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17 galli di razze diverse non si vedono tutti i giorni

  • 10 lug 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

A Balerna, grazie all’impegno della Sezione del Mendrisiotto e alla collaborazione con la Federazione cantonale di allevamento avicunicolo (FACT), domenica 22 giugno, per qualche ora durante la tre giorni della Festa del gallo, si sono potuti ammirare ben diciassette galli diversi provenienti da tutto il cantone.

 Da sinistra in prima fila: Alessandro Palmieri, Valerio Sulmoni, Luigi Conconi (presidente della Società avicunicola Mendrisiotto), Emilio Rizzi, Renzo Marielli (presidente della Federazione avicunicola ticinese) e Adriano Ceccato. Dietro: Davide Morotti e Antonio Bergomi.
 Da sinistra in prima fila: Alessandro Palmieri, Valerio Sulmoni, Luigi Conconi (presidente della Società avicunicola Mendrisiotto), Emilio Rizzi, Renzo Marielli (presidente della Federazione avicunicola ticinese) e Adriano Ceccato. Dietro: Davide Morotti e Antonio Bergomi.
Gallo Cemani di Alessio Caccia.
Gallo Cemani di Alessio Caccia.

Le stie posizionate all’ombra e ben arieggiate hanno fin da subito attirato gli sguardi di bambini ed adulti arrivati per un pranzo in compagnia. Dietro al municipio, sotto ai rami dei platani, ai classici tavoli con le panchine in legno delle feste popolari verso le undici di domenica non c’era ancora molta gente, ma tutti invariabilmente dopo essersi guardati intorno, andavano dritti a guardare l’incredibile varietà di colori e forme dei galli in esposizione. «Non c’è nessuna classifica oggi», mi ha detto Renzo Marielli seduto a un tavolo con altri allevatori, «è soltanto un’esposizione per dare un po’ un’idea a tutti delle razze di galli e galline che vengono allevate in Ticino». Anche tra gli allevatori c’è una certa curiosità, in particolare per la Sandjak una specie che, come specificato sotto la stia, viene definita “del lungo canto”. È Davide Morotti a parlarmene. Lui oggi ha portato qui un gallo New Hampshire, varietà oro bruno. «Sembra che duri parecchio, anche dieci secondi il canto del gallo Sandjak, un suono continuo». Chiedo a Renzo dell’annosa questione del canto del gallo che disturba sempre più spesso il vicinato. «Se è in zona agricola non ci sono problemi», taglia corto. 

Combattente inglese moderno nano di Ismet Jakupi.
Combattente inglese moderno nano di Ismet Jakupi.

Sono rimasto a Balerna un’ora e i canti dei diversi galli erano alternati e continui, ma il gallo Sandjak non si è mai concesso, almeno alle mie orecchie. Vero mattatore della mattinata, come spesso accade, è stato Emilio Rizzi, storico allevatore di Novazzano, che continuava a fare avanti e indietro davanti alle gabbie, dispensando aneddoti ai presenti e soprattutto a me. «Fanno anche delle esposizioni proprio riservate al canto», mi dice, «in Svizzera interna». E quando gli dico che sarebbe bello vedere i galli fuori dalle gabbie mi dice che, sempre in Svizzera interna, alle esposizioni nazionali «organizzano proprio degli spazi esterni per fotografare gli animali». È un fiume in piena l’Emilio, e mi spiega che sì ci sono delle razze nane selezionate, ma altre che sono nane originali, «come la barbuta d’Anversa, ad esempio». Poi mi fa vedere la coda di un gallo e mi dice «vedi, a quella coda lì mancano almeno dieci centimetri di sviluppo, ma oggi non conta. Non c’è il concorso.

Che fisico il Combattente inglese moderno e che colori la Faverolles tedesca nana

Gallo Welsumer varietà rosso perniciato, di Renzo Marielli.
Gallo Welsumer varietà rosso perniciato, di Renzo Marielli.

