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“L’eco della valle”, dalla valle e per la valle

  • 10 minuti fa
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Inaugurata lo scorso 2 agosto a Brione Verzasca una nuova bottega self-service di prodotti verzaschesi, nata grazie alla forza di volontà di consumatori e produttori locali.

L’eco della valle si trova davanti alle mura del Castello Marcacci a Brione Verzasca.
L’eco della valle si trova davanti alle mura del Castello Marcacci a Brione Verzasca.

C’era una volta, in una valle ticinese, una filiale di una catena di piccoli supermercati che proponeva anche prodotti locali: miele, vino, salumi, formaggi e altro ancora. Al suo posto, un bel giorno si insediò una filiale di un grande supermercato: un momento atteso da tutta la popolazione della valle e dai molti, moltissimi turisti che visitano quella valle, ma là dentro, di spazio per i produttori locali, non ce n’era più. Questa, in poche parole, la genesi de “L’eco della valle” recentemente inaugurata a Brione Verzasca, piccola bottega pensata per dare risalto alla grande varietà di prodotti, alimentari e no, che nascono tra Vogorno e Sonogno.


La volontà di cambiare le cose

Sotto un gazebo incontro Manuel Truglio, produttore – assieme a Cristina Ferrini – a Sonogno della “Verzaschella”, alternativa locale alla nota bevanda elvetica a base di siero di latte e tra i promotori del progetto.

«Tutto è nato a seguito dell’arrivo della Coop, inaugurata lo scorso agosto, e la conseguente chiusura del negozio Crai. Se quest’ultimo vendeva anche moltissimi prodotti locali, la politica della Coop è invece un’altra. Questo, di punto in bianco, ha portato la valle a non avere più un negozio di riferimento dove acquistare i suoi prodotti e i produttori a non avere più un importante canale di smercio. Qui sono intervenute Ilaria Mignola e Valentina Matasci, due giovani mamme di Brione che hanno deciso di agire e cercare chi fosse disposto a impegnarsi per cambiare le cose. In breve, è stato dapprima formato un gruppo di lavoro e poi un’associazione che ha coinvolto consumatori e produttori».

Brione Verzasca ospita il cosiddetto “Castello Marcacci”, residenza signorile secentesca che fino ad alcune decine di anni fa ospitava al suo interno un’osteria e un piccolo negozio. Ed è proprio in quei locali che, in teoria, avrebbe dovuto aprire “L’eco della valle”. Ce ne parla Giordano Giottonini-Bisi, agricoltore titolare dell’azienda agricola La Ghironda di Lavertezzo, il cui nome figura anch’esso tra quelli dei promotori.


In attesa del Castello

«L’idea è sempre stata quella di creare qualcosa a Brione, strategicamente al centro e dove c’è l’unico supermercato presente in valle. Dietro non c’è però nessun intento polemico, anche perché i prodotti che si trovano nel nostro negozietto – ossia quelli locali – alla Coop non ci sono, quindi non si può nemmeno dire che si voglia fare loro concorrenza, anzi siamo complementari. C’era chi temeva antagonismi, ma in verità abbiamo preso contatto anche con la Coop, spiegando i nostri intenti, e non hanno avuto niente da ridire. Abbiamo pensato sin da subito agli spazi del Castello e il Comune si era detto d’accordo di concederceli temporaneamente, tanto che prevedevamo di aprire per l’inizio dell’estate, ma poi si è messa di mezzo la burocrazia e… le cose sono andate diversamente, obbligandoci a trovare un’alternativa».

A salvare capra e cavoli giungeranno i suggerimenti e la grinta dei creatori de “La Botega dala Lavizzara” e la generosità di Silvan e Francesca dell’Osteria Paradiso di Berzona, i quali regaleranno alla neonata associazione il rimorchio che veniva usato come ufficio per il “bungee jumping” alla diga di Vogorno. E che, dopo ore e ore di lavoro volontario da parte di artigiani locali («Almeno i nomi di Alessandro Bisi e Matteo Mignola vanno fatti, ma anche altri hanno aiutato e speso davvero tantissime ore per realizzare questo sogno!»), con tanto di materiale offerto e varie donazioni che hanno permesso di acquistare i frigoriferi, è stato trasformato in un negozio che permette ora ai produttori verzaschesi che hanno aderito al progetto di avere un proprio punto vendita. Nel frattempo, l’iter burocratico per entrare nel Castello continua.

