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Evento nazionale: più donne in politica

  • 26 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Mercoledì 17 settembre si è tenuta a Palazzo Federale a Berna la conferenza delle presidenti can- tonali dell’Unione svizzera delle donne contadine e rurali (USDCR), seguita da un evento di messa in rete con presenti delle consigliere nazionali. L’obiettivo è d’incentivare le donne a partecipare in politica.


Tutte le partecipanti alla conferenza delle presidenti di mercoledì 17 settembre. Alice Ambrosetti e Lara Ghirlanda in fondo sulla destra. Foto: USDCR.
Tutte le partecipanti alla conferenza delle presidenti di mercoledì 17 settembre. Alice Ambrosetti e Lara Ghirlanda in fondo sulla destra. Foto: USDCR.

 La conferenza delle presidenti

Durante la conferenza, presieduta da Anne Challandes, presidente dell’U- SDCR, come presidenti cantonali siamo state informate rispetto alle attività svolte e sul programma per il 2026. Tra le attività vi è la collaborazione a un progetto nazionale di ricerca sul burnout in agricoltura, promosso dalla Scuola universitaria della Svizzera orientale, il prosieguo della campagna di sensibilizzazione sulle neofite invasive e la partecipazione ad un progetto di ritratti di donne contadine in occasione dell’anno internazionale delle agricoltrici istituito dall’ONU.


Il 2026 è stato infatti designato come l’anno internazionale delle agricoltrici; l’USDCR ha deciso di partecipare creando dei ritratti di donne contadine, tra cui anche una ticinese, al fine di mostrare quanto viene fatto dalle donne in agricoltura e la grande diversità che rappresentiamo. Questi ritratti verranno condivisi nei media e il museo del Ballenberg sta progettando un’esposizione apposita per il 2026.


Evento di messa in rete – più donne in politica

Dopo la conferenza delle presidenti, si è tenuto l’evento “Dietro alle quinte del Palazzo federale – una panoramica sul lavoro di donne parlamentari”.

Di fronte a 90 donne contadine sono intervenute cinque consigliere nazionali con un forte legame con l’agricoltura: Simone de Montmollin (PLR), Katja Riem (UDC), Christine Badertscher (I Verdi), Vroni Thalmann-Bieri (UDC) e Regina Durrer-Knobel (Il Centro).



Questo evento si iscrive nell’obiettivo dell’USDCR, che è anche quello dell’Associazione ticinese, di avere più donne in politica a tutti i livelli: comunale, cantonale e federale. Tutt’oggi le donne in politica sono ancora troppo poche, così, spesso, delle decisioni vengono prese senza considerare il nostro punto di vista.


Come sottolineato dalle consigliere nazionali, partecipare attivamente alla vita politica non è sicuramente facile, la conciliazione con la vita familiare e lavorativa è una grande sfida, tuttavia, tutte concordano che la partecipazione porta anche soddisfazioni ed è anche una nostra responsabilità parlare a nome delle donne.


Le politiche presenti hanno sottolineato che essere nella politica federale, e non solo, comporta delle sfide come la pressione mediatica, l’approccio a un sistema totalmente nuovo, il tempo richiesto per la partecipazione a eventi extra-istituzionali, o ancora, la comprensione di temi complessi. Tutte hanno concordato che queste difficoltà sono sormontabili grazie al sostegno del gruppo parlamentare e dell’entourage ma soprattutto tutto si semplifica una volta fatta più esperienza. Principalmente però, il motore trainante citato dalle parlamentari è la convinzione di sapere che è importante far sentire la voce delle donne, indipendentemente dal partito, in quanto l’uguaglianza tra uomo e donna è un valore per il quale vale la pena impegnarsi.


Rispetto all’entrare in politica, le consigliere nazionali hanno rilevato tre punti. Uno, ci vuole coraggio. Come ben detto da Thalmann: tutti fanno degli errori, ma se non si prova, non si saprà mai l’esito quindi val la pena lanciarsi con coraggio. Due, bisogna approfittare delle reti sociali per scambiare idee e per creare alleanze; ciò è ancor più importante per le donne che grazie alle alleanze ottengono sempre dei risultati. Terzo, è importante cogliere le occasioni quando si viene interpellate a partecipare e, prima di dire di no, prendersi il tempo di riflettere. Tutte le parlamentari hanno rimarcato che la partecipazione porta anche, e soprattutto, soddisfazioni in quanto si possono influenzare delle scelte politiche, che di riflesso impattano sulla vita di tutti i giorni.


Concludo sul punto che ho trovato più ispirante, portato da de Montmollin: ognuna/o di noi è toccata/o dalle decisioni politiche, alcune ci riguardano di più, altre di meno. Tuttavia, tutte/i abbiamo almeno qualcosa che vorremmo cambiare, un qualcosa che porti ad avere una società che rispetti meglio i nostri valori personali. È proprio per cambiare questo qualcosa che val la pena partecipare; secondo de Montmollin val la pena identificare e darsi un obiettivo specifico che si vuole raggiungere, perché c’è sempre qualcosa che impatta la nostra quotidianità che val la pena di migliorare. Concludo quindi con un invito a tutte le donne che stanno leggendo: partecipate, che sia in piccole associazioni, che sia a livello comunale o cantonale, fate sentire la vostra voce, perché la politica ci e vi concerne.

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