Come sta andando la raccolta centralizzata di castagne?
«È chiaro che il paragone con la scorsa stagione non regge. Finora abbiamo raccolto circa la metà delle castagne del 2026», così mi ha detto Alessio Reboldi, mercoledì 14 ottobre, a Cadenazzo. Mancano ancora 10 giorni per consegnare le castagne nei centri.
L’anno scorso era andato decisamente bene. Nelle quasi sei settimane di apertura della raccolta erano state consegnate ben 60 tonnellate di castagne. «Alla fine di questa settimana, dovremmo arrivare attorno alle 16 tonnellate. Facendo una previsione, in base a come è andata finora, credo che raggiungeremo un quantitativo complessivo di circa 25, 30 tonnellate», mi ha detto Alessio, direttore della cooperativa OriginTi che, dal 1° gennaio del 2025, ha rilevato le attività di Paolo Bassetti che includono anche lo sviluppo e la raccolta centralizzata delle castagne e la produzione di farina di castagne.

Ci sono ancora una decina di giorni
L’ultimo giorno utile quest’anno per consegnare le castagne in uno dei centri di raccolta che, lo ricordiamo si trovano a Cadenazzo, Stabio, Vezia e Biasca, sarà martedì 3 novembre: tutti i dettagli degli orari di apertura e delle retribuzioni per calibro, sono riportati nello spazio dei comunicati in fondo al giornale.
Ma continuiamo la nostra chiacchierata con Alessio: Se poi vedete che i quantitativi aumentano, protrarrete i termini per la consegna? «È chiaro che si valuta, ma è molto difficile. Anche perché con l’avanzare dell’autunno iniziano a cadere le foglie, trovare le castagne diventa più difficile, fa più freddo e nel corso degli anni ci siamo accorti che è difficile che la gente vada ancora per boschi a raccoglierle. Il santo rischia di non valere più la candela. Anche perché nel periodo dedicato alla raccolta ci sono quattro persone che lavorano a tempo pieno e si occupano di ritirare le castagne, fare una cernita per separare quelle sane dalle altre, dividerle per calibro e infine destinarle all’essiccazione oppure al commercio del fresco». Ma invece, a raccolta in corso, in quali giorni registrate le consegne maggiori? «Come sempre il lunedì. Nel fine settimana c’è più tempo per andare a castagne e poi le puoi consegnare subito, il giorno dopo». E, in percentuale, quante castagne grosse ricevete? «Ma, la maggior parte delle castagne che riceviamo sono di piccolo calibro, sotto i 14 grammi. Così, a stima, direi che quelle grosse sono circa il 20%». Un’ultima curiosità: ma la farina di castagne funziona come prodotto? «In autunno funziona molto bene, diciamo che ha un andamento simile a tutti i prodotti stagionali. Ne viene venduta anche il resto dell’anno, ma in autunno c’è proprio il picco. È normale, viene voglia di acquistarla quando si vedono le castagne nei boschi: per provare a fare una torta di castagne, oppure la pasta fresca o gli gnocchi alle castagne».
Nei boschi continuano a rimanere quantitativi enormi
Sono diversi i ragionamenti che mi è capitato di fare, con diverse persone e in diversi contesti, su quante siano le castagne che restano per terra nei boschi. È la stessa domanda che si è fatto di recente anche un nostro ex collaboratore, Eli Mordasini, in un post su Facebook, che ha proseguito nel ragionamento e che riporto qui: “Quante saranno le castagne non raccolte in Ticino? Tante in tutti i boschi, abbandonate. Un tempo erano una fonte di sostentamento importante, ora sono solo un piacere ogni tanto. Caldarroste. Ma sul terreno ne rimarranno comunque poche: cinghiali scoiattoli caprioli e altri animali le mangeranno come natura vuole”. C’è nelle poche righe scritte da Eli, una constatazione: nel giro di alcuni decenni la castagna da alimento prezioso, letteralmente ricercato, è diventata per i più, non per tutti fortunatamente, uno dei tanti sfizi che ci si può concedere durante una passeggiata in centro oppure durante una manifestazione o ad una festa di paese. A me, come credo a molti, succede spesso.

Basterebbero poche manciate a testa
Certo, in parte è consolatorio pensare che cinghiali, scoiattoli e altri animali le mangeranno comunque, ma se, per i funghi che non trovo io, questa consolazione mi va benissimo, per le castagne la vedo un po’ in maniera diversa. I castagni infatti capita che nascano e crescano anche spontaneamente, ma la maggior parte è stata piantata e innestata in passato dall’uomo e rappresenta una vera e propria coltivazione. Non a caso la Castanicoltura tradizionale è stata di recente anche riconosciuta in Italia come Presidio Slow Food, nato per proteggere la biodiversità delle castagne, le antiche tecniche colturali e anche il paesaggio delle cosiddette “Terre Alte”. E andare a raccoglierle e consegnarle vale molto di più rispetto al compenso che si riceve. Si tratta, quindi, di conservare e mantenere un patrimonio e cercare una nuova via per valorizzarlo. Ha senso, eccome, raccogliere castagne per il consumo proprio e so che sono in molti a farlo in Ticino e nel Moesano, così come ha un senso profondo consegnare le castagne raccolte nelle diverse Graa sparse per il cantone e che vengono accese proprio in questi giorni. Vale la pena sottolineare che anche consegnare magari pochi chili ha un valore che è di gran lunga superiore a quello economico. Si tratta infatti di evitare uno spreco, anche se è uno spreco che in molti casi va a beneficio della natura, e valorizzare sia quanto fatto negli scorsi secoli sia il lavoro di chi si occupa della cura e della gestione dei castagni. Basterebbe che ogni abitante del Ticino raccogliesse e consegnasse poche manciate di castagne per raggiungere un quantitativo di castagne da valorizzare di 300 tonnellate, dieci volte quanto si arriverà a raccogliere quest’anno.
Località | Giorno | Orario |
|---|---|---|
CADENAZZO, TIOR via al pian 2 | Lunedì, Mercoledì, Venerdì | 15 - 17 |
STABIO, Magazzino TIOR/FOFT | Lunedì, Mercoledì, Venerdì | 14 - 16 |
VEZIA, Azienda Malombra, piano Bioggio-Vezia | Lunedì, Mercoledì, Venerdì | 9 - 11 |
BIASCA, Ex Arsenale | Martedì | 10 - 11 |
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