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Riproduzione negli allevamenti di galline

  • 3 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 23 apr

Con l’avvicinarsi della Pasqua si pensa subito alle uova di cioccolato. Noi cogliamo l’occasione per parlare di pulcini e della nascita di una nuova vita, anche se negli allevamenti la riproduzione avviene spesso prima di questo periodo.

 

Pulcini di Amrock e New Hampshire nana.
Pulcini di Amrock e New Hampshire nana.

La prima domanda che un allevatore deve porsi è: per quando voglio che i miei animali siano pronti? A partire da quella data si calcola a ritroso il momento giusto per iniziare la riproduzione.

 

Le galline di razza Italiana che allevo, ad esempio, raggiungono la maturità abbastanza presto, ma per essere davvero “pronte” per un’esposizione dipende molto da quello che si intende per qualità. In generale:

  • Sviluppo base: 4–5 mesi, iniziano ad avere l’aspetto adulto;

  • Maturità completa: 6–8 mesi, piumaggio definito e struttura più stabile;

  • Condizione ideale da esposizione: 8–12 mesi, forma, colore e portamento al massimo.

 

Con il problema dell’influenza aviaria e i relativi blocchi delle esposizioni, revocati lo scorso mercoledì, alcune mostre, come per esempio quella nazionale, vengono organizzate sempre prima nel calendario annuale. Anche questo aspetto va quindi considerato. Di conseguenza, la primavera, che sarebbe il periodo naturale della riproduzione, non coincide più con quello scelto negli allevamenti.

 

Per la “cova” esistono due possibilità

La cova naturale è sempre un grande evento. Mi ricordo ancora la prima volta in cui ho potuto assistervi. Se avete la fortuna di avere una gallina che “cova” o “crota” (in dialetto), non perdetevi questa occasione. Alcune razze sono naturalmente più portate alla cova, come per esempio la Moroseta o la Chabo.

E a questo punto si potrebbe pensare che la gallina/chioccia si occupi di tutto, ma non è così. Un bravo allevatore si riconosce anche dall’attenzione che dedica ai seguenti aspetti:

  • Numero di uova: se sono troppe, la chioccia non riesce a gestirle bene;

  • Pulizia del nido: è buona cosa verificare che non ci siano troppi escrementi in zona, siccome la gallina si allontanerà poco dal nido;

  • La disponibilità di cibo e acqua: dato che la gallina non mangerà come di consuetudine è buona cosa lasciarle a disposizione cibo e acqua in abbondanza.

 

Questa tipologia di riproduzione non è programmabile, perché è la natura ad avere il comando. Il vantaggio è che non bisogna occuparsi dell’allevamento dei pulcini.

 

Quando si alleva con l’obiettivo di ottenere esemplari da presentare alle esposizioni, bisogna per forza lavorare con la cova artificiale. In questo caso, il lavoro che di solito fa la chioccia viene affidato a una macchina: l’incubatrice. L’incubatrice mantiene un clima ideale per lo sviluppo dell’embrione all’interno del uovo. Fino a quando questo è sviluppato ed è diventato il pulcino che si conosce.

 

I parametri monitorati sono i seguenti:

  1. Umidità

  2. Temperatura

  3. Rotazione dell’uovo


 Nella tabella sono riportati alcuni parametri indicativi per diverse specie di volatili:

Come si vede nella tabella 1, negli ultimi 3 giorni i valori possono cambiare, e anche di molto. Oltre ai parametri indicati, inoltre, come già detto non ci si deve dimenticare della rotazione delle uova. Normalmente, per le uova di gallina, le incubatrici prevedono una rotazione di 90° ogni ora, che negli ultimi 3 giorni deve però essere bloccata. Per tranquillizzarvi, non dovete pensarci voi. Esistono infatti sul mercato diversi modelli di incubatrici e molte dispongono di programmi già impostati per le varie specie di volatili: basta solo selezionarli. E questo semplifica il lavoro per chi è alle prime armi.

 

Un consiglio utile per migliorare il risultato di schiusa è quello di inumidire leggermente, con acqua, le uova con uno spruzzino, negli ultimi 2 giorni di schiusa. Questo accorgimento aiuta a mantenere morbida la pelle e il guscio dell’uovo. Alcuni allevatori utilizzano addirittura miscele di acqua e aceto.


Pulcini di Amrock e New Hampshire nana.
Pulcini di Amrock e New Hampshire nana.

 

Selezione delle uova

Prima di iniziare la cova, bisogna selezionare le uova ideali. Spesso si presta attenzione all’aspetto dei soggetti riproduttori, ma ci sono anche altri fattori da tenere in considerazione, come per esempio le dimensioni e il peso delle uova, e ancora la quantità e il colore delle uova prodotte.

 


Secondo lo standard europeo, di riferimento anche in Svizzera, per ogni razza vengono indicati il peso minimo e il colore delle uova. E questi fattori non sono da trascurare, anzi.

 

Ecco alcuni valori a titolo d’esempio:


In alcuni Paesi vengono organizzate mostre in cui, oltre agli animali, per monitorare la qualità della razza vengono valutate anche le uova. Inoltre, per poter avere animali sani e forti ha senz’altro senso utilizzare uova che corrispondano alle misure standard (vedi tabella accanto). Le uova destinate alla riproduzione dovrebbero quindi avere una forma regolare, non troppo appuntita, e corrispondere ai valori di peso e colore indicati.

 

La riproduzione nei volatili rimane, per me, qualcosa di straordinario. Ogni volta colpisce vedere come da un semplice uovo, che all’apparenza sembra privo di vita, quasi come un sasso, possa nascere un pulcino. È un momento che continua a sorprendere e ad affascinare, anche dopo tante esperienze.

 

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