, limitandone le popolazioni attraverso il controllo biologico. Sull’onda del fenomeno osservato, il Centro di competenze Neobiota di Agroscope ha avviato un progetto triennale con l’obiettivo di approfondire le conoscenze sulla biologia e l’ecologia di A. oinophylla, nonché di valutare il potenziale controllo biologico effettuato da parassitoidi appartenenti alla famiglia Eulophidae (Figura 6), micro-vespe che sterilizzano o consumano le larve ospiti.
Su segnalazione del Servizio fitosanitario cantonale, sono stati selezionati tredici vigneti distribuiti sull’intero territorio e rappresentativi della varietà ambientale e paesaggistica del Ticino. In collaborazione con i viticoltori interessati, in ognuno di questi vigneti sono state posizionate delle trappole attrattive, per monitorare i maschi adulti di A. oinophylla, e sono stati raccolti dei campioni di foglie di vite colpite da larve di A. oinophylla per stimare l’attività di biocontrollo esplicata dai parassitoidi.
I dati raccolti attraverso il monitoraggio degli adulti hanno permesso di osservare come le popolazioni di A. oinophylla sono molto abbondanti nella fascia centrale dell’area meridionale del cantone, mentre nella parte settentrionale queste sono sì presenti ma con un’abbondanza nettamente inferiore, mostrando così un gradiente distribuito su un asse sud-nord.


I risultati ottenuti finora dimostrano che diverse specie di parassitoidi attaccano effettivamente A. oinophylla. L’abbondanza e la diversità dei parassitoidi variano notevolmente tra i vigneti studiati e vanno ora messe in relazione a variabili ambientali, paesaggistiche e gestionali.
Grazie alle nuove conoscenze acquisite, il progetto mira a sviluppare e attuare misure di gestione dell’habitat che favoriscano l’abbondanza, la diversità e l’efficacia dei parassitoidi indigeni. L’obiettivo è rafforzare i meccanismi di regolazione naturale e accelerare il raggiungimento di un equilibrio sostenibile tra il parassita e i suoi nemici naturali.
Queste soluzioni andranno a beneficio anche delle regioni che potrebbero essere colonizzate in futuro.
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