Un primo bilancio per la vendita del latte Bio della Masseria Ramello
Riallacciandoci all’articolo apparso il 20 febbraio sul nostro giornale “Coraggio e spirito imprenditoriale di Adrian Feitknecht”, abbiamo voluto sapere come sono andate le cose dopo il lancio del suo latte Bio sul mercato ticinese.

Sono passati ormai quasi otto mesi dal nostro incontro con Adrian Feitknecht, titolare della Masseria Ramello di Cadenazzo. Un’azienda agricola attiva dal 1951, convertitasi al biologico nel 2017.
Un bel traguardo che è stato coronato anche da un grande spirito di adattamento, una sana voglia di innovarsi ma anche di lanciarsi sul mercato con un prodotto unico nel suo genere sul territorio ticinese: il latte biologico prodotto e imbottigliato nella propria azienda. Ecco cosa ci ha raccontato Adrian su ciò che è successo da allora.
Come sono cambiate le cose nel corso del primo anno di lancio?
«L’anno scorso la produzione della masseria, che contava all’incirca un’ottantina di mucche con una lattazione di circa 6’500 litri, produceva grossomodo 480’000 litri all’anno di latte biologico. Anche quest’anno siamo sugli stessi livelli ma c’è un’unica grande differenza: ora li trasformiamo noi per la maggior parte e questo ci rende particolarmente orgogliosi».

Il 24 maggio c’è stata l’inaugurazione ufficiale. Com’è andata?
«La festa di inaugurazione per noi è stata un’occasione da celebrare con chi ha partecipato alla creazione del progetto della nostra latteria. Un punto di partenza ma anche un punto di arrivo. Avevamo un sogno nel cassetto – che ci ha fatto passare anche tante notti insonni, non lo nego – ma che alla fine ci ha dato anche delle grandissime soddisfazioni. È stato il giorno del nuovo inizio ma anche l’attimo in cui ci siamo resi conto di quanto avevamo messo in piedi. Di base volevamo festeggiare questo nostro traguardo e lo abbiamo fatto alla grande con una festa dedicata a grandi e piccini. Chi è passato a farci visita ha potuto assaggiare il latte prodotto e imbottigliato in masseria, visitare la latteria, degustare altri prodotti genuini che sono stati offerti al pubblico e di produzione locale, ascoltare concerti dal vivo e far divertire i propri figli nelle aree gioco della nostra azienda. Il riscontro è stato particolarmente positivo e anche i feedback da parte del pubblico e i social ci hanno premiato».
Ad oggi, si può già fare un primo bilancio e parlare di come andrete avanti con il marchio e l’immagine del prodotto?
«Sì, possiamo già trarre alcune conclusioni. Anche se, lo devo ammettere, all’inizio siamo incappati in qualche piccolo intoppo tecnico come ad esempio la sigillatura dei tappi che inizialmente non soddisfaceva del tutto le nostre esigenze perché desideriamo avere sugli scaffali dei supermercati un prodotto ineccepibile e ai massimi standard, cosa alla quale abbiamo dovuto lavorare per raggiungere i risultati attuali. Sono solo cavilli, piccole cose che non hanno mai messo in pericolo la sicurezza del nostro prodotto sul mercato, ma che noi abbiamo voluto perfezionare per esigenze peculiari. Così, cammin facendo, abbiamo migliorato tutti gli aspetti della produzione del nostro latte in masseria senza mai avere avuto grossi problemi».
Un inizio che fa ben sperare nel futuro e che si apre a nuovi orizzonti?
«Proprio così, la lavorazione del nostro latte Bio ha fatto crescere in fretta lo smercio della nostra produzione, adesso siamo a un volume di due terzi del latte che produciamo, un traguardo che non ci aspettavamo di ottenere in tempi così brevi. I camion per ritirare il latte Bio che non confezioniamo qui in azienda adesso arriva solo una volta a settimana».
Nell’intervista dell’Agricoltore Ticinese di febbraio, non escludevi un’apertura verso altri produttori. Com’è la situazione oggi? Avete apportato delle modifiche nella produzione o nella distribuzione?
«Attualmente sebbene l’autoproduzione di latte biologico copra i due terzi della produzione totale dell’azienda, non siamo ancora pronti ad espanderci verso altri produttori. Non escludo questa possibilità per il futuro ma per ora la priorità rimane ancora quella di poter lavorare il nostro latte. Il nostro prossimo obiettivo è riuscire a trasformare il 75% del quantitativo che produciamo e fintanto che il mercato non sarà capace di assorbirlo preferiamo rimandare la questione e vedere come si evolverà la situazione nel tempo».

Come si prospetta il 2027 per la produzione di latte biologico ticinese?
«Sono fiducioso e penso che una volta che sarà ben assodata la fetta di mercato conquistata, lo smercio del prodotto non subirà variazioni verso il basso. Credo che le persone si abituino a un certo prodotto e che se riusciremo a mantenere qualità e prezzo, la clientela continuerà a premiarci con gli acquisti. Per questo, al momento, non ho intenzione di introdurre altri prodotti sul mercato. L’obiettivo ultimo è quello di incrementare ancor di più l’autoproduzione riuscendo a impiegare il 75% della produzione lattifera dell’azienda. E poi c’è ancora un altro sogno nel cassetto: quello di riuscire a diventare autosufficienti a livello energetico implementando la produzione di energia elettrica attraverso il fotovoltaico».
Per contattare o visitare l’azienda: Masseria Ramello, a Ramel 33, 6593 Cadenazzo, 091 858 11 62 e
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