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A Bellinzona si incontrano città e montagna

12 ore fa
Tempo di lettura: 6 min

Anche quest’anno la rassegna dei formaggi di Bellinzona ha riconfermato il proprio successo. Un’occasione unica per acquistare i formaggi della produzione alpestre di Ticino e Grigioni italiano, ma anche un bel momento per incontrare casari, alpeggiatori, pastori e scambiare quattro chiacchiere con loro. Molto partecipata anche la transumanza.

Transumanza delle vacche a Bellinzona
La transumanza in piazza Collegiata

Sono davvero tante le persone attive nell’agricoltura di montagna, la cosiddetta alpicoltura, che per un paio di giorni, tra Piazza Governo e Piazza Nosetto, vendono i loro prodotti a turisti e bellinzonesi che, puntuali, affollano le vie del centro cittadino. Anche quest’anno è andata davvero bene, anche perché come mi ha detto Raffaele Speziale, gestore dell’alpe di Robiei: «se non vendi formaggio qui…».

Nella giornata di sabato, che ha stentato un po’ a partire per la pioggerella della tarda mattinata, Andrea Silbernagel, dell’omonima cantina, ha contato ben settecento degustazioni di vini e grappe alla sua bancarella. I soliti grandi numeri insomma, favoriti dal bel tempo; testimoniati anche dalla coda al banchetto delle castagne e dalla difficoltà a trovare un posto per sedersi in uno dei bar del centro. Per tutti i produttori di miele, vino, formaggio, prodotti di panetteria e pasticceria, il centro di Bellinzona si conferma una vetrina davvero preziosa e non resta che fare i complimenti alla Società Commercianti Bellinzona per aver creato un evento che mette d’accordo tutti.

Nei discorsi avuti con alcuni alpigiani incontrati ai diversi banchetti è anche emerso come una stagione che in luglio si preannunciava davvero a tinte fosche si sia in fin dei conti rivelata migliore del previsto. Un discorso generale che lascia un po’ il tempo che trova, ma da più parti mi è stato detto che sì, problemi con l’acqua ci sono stati, ma quasi sempre sugli alpi si è riusciti a trovare delle soluzioni e anche le date di scarico non sono state anticipate poi di molto, tranne in alcuni casi. Il secondo taglio del fieno in basso invece, come mi è stato confermato da più parti, quest’anno è stato davvero scarso e se, a stima, per la produzione di latte dovremmo essere attorno al 10% in meno, di sicuro a valle in molti si ritrovano con una carenza di foraggio per i mesi a venire decisamente più consistente. Gabriele Bernardi, casaro dell’Alpe Pesciüm, mi ha addirittura parlato di una stagione che è andata davvero bene e, grazie ai lavori fatti all’acquedotto, i problemi avuti con l’acqua nel 2022 in quest’estate avara di precipitazioni non ci sono stati. Anche Fabio Taddei, dell’Alpe Stgegia, mi ha detto che sì, certo, «a guardare il livello dell’acqua alla diga del lago di Santa Maria, si vedeva che era basso, ma anche se l’acqua non abbondava, la stagione non è andata male». Per Matteo Ambrosini, gestore di Porcaresc, invece, la discesa dall’alpe con le vacche da latte è stata anticipata a metà agosto perché, come avevamo già riferito quest’estate, la situazione dell’erba sui pascoli nell’alpe in cima alla valle di Vergeletto era decisamente complicata.

Una forma di formaggio d’alpe di capra di Lorenzo e Gloria Schärer, primo posto nel concorso ATIAF.
Una forma di formaggio d’alpe di capra di Lorenzo e Gloria Schärer, primo posto nel concorso ATIAF.

Un messaggio dalla Val Redorta e il ritorno di Cadìn Albion

Quest’anno, a differenza degli anni passati, non è stata organizzata nessuna manifestazione specifica per sottolineare le difficoltà che il ritorno del lupo causa soprattutto nelle zone in cui si sono insediati i branchi. Nessun cartello durante la transumanza, a cui non hanno preso parte le capre, e che, invece di deviare a destra in piazza Nosetto, è proseguita fino a Piazza Indipendenza per poi arrivare a Piazza Governo da sud. Ma, come dicevamo, anche se non è stata organizzata nessuna manifestazione collettiva, ben chiaro su un cartello esposto alla bancarella dei formaggi della Val Redorta, in Verzasca, era riportato un messaggio che è girato parecchio sui social nelle scorse settimane, l’ennesimo grido d’allarme che invitava tutti gli acquirenti a ricordare che quella dello scorso fine settimana «Potrebbe essere una delle ultime possibilità di degustare gli ottimi formaggi prodotti sugli alpi verzaschesi, in quanto la presenza indiscriminata del lupo in Ticino sta mettendo a dura prova il lavoro degli alpigiani».

