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Adesso si tratta di vendere i capretti in novembre

3 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Dopo la prima stagione con i cani da protezione all’alpe Montoia e il successo del progetto «Custodi tra le vette», nato per sensibilizzare gli escursionisti su come comportarsi quando ci si avvicina al gregge, l’unico dubbio che restava a Flavia Anastasia e Mattia Waser era legato alla destagionalizzazione dell’allevamento e al numero di capre che sarebbero rimaste gravide. È andato tutto bene, ma adesso bisogna trovare chi acquista la carne di capretto prima di Natale.


Flavia Anastasia e Mattia Waser
Flavia e Mattia, che iniziano a mungere il primo latte delle loro capre nel mese di ottobre.

Il capretto è buono tutto l’anno

Lo abbiamo già scritto a più riprese sulle pagine dell’Agricoltore Ticinese: programmare i parti per il giorno di Pasqua è tutt’altro che scontato e il capretto resta buono anche qualche giorno dopo le festività, oppure scegliendo di prepararlo per altre occasioni. Nelle prossime settimane si potrà infatti acquistare un capretto nostrano da un’azienda della regione che, dopo diversi anni e prendendo decisioni tutt’altro che semplici, ha deciso di rivoluzionare la gestione della propria azienda, con l’obiettivo di trovare una soluzione alle predazioni durante la stagione alpestre e impegnandosi anche per evitare possibili conflitti tra turisti e cani da protezione.


Flavia Anastasia
Flavia Anastasia.

Ma partiamo da come è funzionato il progetto Custodi tra le vette, realizzato in collaborazione con il WWF, Pro Natura, il Patriziato di Indemini e Lugano Region. «È andato davvero tutto bene, sia a livello di comunicazione, sia con i volontari che sono saliti a Montoia quest’estate», mi dice Flavia Anastasia della Fattoria dal Piz di Claro. E coi cani? Hai avuto problemi? «No. Anzi, grazie alla presenza di molte persone sul percorso della Tamaro-Lema, e ai diversi incontri avuti con i diversi “custodi” per sensibilizzare sulla presenza dei cani da protezione, sono entrata in contatto con molte più persone a cui ho potuto spiegare il nostro lavoro e le difficoltà quotidiane che affrontiamo noi allevatori». L’ultimo dubbio era legato al numero dei parti; la produzione di latte necessaria per fare il formaggio, vale la pena ricordarlo, è legata al parto e le capre che rimangono “vuote” rappresentano un problema sia per la produzione di latte sia per quella di carne. Com’è andata quindi? «Meglio di ogni più rosea aspettativa», mi dice Flavia. «Il metodo studiato per spostare il calore dei becchi ha funzionato davvero bene e sono già nati diversi capretti. In realtà anche qualcuno in più di certe stagioni vissute negli scorsi anni».

Mercoledì 7 ottobre, quando sono passato a trovarli, Mattia e Flavia erano già alle prese con le prime mungiture. E non c’è come andare in una stalla e vedere come funziona per capire la fatica di mungere, soprattutto le primipare, senza perdere il conto. Ad aiutare Flavia e Mattia c’è anche Aron, tredicenne di Claro che passa in stalla il mercoledì sera a dare una mano in stalla, ma soprattutto ci sono Falco e Cico, i due Cão de Gado Trasmontano introdotti nel gregge a inizio anno. «Il Falco ha sei anni, invece il Cico solo nove mesi. Hanno indole diversa e anche col gregge quest’estate hanno adottato comportamenti differenti». Le chiedo di spiegarmeli. «Il Cico stava più vicino alle capre, mentre il Falco perlustrava il territorio anticipando la direzione del gregge. È stato molto interessante vederli lavorare». Flavia mi spiega anche come per loro, allevatori, abituarsi a gestire cani che agiscono seguendo il loro istinto è tutt’altro che scontato, ma finora tutto è filato liscio e in stalla il Cico e il Falco è come non averli.


Ora serve soltanto la risposta dei clienti

Mattia Waser
Mattia Waser.

Con la stagione alpestre alle spalle e oramai immersa in quella dei parti, la preoccupazione di Flavia adesso è tutta sulla richiesta che ci sarà per i capretti in novembre. «Saranno pronti verso metà novembre, ma si possono già prenotare contattandoci», mi dice. È anche questa una novità infatti, una conseguenza della scelta di cambiare la stagionalità di tutto il gregge che si riflette anche sullo smercio dei prodotti: capretti tra poco e formaggi più tardi. «Al momento mi preoccupano soprattutto i capretti. Certo poi, visto che non posso più casare all’alpe per stare con il gregge, proporrò qualche novità anche per i formaggi quest’inverno. Ma, naturalmente, spero che la mia clientela risponda». È l’ultima incognita di questo progetto e l’auspicio è che lo sforzo attuato venga ripagato anche dal cosiddetto “mercato”. Io ne approfitto per chiederle quali saranno le novità casearie.

«Bè, continuerò con i freschi che inizierò a produrre appena avrò abbastanza latte. Poi in gennaio farò anche la raclette. Abbiamo trovato un’ottima cantina nella zona e credo che un prodotto un po’ più invernale possa essere una buona idea».


Fattoria dal Piz


Flavia Anastasìa e Mattia Waser

Alla Necropoli 750-400 a.C. 48

6702 Claro


Per ordinazioni

+41 79 357 08 66


Instagram: @fattoriapiz

Facebook: Fattoria Piz


capra

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