top of page

2026: in arrivo un vino di alta qualità e uno stop a nuovi impianti di Merlot

  • 16 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

L’annuale conferenza stampa della Federviti cantonale ha de-scritto l’annata viticola 2026: a livello qualitativo, l’ipotesi è di una vendemmia «potenzialmente tra le migliori degli ultimi 20 anni per i rossi». Introdotta una moratoria sui nuovi impianti di Merlot.

Viticoltori ai microfoni davanti al ripido vigneto terrazzato di Ambrogio Rusconi. Davanti il presidente della sezione Biasca e Valli, Stefano Bollani, e dietro in lontananza il presidente per il Locarnese, Moreno Wildhaber.
Viticoltori ai microfoni davanti al ripido vigneto terrazzato di Ambrogio Rusconi. Davanti il presidente della sezione Biasca e Valli, Stefano Bollani, e dietro in lontananza il presidente per il Locarnese, Moreno Wildhaber.

Tanto tuonò che alla fine piovve. Lo scorso 20 agosto, alla Cantina Rusconi a Tenero-Contra, non c’è stata solo la pioggia che ha portato un po’ di serenità ai presidenti sezionali della Federviti, ma è anche stato dato il via libera a una moratoria cantonale sui nuovi impianti di Merlot, per far fronte alla cosiddetta sovrapproduzione: un termine che risuona spesso ultimamente. O, per dirla con le parole del presidente cantonale Davide Cadenazzi, «L’intenzione è di salvaguardare per alcuni anni la produzione senza incappare in eccessi di impianto che innescherebbero una pressione sui prezzi». Nonostante «in questo momento» non si stia verificando questa dinamica, il presidente ha comunque evidenziato il contesto di «un mercato più difficile, segnato da consumi in contrazione, maggiore concorrenza e pressione sui margini». In questa circostanza, «resta centrale la valorizzazione della produzione locale, non solo come prodotto di qualità, ma anche come patrimonio economico, paesaggistico e identitario». La misura della moratoria – si può leggere nel comunicato stampa della Sezione dell’agricoltura – «lascia spazio agli investimenti ritenuti prioritari per il futuro della viticoltura cantonale.

Continueranno infatti a essere possibili la ricostituzione e la ricostruzione dei vigneti esistenti, gli interventi sui vigneti in forte pendenza e gli impianti di varietà diverse dal Merlot quando rispondono a un'effettiva domanda del mercato, contribuendo così alla diversificazione dell'offerta vitivinicola ticinese senza compromettere le altre attività agricole e il patrimonio paesaggistico e culturale cantonale».

 

«Non è un bollettino di guerra»

«Tra cambiamenti climatici, aumento dei costi, pressione normativa, difficoltà di mercato e necessità di mantenere alte qualità, sostenibilità e competitività», per Davide Cadenazzi è importante trasmettere anche segnali positivi: «I vini di quest’anno ce li ricorderemo per un bel po’ di tempo». «La stagione fenologica è in anticipo e lo stato sanitario delle vigne viene definito ottimale anche grazie alla riduzione dei trattamenti dovuta alla scarsità di precipitazioni», spiega la Federviti aggiungendo che «ad oggi la vendemmia è già iniziata per le basi spumante e per il Bianco di Merlot e i vitigni bianchi più precoci. Mentre per i rossi si dovrà aspettare ancora un po’»: «Data la dimensione ridotta degli acini, questa vendemmia sarà da inserire nelle migliori degli ultimi 20 anni». Secondo il presidente sezionale Biasca e Valli, Stefano Bollani, si ipotizza che l’uva peserà «tra il 20 e il 30% in meno»: un fattore che avrà conseguenze sulle quantità vendemmiate e sui ricavi, soprattutto in un contesto di «costi di produzione in aumento». E a tal proposito Cadenazzi aggiunge che «quest’anno le aziende viticole rischiano di lavorare in perdita, a seguito di costi che normalmente non ci sono, come per esempio irrigazioni d’emergenza o carburanti più cari». Uno studio del Centro di competenza Agridea aveva stimato in 4,30 franchi i costi di produzione in Ticino per metro quadrato. Una cifra leggermente superiore ai 4,20 CHF/Kg che rappresenta il prezzo indicativo delle uve Merlot che è stato pattuito fra gli attori della filiera: una leggera differenza che si può tranquillamente amplificare data la sincera «difficoltà a ottenere un chilo d’uva ogni metro quadrato». Il presidente Davide Cadenazzi ha comunque espresso la propria soddisfazione: «un sincero apprezzamento a tutti gli attori coinvolti, perché nonostante le difficoltà si è riusciti a mantenere questo prezzo, dando così un segnale concreto di fiducia verso i negozianti, di rispetto per il lavoro dei produttori e di volontà di tutelare la tenuta del nostro sistema vitivinicolo». Questo prezzo è stato possibile mantenerlo a seguito della revisione della scala prezzi: nel senso che se da un lato si è mantenuto il prezzo medio, a ridursi è stata la forchetta verso l’alto e verso il basso dei prezzi per l’uva di qualità particolarmente buona rispettivamente scarsa.

 

Il presidente cantonale Davide Cadenazzi.
Il presidente cantonale Davide Cadenazzi.

Siccità, irrigazione, popillia e ungulati

«Il problema non riguarda soltanto la quantità complessiva delle precipitazioni, ma sempre di più la loro distribuzione nel tempo», spiega il presidente. E a proposito di cambiamenti climatici e stagioni di siccità più frequenti – come quella di quest’anno o quella del 2022 che in alcuni casi ha comportato la necessità di procedere con irrigazioni d’emergenza con carri-botte – nel prossimo futuro «sarà il caso di discutere di strategie a livello cantonale per impianti di irrigazione». D’altro canto, Cadenazzi evidenzia anche i fattori positivi: «la nostra viticoltura può anche trovare grande vantaggio qualitativo. Il fatto che alle nostre latitudini si verifichino condizioni climatiche più simili a quelle di Bordeaux, fa sì che le prospettive per i nostri vitigni bordolesi non siano niente male. È una questione di adattamento tecnico e strutturale nostro».

Infine non bisogna dimenticarsi della pressione della fauna selvatica né della Popillia japonica, «con primi danni economici già constatati nel 2026». «La cattura di oltre 25 milioni di esemplari di popillia ha confermato la preoccupante diffusione di questo neobiota»: Federviti invita alla massima prudenza nell’uso dei trattamenti, ricordando che è stato autorizzato un solo trattamento con acetamiprid e mettendo in guardia da utilizzi impropri o soluzioni fai-da-te. Ciò vale sia per i produttori sia per i cittadini.

Federviti esprime infine soddisfazione per la stretta collaborazione con la Sezione dell'agricoltura nello sviluppare e perfezionare strumenti per rafforzare il comparto viticolo ticinese e aiutarlo a rispondere alle sfide con cui è confrontato.

 

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page