E non era l’unica bancarella che ricordava come per tutti, anche per chi ha deciso di introdurre i cani da protezione, il lavoro all’alpe sia diventato molto più impegnativo dopo il ritorno del lupo. Come sottolineato da Massimo Gabuzzi, della società commercianti Bellinzona durante la cerimonia dei premi del concorso per il miglior formaggio d’alpe, si festeggiava con una certa soddisfazione, dopo diversi anni, il ritorno alla rassegna bellinzonese dell’Alpe Cadìn Albion. Con i formaggi di capra, Cadìn Albion ha infatti ottenuto ben due riconoscimenti: il terzo posto al Concorso ATIAF e il secondo in quello di Slow Food. Ho scambiato quattro chiacchiere con Giona Bucher che alla sua bancarella aveva appeso la foto dei due cani da guardianìa, due pastori dei Pirenei: Bounty e Falk, con il messaggio «Benvenuti sul pascolo dell’Alpe Cadìn-Albion. Attenzione cani da protezione», con una breve descrizione del carattere dei due cani e del modo corretto di comportarsi in loro presenza. «Purtroppo il Falk non c’è più», mi ha detto Giona. «Era davvero un maestro», e mi ha descritto brevemente il modo in cui hanno lavorato i due cani quest’estate. Nella zona dell’alpe, sopra Roveredo verso il San Jorio, al momento c’è una coppia di lupi che però non si è ancora riprodotta. «Con i cani è andata proprio bene», ha proseguito, «però devi sempre stare attento, seguire il gregge e poi bisogna cambiare di continuo i recinti notturni perché altrimenti ci sono problemi di benessere animale. Poi si sa, le capre con la pastura lavorano meglio di notte, invece adesso mangiano per forza di giorno. E in estati molto calde come questa, fanno fatica». Riporto questo breve scambio soltanto per ricordare che anche per chi può, e decide, di utilizzare i cani da protezione, oltre a dover imparare come gestirli, impiegarli comporta altro lavoro che va ad aggiungersi a giornate che già sono davvero molto lunghe.

Fabio e Melanie Taddei alla bancarella dell’Alpe Stgegia
Fabio e Melanie Taddei alla bancarella dell’Alpe Stgegia, che ha vinto in tutte e tre le categorie per la formaggella del concorso Slow Food Ticino.

Ma arriviamo al clou: Il concorso del formaggio d’alpe

Sono state ben 184 le forme valutate dalle due giurie, la prima, quella degli assaggiatori ticinesi di formaggi (ATIAF) più tecnica che va a ricercare la corrispondenza della forma assaggiata a un riferimento preciso e la seconda, quella di Slow Food, che invece valuta di più la sensazione complessiva restituita dal formaggio una volta assaggiato. Come sottolineato poco prima della premiazione, in più casi le due giurie hanno premiato gli stessi alpi: Predasca, Campo La Torba, Bresciana, Monti di Doro e Cadìn Albion figurano infatti in entrambe le classifiche. Da segnalare i 100 punti su 100, conquistati da Campo la Torba, nella categoria Misto (vacca, capra), e non è la prima volta; così come l’essersi classificato primo in entrambe le classifiche, a memoria, non è la prima volta che accade. Oltre ai complimenti già fatti all’Alpe Cadìn Albion, e al suo casaro Olmo Rigotti, vanno segnalati anche i 100 punti su 100 della formaggella del prealpe Croce Lucomagno, di Federico Cecconi che, come si è potuto scoprire guardando il documentario di Lara Montagna L’Alpe di domani, era alla sua prima stagione come casaro responsabile, dopo diversi anni passati in Carassina come aiuto di Marisa Martinelli. In conclusione: un caso più unico che raro e che ha bisogno di una spiegazione è rappresentato dal primo, secondo e terzo posto conquistati dall’Alpe Stgegia nel concorso Slow Food nella categoria formaggelle: hanno infatti convinto la giuria sia con la loro formaggella di capra (1° posto), sia con quella a latte misto (vacca, capra) che si è piazzata seconda, sia con quella di latte vaccino, classificatasi terza.

Tutti i premiati ai due concorsi di formaggi: ATIAF e Slow Food Ticino.
Tutti i premiati ai due concorsi: ATIAF e Slow Food Ticino. Complimenti!

Concorso ATIAF

Categoria

Rango

Alpe

Punti

Mucca

1

Alpe Pertusio

99/100

2

Alpe Predasca

98/100

3

Alpe Formazzora

97/100

Misto

1

Alpe Campo la Torba

100/100

2

Alpe Bresciana

97/100

3

Alpe Grossalp

95/100

Capra

1

Alpe Vald

94/100

2

Alpe Monti di Doro

92/100

3

Alpe Cadìn Albion

91/100

Formaggella

1

Prealpe Croce Lucomagno

100/100

2

Alpe Vald

99/100

3

Prealpe Campra

98/100


Menzione Slow Fodd Ticino

Categoria

Rango

Alpe

Punti

Mucca

1

Alpe Fortünei

98/100

2

Alpe Piota Crozlina

95/100

3

Alpe Predasca

94/100

Misto

1

Alpe Campo la Torba

94/100

2

Alpe Bresciana

91/100

3

Alpe Mügaia

90/100

Capra

1

Alpe Monti di Doro

94/100

2

Alpe Cadìn Albion

91/100

3

Alpe Cedullo

88/100

Formaggella

1

Alpe Stgegia

96/100

2

Alpe Stgegia

94/100

3

Alpe Stgegia

93/100


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