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I problemi di stagione del pomodoro

  • 17 lug
  • Tempo di lettura: 5 min

Nella maggior parte degli orti di pianura e collinari il pomodoro è la coltura principe del periodo estivo, che ci accompagna fino a fine autunno. È però anche una fra le più delicate e sensibili e quella che richiede maggiori attenzioni e cure da parte dell’operatore.

A inizio luglio, le piante cominciano a offrire i loro primi frutti maturi; questo naturalmente vale per chi ha il proprio orto altitudini più basse. Chi si trova invece in altitudine – il pomodoro può infatti essere coltivato con risultati discreti anche in zona di montagna fin verso i 1000 metri di quota – per poter assaporare le prime bacche di propria produzione, dovrà attendere la fine del mese o la prima decade di agosto.

Il processo di maturazione e il non raro forte carico di frutti, creano alle piante di pomodoro una situazione di stress: più marcato in situazioni climatiche particolari, possibili o tipiche, in luglio. Ad esempio, caldo eccessivo con un basso tasso d’umidità come è successo l’anno in corso, o forti piogge e temporali con forte umidità e temperatura elevata. Questo porta le piante a reazioni particolari, causate da disturbi interni e fanno la loro comparsa parassiti e malattie.

La necrosi apicale del pomodoro.
La necrosi apicale del pomodoro.

Reazioni fisiologiche

Le principali conseguenze fisiologiche di condizioni di stress sono, nei periodi caldi e secchi, una debole fecondazione dei grappoli superiori, arrotolamenti delle foglie basali delle piante, parziali e/o locali disseccamenti delle foglie a causa di un insufficiente sviluppo dell’apparato radicale. Quest’ultima manifestazione è spesso incrementata anche da malattie o parassiti che colpiscono proprio l’apparato radicale.


Una conseguenza fisiologica particolare e molto diffusa dovuta alle alte temperature e a un basso tasso d’umidità dell’aria è la cosiddetta “necrosi apicale” dei frutti che presentano un marcato e grave disseccamento con necrotizzazione della parte della bacca opposta al picciolo. Essa è dovuta a una mancanza di calcio all’interno della pianta a causa di un insufficiente assorbimento di questo elemento da parte dell’apparato radicale. Molto sensibili a questo problema sono le varietà allungate (peretti), le tipologie “Cuore di Bue”, le varietà costolute e molto grosse, e vecchie varietà poco selezionate. Con temperature molto elevate e un’umidità relativa molto bassa, la pianta reagisce con la chiusura dei pori di evaporazione (stomi), bloccando così l’assorbimento dell’acqua dal terreno contenente gli elementi minerali necessari. Non potendo prelevare il calcio dal suolo, lo va a prendere nei frutti in formazione.


Per questo motivo se nei momenti più caldi si abbassa la temperatura e si aumenta l’umidità dell’aria attorno alle piante tramite aspersioni di breve durata (tecnicamente definite con il termine bassinages) si danno alle piante migliori condizioni per poter vegetare. Come per noi umani, nelle giornate di canicola, anche alle piante una breve doccia con acqua fresca porta sollievo e piacere!

Danni da peronospora su una piantina di pomodori.
Danni da peronospora su una piantina di pomodori.

Malattie e parassiti

Il pomodoro è purtroppo soggetto a numerose malattie di origine parassitaria, causate da funghi inferiori, batteri e virus, che possono anche essere pericolose poiché alcune di queste fitopatie sono in grado di distruggere intere colture nel giro di pochi giorni. Foglie deformate, marmorizzate o filiformi; piante nanizzate, rattrappite; frutti con macchie gialle o brune: ecco i principali sintomi delle malattie causate dai numerosi virus che possono attaccare questa specie. Contro le malattie di questo genere (i virus vivono all’interno delle cellule delle piante) non sono possibili interventi. Una misura preventiva per evitare che le malattie da virus passino da una pianta all’altra attraverso la puntura di insetti o le operazioni colturali (potatura, raccolta, sfogliatura) è l’estirpazione delle piante infette.


In numerosi casi le piante disseccano più o meno repentinamente con evoluzione e sintomi simili fra loro. Le cause possono essere molteplici. Una malattia crittogamica “gestibile” che agisce sulla pianta in questo modo, e per il momento quest’anno poco presente nelle colture, è la peronospora o fitoftora, fitopatia che colpisce anche la patata, pianta che appartiene alla medesima famiglia botanica del pomodoro (solanacee).


Da una prima piccola macchia all’estremità di una foglia al deperimento completo della pianta, con un clima favorevole, possono intercorrere pochi giorni. La malattia fungina interessa rapidamente foglie, fusti e frutti, che assumono una colorazione bruno-olivastra. Se fino alla fine del secolo scorso la peronospora del pomodoro si presentava solo sporadicamente nelle coltivazioni, oggi la malattia si presenta in pratica ogni anno. Una protezione regolare delle colture con prodotti a base di rame o di bicarbonato (purtroppo la legge non permette più l’acquisto di altri fitofarmaci se non si possiede un permesso specifico/patentino) limita il rischio di essere confrontati con questa malattia. D’altro canto, in passato, l’uso del rame – chiamato popolarmente verderame – per prevenirla era cosa comune. Una volta che la malattia si è insediata, è infatti difficilmente controllabile. In ogni caso, applicazioni regolari di rame devono essere fatte in caso di periodi con frequenti precipitazioni

I deperimenti completi delle piante sono spesso però provocati da altri agenti patogeni, che purtroppo non possono essere eliminati o controllati con interventi antiparassitari. Il cancro causato da batteri, la verticillosi e la fusariosi colpiscono i vasi linfatici e bloccano il flusso della linfa, provocando così il disseccamento completo delle piante. Per verificare se si tratta di malattie di questo gruppo, è sufficiente togliere una porzione di corteccia: se al di sotto si riscontrano tessuti imbruniti, si è in presenza di malattie di questo genere. In questi casi non c’è altra soluzione che eliminare le piante colpite.


Un altro problema di stagione è anche l’apparizione di parassiti animali, più marcata in caso di periodi caldi e secchi. Oltre ai comuni afidi (pidocchi), parassiti fastidiosi e particolarmente ripugnanti sono le cimici allo stato larvale, sia della specie indigena (Nezara viridula) che di quella asiatica (Halyomorpha halys). Questo parassita rende i frutti non più consumabili, poiché le sue punture nutrizionali induriscono la polpa del frutto e le conferiscono un gusto molto sgradevole. È molto importante tenere le piante controllate, poiché è buona cosa eliminare fin dall’inizio manualmente o con un intervento insetticida (naturale o di sintesi) la presenza dello stadio giovanile dell’insetto, che è simile a una coccinella.

Danni ai frutti possono essere causati anche dai tripidi, Quando si è in presenza di un’infestazione da tripidi, foglie e frutti presentano macchie che vanno dal bianco al color argento e che in poco tempo si distribuiscono sull’intera superficie. Succhiando, i tripidi danneggiano la pianta assorbendone le sostanze nutritive. Le parti della pianta fortemente infestate avvizziscono e i frutti non si colorano in modo corretto. L’insetto alato e le larve, lunghi circa 1 mm, si trovano prioritariamente sulla pagina inferiore delle foglie e sotto il calice del frutto. Come intervenire? Anche in questo caso l’applicazione di un insetticida quando ai primi segni della presenza dei parassiti risolve in parte il problema.

Il pomodoro: una pianta interessante e simpatica, ma anche quella che dà più problemi ai coltivatori!

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