Ad ogni esposizione avicola o avicunicola c’è quasi sempre una nuova razza che fa la sua comparsa. Ma questa mostra di galli, pensata ad hoc per la Festa del gallo, è stata qualcosa di unico, forse proprio perché più concentrata e senza l’assillo dei lavori di classifica. Il gallo di Faverolles tedesca nana, di proprietà di Noah Nani, e che non avevo mai visto, era davvero spettacolare. L’effetto che produce credo dipenda dal modo in cui si fondono il volume delle piume e i diversi colori, soprattutto tra testa e collo. È la tonalità salmone a risultare una meraviglia, soprattutto per come si abbina al bianco e il nero. «L’importante barba nera sotto al becco», come chiarito nella scheda didattica redatta da Alessandro Palmieri, e appesa sotto la stia, non passa di certo inosservata. Non ho di certo potuto non notare anche le zampe piumate (o calzate), ma «il quinto dito» nelle zampe non sono riuscito a vederlo. Ad impressionare invece del Combattente inglese moderno nano, di Jakupi Ismet, esposto a Balerna nella varietà nera betulla, era soprattutto la costituzione: filiforme, definitissimo, sembrava una molla pronta a scattare. Come mi hanno ripetuto a più riprese, sia Renzo Marielli, sia Emilio Rizzi, i combattimenti tra galli in Europa sono ormai vietati da tempo e, nonostante l’immagine ricordi quella di un pugile – non a caso, credo, esiste ancora nella boxe la categoria dei pesi gallo, circa 55 chili – oggi si tratta di animali «dal carattere affidabile e molto affettuoso», così recitava la scheda, che non vengono più impiegati nei combattimenti. L’unico limite per il combattente inglese, a livello di allevamento, è dato dalla difficoltà di cova: il piumaggio così aderente e la struttura esile rende infatti le femmine della razza poco efficaci in questo particolare compito.

Il gallo Sandjak, varietà nera dal lungo canto, di Alessio Caccia.
Il gallo Sandjak, varietà nera dal lungo canto, di Alessio Caccia.

Da un gallo in bronzo a quelli veri

Per farmi spiegare come si è arrivati alla sagra del gallo ho intercettato Nicholas Felappi, presidente del comitato Sgürafest, che da qualche anno organizza la Festa estiva di Balerna. «Siamo partiti un po’ dalla considerazione che qui attorno c’erano già la Sagra del bue, a Rancate, e l’Asinada o Palio degli asini a Mendrisio. Allora abbiamo pensato di trovare un altro animale. E abbiamo preso spunto dalla scultura “Gallo che canta”, di Fiorenzo Fontana, che dal 1984 si trova proprio davanti al municipio. È così che è nato tutto, nel 2018. Poi ci sono stati gli anni di Covid, che hanno un po’ sospeso la programmazione, ma poi abbiamo ripreso». Quest’anno, per la prima volta, sono stati coinvolti anche gli allevatori, così da dare a tutti la possibilità di ammirare alcune delle varietà di galli allevati in Ticino. E l’interesse è stato davvero molto. «Erano tutti molto contenti dell’esposizione di galli», mi ha detto Renzo Marielli, contattato al telefono qualche giorno dopo, «e l’anno prossimo la rifaremo senz’altro». 

Già che c’ero, non potevo però non chiedere il significato di sgürafest. È infatti questo il nome del comitato organizzativo della Festa del gallo di Balerna. A spiegarmelo è stato Alessandro Cattaneo, membro di comitato che mi ha detto che il vecchio soprannome dei balernitani, era Sgüramedaj. «Significa lucida medaglie, non si sa bene come mai, se per la natura risparmiatrice o per altri motivi». Di quel soprannome è rimasto soltanto Sgüra nel nome del comitato che organizza la festa, che negli ultimi anni dà lustro alle attività del comune.

Emilio Rizzi con il suo gallo Australorps sotto braccio.
Emilio Rizzi con il suo gallo Australorps sotto braccio.


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