Alcuni clienti osservano interessati i prodotti del negozietto.
Alcuni clienti osservano interessati i prodotti del negozietto.

Un progetto in cui credere

«Il fatto di avere un negozio self-service permette di non avere costi di gestione del personale», spiega ancora Manuel. «L’obiettivo è tenerlo aperto tutto l’anno: non si punta a vendere solo ai turisti, ma a offrire i prodotti di valle per chi in valle ci vive. A tal proposito, il nome “Eco della valle” ha due significati: sia rispondere a un grido in favore dei prodotti locali, sia ribadire l’importanza di acquistare “eco”, cioè a chilometro zero».

L’accesso al negozietto – possibile 24h su 24 – è regolato tramite l’applicazione LOKBEST e un codice QR che permette di sbloccare la porta, scansionare i prodotti aggiungendoli al carrello ed effettuare il pagamento in contanti, Twint o carte. Coloro che non hanno un buon rapporto con la tecnologia, non temano: ogni lunedì sarà difatti presente qualcuno (10-13 / 15-18) che potrà vendere direttamente i prodotti o dare una mano a chi non ha dimestichezza con app e QR.

«Qui non ci sono intermediari: l’associazione non ha scopo di lucro e non compra i prodotti dai produttori per rivenderli», racconta Giordano, «ma mette a disposizione e si occupa di gestire l’infrastruttura, aggiungendo una piccola percentuale di ricavo sul prezzo preteso dal produttore per il proprio prodotto per coprire i costi di esercizio. Sono direttamente i produttori, che ricevono una notifica quando un prodotto è in esaurimento, a occuparsi del rifornimento. Al momento i produttori “made in Verzasca” annunciatisi sono 18, ma c’è spazio per accoglierne altri. Per poter vendere bisogna però iscriversi all’associazione, dimostrando di credere nel progetto: qui, difatti, lo scopo finale non è solamente quello del profitto».


Caparbietà verzaschese

Basta un rapido sguardo all’interno per capire che la Valle Verzasca produce di tutto: dalla “Verzaschella” ai ghiaccioli, dalle magliette alle borse, dai prodotti d’artigianato – compresi alcuni notevoli macinapepe in legno – alla salumeria, fino agli immancabili formaggi e formaggini.

«Oggi è un giorno importante», mi racconta – a proposito di formaggini – Pascal Favre, capraio sceso appositamente dall’Alpe Tenc per l’inaugurazione. «Quando incontravo persone in paese che mi chiedevano dove si poteva trovare questo o quel prodotto, dovevo dire loro di andare direttamente dal produttore, ma uno è magari a Sonogno, un altro a Vogorno e un altro ancora sull’alpe... Questo negozietto permette invece di avere tutto in un luogo unico. Ci vorrà del tempo, ma sono sicuro che funzionerà. Inoltre, il fatto che viene gestito da noi produttori è molto comodo, così – nel mio caso – posso scendere dall’alpe solo quando serve».

Anche Athena Bellotti, cuoca e titolare del “carrozzone” da street food dal poetico nome “La verzaschina e l’aspis” di Gerra Verzasca, è entusiasta. Tra gli scaffali fanno capolino le sue marmellate di frutta e un condimento per il barbecue, oltre ai ghiaccioli di frutta che trovano posto nel congelatore.

«Questo negozietto è un grandissimo regalo che è stato fatto a tutti quanti i verzaschesi. È un regalo per me sia come produttrice, sia come abitante della valle e cuoca, perché mi dà la possibilità di acquistare in un unico luogo tutto quanto mi serve per casa e per cucinare. A me piace acquistare nostrano, compresi i prodotti d’artigianato: spesso spendi qualcosa in più, ma in cambio hai un bel prodotto che dura nel tempo. È stato fatto un lavoro incredibile, hanno concretizzato in poco tempo quello che sembrava un sogno: è proprio vero che l’unione fa la forza!»

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